Top

Diario Politico: Il presidente della Repubblica attende “una risposta, oramai improrogabile, dal governo”

agosto 19, 2009 di Redazione 

Nell’edizione di stasera troverete in prima istanza il duro richiamo del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rivolto al governo, che non ha ancora risposto alla missiva da lui inviata settimane fa in merito ai festeggiamenti dei 150 anni dell’unità d’Italia. Hanno però replicato alcuni illustri esponenti della maggioranza, e non solo; una voce a tal proposito si è levata anche dal Pd. Ed infine, Beppe Grillo potrebbe vedersi definitivamente sbarrata la strada per “Palazzo Chigi” per una sua discussa pubblicazione, “Erba di casa mia”. Il servizio, di Ginevra Baffigo.-

Nella foto, Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

di Ginevra BAFFIGO

“Nel 2011 cadrà il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Le celebrazioni, aspetto meramente organizzativo, offrono però ancora una volta il pretesto per una diatriba tutta politica, tra chi si batte per un degno centocinquantenario, per l’Unità del nostro Paese, processo purtroppo per molti aspetti ancora in via di gestazione, e per i suoi simboli, e chi, invece, strumentalizza l’evento, al quale evidentemente attribuiscono poca importanza, suggerendo un festeggiamento frugale ed il risparmio dei fondi.
Il presidente Giorgio Napolitano, evidentemente dopo aver pazientato per settimane, ha infine dovuto ricorrere ad una proverbiale tirata d’orecchie ai suoi interlocutori del governo. “Attendo una risposta oramai improrogabile dal governo, affinché chiarisca i suoi intendimenti e i programmi in vista dell’anniversario”, ha dichiarato oggi nel corso di un colloquio concesso a “La Stampa”. “Se ho scritto una lettera è per avere una risposta, – puntualizza il capo dello Stato, riferendosi alla missiva spedita lo scorso 23 luglio al presidente del Consiglio, – ormai siamo a fine agosto, la scadenza comincia a non essere lontana e se in autunno non si stringe… a quel punto, saremo arrivati alla fine del 2009 e quindi occorrerà fare tutto nel 2010, perché gli eventi possano regolarmente aver luogo l’anno dopo. I tempi sono molto stretti”. Il tema è diventato particolarmente rilevante anche a seguito delle recenti polemiche sui simboli dell’unità d’Italia e della stessa Repubblica, contestazioni principalmente mosse dalla Lega. Ma alle esternazioni di Bossi si è aggiunto anche il silenzio del governo delle ultime settimane, che, come era ben prevedibile, ad un simile richiamo all’ordine oggi ha dovuto prontamente replicare, ed in qualche misura addurre giustificazioni per un simile ritardo. Si sono pronunciati a tal riguardo alcuni capi dei più importanti dicasteri. Completamente d’accordo si è detto il ministro della Difesa Ignazio La Russa: “Fa bene il presidente della Repubblica a stimolare il governo, perché non c’è più tempo da perdere”. “Io stesso – sottolinea il titolare della Difesa – pur essendo un ministro che ha competenze sulle celebrazioni per l’Unità d’Italia, sono rimasto estraneo alla preparazione e sarei felice di essere coinvolto. Dico a Bondi: sono a disposizione, dò la mia piena disponibilità, sia personale sia come Forze Armate, considerato anche che abbiamo il know how necessario per gestire le grandi ricorrenze”. Altrettanto disponibile sembrerebbe il ministro per l’Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi “la lettera del presidente Napolitano è uno sprone che il governo accoglie positivamente. Dal ministro Bondi arriveranno risposte concrete con una organizzazione impeccabile. In Consiglio dei Ministri valuteremo attentamente la sua proposta che condivideremo perché sappiamo del buon lavoro che sta facendo Bondi”. Sembrerebbero dunque tutti d’accordo, anche se, come ricorda il ministro per le Infrastrutture, Altiero Matteoli, “le celebrazioni dovranno fare i conti con le risorse che abbiamo a disposizione. Non sono molte, la situazione economica è quella che è, e certo non ci aiuta. Ma comunque quello che si potrà fare lo faremo nei tempi giusti e senza ritardi”. A Roma chioserebbero “fanno i conti senza l’oste”, ed in effetti ancora non si è pronunciato il responsabile di turno, il qui più volte citato dai colleghi Sandro Bondi. Ma a fare i conti ci ha pensato la Lega, che come non tradendo la linea dettata da Bossi in merito all’inno e dialetto, non vedono di buon occhio questa festa. Arrivano a definire “inutile” la celebrazione, rettificando repentinamente con un “in tempo di crisi”. ma fra i più auterevoli esponenti del Carroccio c’è chi adduce valide posizioni, ovviamente poco convergenti con quelle del Presidente, ma che invitano a riflettere. Fra questi senz’altro è il caso di dar notizia della dichiarazione di Roberto Cota, il presidente dei deputati della Lega Nord, il quale proprio in riferimento al grave contesto economico, sfondo dei suddetti festeggiamenti, commenta seccamente “In un momento come questo vanno evitate le celebrazioni elefantiache, le spese inutili e frammentate in mille rivoli. Altre sono le priorità e le esigenze della gente” Con un tono più cauto, il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, replica alla lettera di Napolitano; “Non bisogna guardare al dito, ma pensare alla luna perché non basta celebrare gli anniversari dell’Unità d’Italia ma bisogna prima di tutto realizzarla, risolvendo la questione meridionale e quella settentrionale. In tal senso il federalismo mi sembra lo strumento più adeguato”, sfruttando prontamente il pretesto per rilanciare la storica battaglia della Lega. “Personalmente – aggiunge in una chiosa finale lo stesso Calderoli – sono dell’idea che sulle celebrazioni ci sia da fare una valutazione attenta in un momento di crisi così grave. Tutto quello che verrà risparmiato va destinato al contrasto della crisi”. Ed infine, sempre dal Carroccio c’è chi si pronuncia in merito ai festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia, rimarcando “sono un’ottima occasione per segnare una discontinuità rispetto ad una pratica viziosa di spese inutili che ha portato a celebrazioni faraoniche nel passato. In un momento delicato come questo bisogna dare un forte segnale e la mia ricetta è proprio quella di non spendere neanche una lira”. Così ammonisce l’eurodeputato leghista Mario Borghezio, che malgrado il suo scranno in quel di Bruxelles, ancora una volta manifesta la sua nostalgica affezione al vecchio conio.

Ed una voce si leva dalle file del Pd. A manifestazione del fatto che il Partito Democratico non si è perso in una deleteria introspezione precongressuale, il parlamentare Gianni Merlo commenta le osservazioni fatte da Giorgio Napolitano in questo modo: «L’autorevole richiamo del presidente della Repubblica richiama il governo a assumersi delle precise responsabilità in vista dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Per il ministro Bondi è arrivato il momento della verità: o presenta un progetto che tiene conto delle indicazioni leghiste – e cioè neanche un euro per l’Unità d’Italia – oppure risponde all’invito del capo dello Stato e di molte istituzioni locali, a cominciare da quelle piemontesi». E malgrado una non voluta allitterazione iniziale, l’onorevole Merlo porta in primo piano il fulcro della faccenda; la Lega sta infatti facendo valere le proprie istanze, ed in qeusto si pone una questione di metodo più che di merito, l’inno e i dialetti, ora i festeggiamenti del 2011, sembrerebbero niente più che un pretesto per molti analisti, quanto piuttosto una dimostrazione di forza, in uno strano gioco di equilibri che si gioca a Palazzo Chigi.

Il Dpa contro Beppe Grillo Il Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, malgrado il caldo di queste giornate e la parziale paralisi vacanziera del Paese, si è dimostrato particolarmente reattivo nel segnalare alla Procura le istanze che il noto comico ha riportato in un intervento sul suo blog, in quanto si tratta di “esternazioni fortemente inesatte, relative ad alcuni aspetti sulla Cannabis e sulla carcerazione di persone che utilizzano tale sostanza”. Il famoso blogger aveva infatti pubblicato il suo “Erba di casa mia”, asserendo che “bisogna mettere mano alla legge Fini-Giovanardi, una legge indegna, indecorosa, come chi l’ha concepita. È una cosa indegna equiparare la marijuana, la cannabis, la canapa cioè una piantina a una droga pesante”. Il Dpa ha replicato repentinamente con una nota che afferma che quanto riportato nel blog è “totalmente destituito di fondamento sia nei fatti ma soprattutto nella realtà scientifica che sta alla base della pericolosità della Cannabis che è in grado di produrre gravi effetti dannosi soprattutto nel cervello degli adolescenti”, oltre a “compromettere le funzioni necessarie per la guida sicura degli autoveicoli e delle moto”. Ma il Dpa no sembra volersi limitare ad una mera ed inoffensiva nota, in quanto il post del comico genovese sarebbe un vero e proprio “inno alla cannabis che sfiora senz’altro gli estremi previsti degli art. 82, 83 e 84 della legge sulle droghe (T.U. 309/90) di istigazione e proselitismo e induzione all’uso di droghe”. Proprio per questo il Dipartimento ha predisposto una segnalazione alla Procura affinché valuti se i contenuti del Blog possano connotare gli estremi di reato riscontrati negli articoli specifici. Se così fosse, al comico ideatore di un vasto movimento politico e sociale, quale quello dei grilllini, tra l’altro lo ricordiamo premiato alle scorse elezioni amministrative, verrebbe definitivamente preclusa la strada ad un’eventuale carriera politica.

GINEVRA BAFFIGO

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom