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Diario Poltico: Il Viminale presenta il bilancio dei primi 14 mesi di governo “In calo tutti i reati”

agosto 15, 2009 di Redazione 

Il Politico.it chiude come sempre la giornata con il consueto appuntamento del Diario Politico. Nell’edizione di stasera riprendiamo l’argomento dei Cie, accennato nel pomeriggio, nel pezzo di Gad Lerner; a seguire troverete il bilancio del Ministero dell’Interno che annuncia il calo di tutti i reati; ed infine il cardinale Dionigi Tettamanzi che affronta nuovamente il tema della pillola abortiva Ru486. Il servizio, di Ginevra Baffigo.

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Nella foto, Roberto Maroni

di Ginevra BAFFIGO

In questo giorno di festa la cronaca e la politica non trovano sosta, malgrado il caldo agostiano abbia stemperato anche gli animi più vivaci al dibattere politico, le notizie continuano a pervenire nel loro costante fluire in quel di agosto. Anzitutto la giornata si è aperta all’insegna dei fatti della sera prima; a Torino si è consumata una vigilia di Ferragosto all’insegna di disordini e proteste nel Centro di identificazione ed espulsione. Anche qui, come in altri Cie,si contesta l’entrata in vigore delle norme sulla sicurezza che fissano i termini di permanenza degli immigrati da 60 a 180 giorni. La struttura di corso Brunelleschi, ormai datata1999, è divenuta così teatro di alcune manifestazioni; c’è chi è salito sul tetto delle palazzine alloggi, chi invece dopo aver forzato una porta interna, ne ha poi ricavato alcune sbarre di metallo. La polizia è repentinamente intervenuta per sventare l’aggravarsi della situazione e così sono bastati pochi minuti per mettere l’area in sicurezza. Mentre la Polizia assicurava l’interno dell’edificio uno straniero è salito sul tetto di una palazzina, trafiggendosi in protesta braccia e gambe. Un gesto ripetuto, intorno alle 3, da un altro manipolo di trattenuti del Cie. Immediata anche la risposta del Viminale; Roberto Maroni, ha così rasserenato gli animi: i Cie «non sono al collasso». Per il ministro dell’Interno «Sono manifestazioni che siamo assolutamente in grado di gestire» e sono il frutto delle norme approvate con il pacchetto sicurezza ed entrate in vigore da meno di dieci giorni. Sul più volte denunciato sovraffollamento dei Centri, il ministro chiosa semplicemente «sono disponibili 582 posti» per ospitare immigrati clandestini , forse non dimentico del fatto che meno di 600 posti non sono la risposta al problema, ed aggiunge inoltre che altri verranno costruiti «Le risorse ci sono e stiamo facendo valutazioni per individuare le aree adeguate». Maroni ha poi tenuto a ribadire che la norma in vigore dall’8 agosto è in linea con quanto previsto in altri paesi europei, «A Malta – ha sottolineato il capo del Viminale – sono 18 mesi».
Diversa la posizione della Croce Rossa, per la quale prende la parola il commissario straordinario, Francesco Rocca; a proposito del sovraffollamento dei Centri di identificazione ed espulsione (Cie) con tono ormai disincantato commenta «non è una novità. È una realtà. E c’era anche prima del pacchetto sicurezza. Mi rimane però difficile non pensare che le proteste di questi ultimi giorni non abbiano una regia visto che avvengono contemporaneamente». «Sicuramente – prosegue il Rocca – queste proteste sono collegate fra loro. Del resto, le persone hanno i cellulari e possono avere contatti con l’esterno. È ovvio che stare in questi centri non deve essere facile. C’è un dato oggettivo: le persone non possono disporre della loro libertà. Che non possano uscire è un dato di fatto». La presenza della Coce Rossa Italiana nei Cie è stata più volte contestata, ma il commissario straordinario asserisce che «sono critiche fuori luogo. A me non interessa l’aspetto politico della questione ma la massima assistenza umanitaria che riusciamo a fornire nelle strutture. Gli operatori della Cri sono i latori di un diritto e si adoperano perché i centri siano il più vivibile possibile, nel rispetto e nello spirito dei principi della Croce Rossa. Ecco perché la nostra presenza è essenziale nei Cie e permette il rispetto dei diritti umani».

Il ministro dell’Interno fa il bilancio dei suoi primi 14 mesi di governo: a Roma si è oggi tenuta la consueta conferenza stampa di Ferragosto, nel corso della quale il Ministro dell’Interno Maroni ha presentato il bilancio di questo anno di governo del dicastero. Alla presenza del Presidente del Consiglio e del Guardasigilli Alfano il capo del Viminale ha diffuso la buona notizia; nei 14 mesi del governo Berlusconi è diminuita del 13,95%, rispetto ai 14 mesi precedenti (quelli del governo Prodi). In calo, gli omicidi (-3,7%), le violenze sessuali (sono state 5.556 contro 6.022, con un -7,7%); i furti (-18,6%), le rapine (-20,4%), le estorsioni (-15,1%) e i reati di usura (-16,1%). Il bilancio non solo rallegra, ma sembra essere ineccepibile sotto vari aspetti. Senz’altro Maroni non dubita neppure delle virgole pronunciandosi sulla lotta alla criminalità organizzata chiosa entusiasta: «risultati straordinari”. In particolare, il successo spetta all’aggressione dei beni dei mafiosi: da che si è insediato il IV governo Berlusconi infatti, recitando i dati del Viminale, sono stati sequestrati ai clan beni mobili e immobili per un valore di 4,5 miliardi di euro e sono state confiscati beni per oltre 1 mld di euro. Sono stati arrestati 235 latitanti (+78%), di cui 11 iscritti nell’elenco dei più pericolosi. Sono aumentati di un terzo (+32%) anche gli arresti (3.315) per reati di mafia. A questi dati fa eco il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, il quale in un canone perfettamente armonico parla di un «risultato straordinario», al pari del collega Maroni, ed il merito andrebbe attribuito al «combinato disposto» delle norme contenute nel dl e ddl sicurezza: la «più grande normativa antimafia dai tempi di Falcone in poi» chiosa in un conclusione il Guardasigilli. Alfano ricorda inoltre che «vedrà la luce da settembre» il piano straordinario di lotta alla mafia e alla criminalità organizzata, in capo all’agenda di stamani del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza.

Il Vaticano vs Ru486. Anche in questa giornata di festa si torna sul tema della pillola abortiva Ru486, ed a farlo ancora una volta è stato cardinale Dionigi Tettamanzi. Secondo il porporato la Chiesa cattolica non può rinunciare ad un’opera di “confronto continuo con ideologie e posizioni di rifiuto” . “Oggi, festa dell’Assunta o del trionfo pieno della vita umana- ha detto l’arcivescovo di Milano nel corso dell’omelia in duomo- sento forte il bisogno e grave il dovere pastorale, nel contesto che stiamo vivendo di dire una chiara e precisa parola sull’inviolabilità della vita di ogni essere umano: una parola offerta al credente e insieme ad ogni persona di buona volontà”. Ed ha inseguito proseguito asserendo che “è doveroso discutere di una pratica abortiva che comporta pericoli e rischi riguardanti, tra l’altro, la salute della donna, la non conformità con una legge dello Stato, la non considerazione di tutti i titolari dei diritti in gioco, la privatizzazione estrema e la banalizzazione di un gesto umano che esige grande responsabilità” e da queste parole non è difficile carpire l’allusione alla Ru486, che dal prossimo Marzo verrà commercializzata anche in Italia. “Ma questi e altri pericoli – ha aggiunto il Tettamanzi onde scansar equivoci- non possono sostituire o mettere tra parentesi la questione centrale e decisiva, quella che tocca la sostanza delle cose: e questa è l’eliminazione di un essere umano, sia pure nei suoi primi stadi di sviluppo, essere umano che viene derubato del diritto frontale alla vita”. Peraltro il cardinal ambrosiano ha aggiunto che  “in questa discussione non può affatto mancare un’attenzione altrettanto decisiva per il giusto sviluppo della società e della sua civiltà: quella dell’opera educativa formativa, che per la Chiesa Maestra e Madre – annunciatrice e testimone del Vangelo e della dignità di ogni uomo – è primaria e assolutamente irrinunciabile”. Una strada che non sarà facile come ammette l’arcivescovo in quel di Santa Maria Nascente; “è un’opera educativa sempre aperta, lunga, difficile, faticosa, a confronto continuo con ideologie e posizioni di rifiuto, ma è vincente perché è l’unica che dice amore vero per ogni uomo e che sa sprigionare autentico senso della vita, della sua dignità e inviolabilità: a beneficio di tutti, e in ogni campo della convivenza sociale”.

GINEVRA BAFFIGO

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