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ROTTURA MOSCA-KIEV: A RISCHIO IL GAS PER L’EUROPA

agosto 16, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana vi invita oggi a guardare alla Siberia, agli Urali, al Mar Caspio, al vitale “oleodotto dell’amicizia” attorno al quale però in queste settimane è andato via via crescendo una clima di tensioni fra i due giganti dell’est europeo. I rapporti fra Mosca e Kiev sembrano ormai del tutto compromessi, destinati a soccombere sotto lastre di ghiaccio, il cui stridere lontano preoccupa soprattutto i più miti paesi dell’occidente europeo. Ci offre una dettagliata panoramica la nostra Désirée Rosadi, in questo suo splendido servizio.

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Nella foto, da sinistra Dmitry Medvedev, Vladimir Putin e Julija Tymoshenko

di Désirèe ROSADI

Come ogni anno, torna l’incubo del gas russo. La notizia sarà passata inosservata dai vacanzieri nelle spiagge italiane, che immersi nel sole d’agosto di certo non si preoccupano del rifornimento di gas per il freddo inverno, ancora lontano. Eppure, se fino all’anno scorso gli attriti tra Mosca e Kiev erano rientrati, anche se apparentemente, questa volta sembrano non bastare gli interventi di USA e UE. Le relazioni diplomatiche tra Russia e Ucraina si stanno velocemente deteriorando dopo l’attacco armato delle truppe di Tbilisi contro l’Ossezia del sud un anno fa, per il quale l’Ucraina avrebbe fornito alla Georgia le armi.
Un’atmosfera incandescente regna tra i due Paesi, che ha portato al congelamento, da parte di Mosca, dell’invio del suo ambasciatore a Kiev per la politica antirussa condotta da Iushenko e dal premier Iulia Timoshenko. Niente di strano: la manovra di Medvedev è diretta alle nuove elezioni presidenziali in programma in Ucraina nel gennaio prossimo, per le quali conta sul successo del candidato filorusso Viktor Ianukovic. Le dure accuse sono state prontamente respinte dai diretti interessati: ”L’Ucraina – afferma la premier – determinerà le sue politiche estere e interne in modo indipendente, senza interferenze esterne”, assicurando che Kiev ha sempre rispettato l’amicizia con la Russia.
Il mancato invio dell’ambasciatore non è cosa da poco. Un gesto come questo sta ad indicare una chiusura netta del dialogo tra due Paesi e un atto di forza da parte della Russia, che mira non soltanto all’esito delle prossime elezioni ucraine, ma anche a stuzzicare gli USA. Il motivo risale sempre alla famigerata Ossezia: tra i sostenitori della militarizzazione georgiana c’è anche Washington, secondo le accuse di Medvedev, avvalorate dalle parole del suo vice ministro degli Esteri Karasin, secondo cui gli USA “tornano ad armare un regime imprevedibile, per rafforzare la giovane democrazia georgiana”.
Tra le accuse rivolte a Kiev da Medvedev, c’è anche quella di voler mettere a rischio le forniture di gas all’Europa, proprio negli stessi giorni in cui è stato siglato l’accordo tra Russia e Turchia per la costruzione del gasdotto South Stream, imponente progetto di Eni e Gazprom per collegare i giacimenti di gas russi all’Europa orientale, passando attraverso le acque territoriali turche. Un duro colpo per la politica europea, che si è lasciata sfuggire la carta turca: il progetto di costruzione di un gasdotto, il Nabucco, che dovrebbe collegare il Mar Caspio alla Germania aveva visto un decisivo passo avanti con la firma dell’accordo tra Austria, Bulgaria, Romania, Turchia e Ungheria lo scorso 14 luglio, ed è subito passato in secondo piano nella politica energetica di Erdogan. La serie di accordi nel settore energetico previsti con la Russia prevedono oltretutto la costruzione dell’oleodotto Samsun-Ceyhan, al quale partecipa anche l’Eni, che attraverso un percorso di 500 chilometri collegherà le coste turche del Mar nero al Mediterraneo.
Il South Stream porta con sé una serie di vittorie in campo economico e politico per Medvedev, schiaffi morali all’UE che non ha saputo gestire in egual misura i rapporti con la Turchia. E non solo. È stata anche l’occasione dell’ennesima uscita fuori luogo del nostro premier, il quale ha definito come “un grande successo della diplomazia italiana” l’accordo per il gasdotto, provocando stupore nel governo di Ankara. Tutto lasciava sembrare che la firma fosse un successo personale di Berlusconi, che secondo fonti Reuters avrebbe insistito con Erdogan per partecipare alla cerimonia dell’accordo. “E’ il tipo di cosa che può causare un problema diplomatico – ha affermato una fonte turca – Ma siccome si trattava di Berlusconi, ha solo fatto sorridere i due leader”. È vero che ENI partecipa alla costruzione per il 50% e che con essa il continente europeo avrà la garanzia di non restare al freddo, ma l’effettivo successo è quello ottenuto dalla Russia, che resta il maggiore fornitore di gas e può condizionare non poco la politica energetica di tutta l’Europa e dell’Est.

Désirée ROSADI

Commenti

One Response to “ROTTURA MOSCA-KIEV: A RISCHIO IL GAS PER L’EUROPA”

  1. adolfo gattini on agosto 17th, 2009 14.54

    Fra gli statisti italiani che ho conosciuto non ho mai visto in vita mia uno come quello che hanno eletto l’attuale minoranza di italiani. Non possiede la maggioranza e pretende di rappresentare anche una buona parte maggioritaria di italiani come me che non lo votano, non lo sopportano, così come i partiti che lo seguono!
    Gli stessi russi analizzando a posteriori il comportamento di Stalin, nel 1953 dichiaravano che era affetto da una grave forma di Paranoia, tale da causare il massacro di milioni di persone.
    Nel contesto storico in cui viviamo, non è più necessario massacrare il Popolo, è sufficente “educarlo” (Ammazzane uno per educarne 100) oppure metti il popolo in “coma profondo” di notizie e in tempi brevi sarà ridotto alla stregua di uno “zombie”. Nelle condizioni in cui ci troviamo, sarebbe auspicabile chiedere di sottoporlo a cure psichiatriche adeguate. Nel caso riuscisse a corrompere anche i Psichiatri non rimarrebbe che il “Referendum”
    UN SOLO REFERENDUM “ABOLIZIONE INSINDACABILE DI OGNI FINANZIAMENTO DIRETTO ED INDIRETTO AI PARTITI”. CON ANNESSO ALTRE REGOLE DEL TIPO: RENDERE FUORI LEGGE PER DECRETO OGNI INIZIATIVA TENDENTE A RIPRISTINARE I FINANZIAMENTI A PARTITI E GENTE DI PARTITO, COMPRESO CHI LE PROPONE!.
    IN QUESTO MODO CHI NON VIENE ELETTO, FINALMENTE TORNA A CASA E NON OPERA COME “GOVERNO OMBRA” PER PATTEGGIARE POLTRONE, POLTRONCINE, SEGGIOLE, SGABELLI E PANCHINE.
    SCELTA DI UN PROGRAMMA E DI UN CANDIDATO E RELATIVO CONTRATTO E/O PATTO SOCIALE CON GLI ITALIANI.
    IL CANDIDATO PRESCELTO A SUA VOLTA SCEGLIERA’ I SUOI COLLABORATORI “NECESSARI” ALLO SCOPO POCHI E DI OTTIMO LIVELLO. A TUTTI LA RETRIBUZIONE DIMEZZATA E, A FINE DEL MANDATO IL SALDO A CONGUALIO E AGGIUNTA DI PREMI PER IL RISULTATO POSITIVO OTTENUTO.
    NULLA SARA’ DOVUTO A COLORO CHE NON HANNO DATO ALCUN RISULTATO (BASTA CON IL RIMPALLO DELLE RESPONSABILITA’) AZIONE DI RECUPERO DELLE SOMME EROGATE CON IL RISARCIMENTO DEI DANNI AI PARASSITI CHE HANNO “REMATO CONTRO” PER TRAME DI PARTITO. DIVIETO ASSOLUTO DURANTE IL LORO MANDATO DI EMANARE LEGGI CHE VANNO A LORO FAVORE E DIMISSIONI AUTOMATICHE PER CHI LE PROPONE; NATURALMENTE L’AZZERAMENTO DI OGNI PRIVILEGIO E DI OGNI QUAL SI VOGLIA IMMUNITA’ PARLAMENTARE. QUESTE NORME DEVONO ESSERE INSERITE COME PARTE E CONDIZIONE ESSENZIALE NEL REFERENDUM DI CUI SOPRA.
    IL RISULTATO DI UNA VITTORIA REFENDARIA FAREBBE IMPLODERE QUESTO GIGANTE DI ARGILLA, I LORO ESPONENTI ED I LORO PARTITI CHE DOVRANNO STACCARE LA LORO “SPINA DI DRENAGGIO DALLE RISORSE MONETARIE DEGLI ITALIANI”.
    CHI CREDE CHE SENZA I PARTITI NON SI PUO’ FARE POLITICA E’ MALE INFORMATO, BASTA GUARDARE L’AMERICA, LA FRANCIA E GLI ALTRI STATI CHE CI CIRCONDANO PER CAPIRE CHE BISOGNA PUNTARE SULLE PERSONE “ONESTE” PER AVERE UNA BUONA GESTIONE DELLO STATO, LORO NON HANNO FACCENDIERI DELINQUENTI ED INQUISITI, NOI ABBIAMO UN PARLAMENTO INFLAZIONATO DI QUESTA GENTAGLIA. GUARDATE LA SVIZZERA E IMPARATE ITALIANI. SVEGLIA………………!!!!!!!!!
    MANDIAMOLI TUTTI A CASA CON UN REFERENDUM!!!
    F.TO il pensionato
    17-08-09

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