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***L’opinione delle grandi firme*** DAGOSPIA DIVULGA LA PRESUNTA NOTIZIA DI UN MIO LICENZIAMENTO DAL “GIORNALE”, MA NON PER QUESTO HO RIPARLATO DELLE INTERCETTAZIONI DI UN ANNO FA. di PAOLO GUZZANTI

agosto 16, 2009 di Redazione 

Il Politico.it vi propone questa interessante “smentita” di Paolo Guzzanti; dopo aver riportato qui sulle nostre colonne il rapido climax di eventi susseguiti all’articolo del noto giornalista, in cui lo stesso riportava le ragioni del suo allontanamento dal Partito della Libertà e dal suo leader, il caso Guzzanti prosegue ora con le prime ipotesi del perché questi abbia deciso in una calda serata di luglio la pubblicazione di così scomode verità, o se si preferisce, supposizioni della stessa natura. Dagospia si affretta a proporre la prima lettura “dietrista”; con l’arrivo di Feltri al “Giornale” sarebbero infatti già pronte le carte per il licenziamento del senatore, che qui ci propone un’esauriente risposta. Buona lettura!

Nella foto, Paolo Guzzanti

di Paolo GUZZANTI

“PRONTO IL BENSERVITO DI FELTRI A PAOLO GUZZANTI
Come mai Paolino Guzzanti ha ricicciato dopo più di un anno e senza alcun motivo iniziale la storia delle intercettazioni di Papi Silvio, che può apparire sempre pruriginosa ma certo non è davvero di attualità risalendo alla primavera del 2008? Se aveva già conosciuto i testi un anno or sono perché non ne ha parlato allora e si sveglia adesso?

Gli addetti ai livori fanno notare una ben precisa coincidenza, cioè l’avvicendamento del direttore de Il Giornale dove Guzzanti ancora collabora (e dove era vicedirettore). Pare infatti che il neodirettore Vittorio Feltri abbia fatto trapelare che presto a Guzzanti arriverà il benservito e che vuole togliersi questa soddisfazione personalmente…”

Questo quanto scrive Dagospia.

Io ho poco da commentare, ma quel poco lo dico. In genere Dagospia è bene informato, dunque è probabile che le sue informazioni sulle intenzioni di Vittorio Feltri siano vere, staremo a vedere.

Quanto alle intercettazioni, come sa ogni lettore di questo blog, io non le ho “tirate fuori” ora a distanza di un anno. Come ho scritto, detto, spiegato e raccontato fin dall’inizio, io questa roba non l’ho mai vista né letta, ma sono stato raggiunto da racconti coincidenti di persone diverse che mi hanno raccontato di averle avute in visione e me ne hanno dato versioni che fra loro combaciano. Altro non so. Non avendole lette mai, avendone avuto notizia molto tempo dopo, questo spiega perché – rispondendo a un blogghista polemico – io ne abbia accennato solo recentemente. Di sicurro, sono stato raggiunto qui negli Stati Uniti, dove mi trovo, dalla notizia del cambio della guardia al Giornale come un fulmine a ciel sereno. Non ne sapevo né potevo prevedere nulla.

Se qualcuno mi avesse detto che Belpietro avrebbe diretto Libero, gli avrei dato del matto. Ma tant’è. Tutto questo dietrismo, complottismo, attribuzione di malizie, è prettamente italianuzzo. Mi faccio un vanto di essere sempre l’ultimo a sapere le cose, di non partecipare mai a nessun gossip, di imparare le cose sui libri, articoli, carte giudiziarie e documenti, ma mai nei salotti, nelle telefonate riservate e per pochi. In questo senso io sono agli antipodi del lavoro, eccellente lavoro, che fa Dagospia che di anticipazioni e pettegolezzi vive.

Ciò detto, se e quando Feltri vorrà rompere il contratto che mi lega al Giornale, me lo farà sapere. Non sta a me fare commenti. C’è un contratto, ci sono delle regole. Io ho sempre rispettato le regole ed ho sempre avuto la massima considerazione per le prerogative dei direttori dei giornali. Nessuno può imporre a un direttore una collaborazione non gradita. Quanto agli aspetti amministrativi, per questo ci sono le carte bollate e gli accordi scritti.

Infine. E’ straordinario quanto io, alla mia tenera età, possa restare sorpreso da come va il mondo. Ma questa è colpa mia, mica del mondo.

PAOLO GUZZANTI

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