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Diario Politico: Di Pietro sui finanziamenti del Mibac denuncia: “una porcata estiva”

agosto 15, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana, anche in questa vigilia di Ferragosto, vi propone puntualmente l’appuntamento con il diario politico. Nell’edizione di questo venerdì troviamo anzitutto la nuova polemica innescata da Antonio Di Pietro in merito ai finanziamenti concessi alla fondazione Craxi. Tra accuse e polemiche si riapre così una vecchia ferita italiana e si torna a parlare di una delle più vergognose pagine della nostra storia. A seguire troviamo il rilancio delle proposte leghiste, speronate con gran vigore dal senatùr; Bossi ancora una volta dimostra di non voler rinunciare alle proprie storiche battaglie per un quieto vivere della politica italiana e soprattutto del governo. Ed infine il ritorno di Berlusconi nella capitale. Il servizio, di Ginevra Baffigo.Nella foto Antonio di Pietro ai tempi di Mani Pulite

di Ginevra BAFFIGO

«Antonio Di Pietro predica bene e razzola male»; così Bobo Craxi risponde ad Antonio Di Pietro in merito ad un contenzioso, che questa volta prende forma a partire dai finanziamenti concessi, anche per il 2009, alla Fondazione Craxi. Al di là della polemica un po’ frusta, ma pur sempre lecita, del Parlamento che ‘ospita’ persone corrotte, in questo preludio di Ferragosto l’attacco viene inferto al ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi, il cui operato viene così definito sul blog dell’ex pm: «Una porcata estiva». Su questo stesso spazio virtuale il leader l’IdV prosegue « il PdL accoglie in Parlamento condannati per ogni sorta di reato, anche per associazione mafiosa, nulla di che stupirsi: siamo consapevoli di essere di fronte ad un partito ad immagine e somiglianza dei suoi fondatori Berlusconi e Dell’Utri». Ma il vero problema secondo Di Pietro, come notiamo da quanto ha scritto, è stato «apprendere che le fondazioni intitolate a Pertini, Di Vittorio e D’Annunzio non riceveranno un euro. Le fondazioni hanno il compito di promuovere la cultura nel Paese: quali valori vuol promuovere la Fondazione Craxi di cui sua figlia Stefania è presidente?». Ed ovviamente la stessa non ha tardato a reagire; secondo Stefania Craxi, sottosegretario agli Esteri nonché figlia di Bettino, «Di Pietro non è certo nelle condizioni di ergersi a moralizzatore. È un cancro della politica italiana e come tale va isolato. Quando indossava la toga -prosegue l’onorevole Craxi – Di Pietro ha chiesto e ricevuto favori, ha viaggiato in lungo e in largo, dall’Austria ad Hong Kong, ha esercitato il suo mandato con l’amico avvocato Lucibello in maniera tale da far dire ad un suo imputato: ‘mi hanno sbancato’. Le sentenze con cui sono stati archiviati i procedimenti contro Di Pietro – chiosa in conclusione – sono altrettanti documenti d’accusa». Ma il più noto magistrato di mani pulite sembra voler aggiungere sempre quell’ultima parola, che non smentisce mai merito e metodo dipietrino “Craxi non era uno statista” contesta Di Pietro “è stato solo il fondatore del sistema dei finanziamenti illeciti ai partiti, un incallito corrotto e corruttore che ha distrutto il sistema economico italiano fondandolo sul meccanismo clientelare piuttosto che su quello meritocratico. Un meccanismo per cui appalti e lavori pubblici finirono nelle mani del miglior offerente invece che del più capace. Una fondazione, quella Craxi, che scioglierei oggi stesso, poiché – aggiunge lo stesso – rifinanziata attraverso il medesimo sistema creato dall’individuo a cui è dedicata: quello del clientelismo. Propongo altre fondazioni ai politici e sodali del Bettino d’Hammamet, dispersi nei maggiori partiti politici italiani: quella dedicata a Mangano o a Rocco Muscari». Ma di parole di fuoco il leader dell’Idv ne ha anche per altri e sebbene sinteticamente lo stesso ne dedica alcune anche ad un’altra fondazione «all’altezza della precedente: la Fondazione Agnelli, dedicata all’omonimo corruttore, meglio conosciuto dai politici sotto le spoglie di senatore a vita Gianni Agnelli».
Per il ministro Bondi Antonio Di Pietro non ha «nessun titolo morale nè politico per valutare il valore di una fondazione che porta il nome di Craxi». «Circa il contributo erogato dal Mibac a favore della Fondazione Craxi – sottolinea il ministro in una nota – tengo a precisare che non solo la procedura è avvenuta seguendo criteri obbiettivi e inspirati alla massima trasparenza, ma che condivido pienamente il lavoro della nostra commissione tecnica la quale ha giudicato positivamente la domanda della fondazione per accedere alla cosiddetta Tabella triennale. Ritengo infatti che l’archivio Craxi, conservato dall’omonima fondazione, sia imprescindibile per lo studio della nostra storia recente – prosegue il ministro – oltre ad essere una fonte di grande valore da rendere disponibile agli storici che volessero approfondire uno dei periodi più contraddittori della nostra storia patria. Sono altresì convinto che le carte di Bettino Craxi siano un patrimonio fondamentale della nostra democrazia e sono orgoglioso di poter dare un contributo perché esse siano valorizzate nel dovuto modo.».

Le battaglie del Carroccio Da Ponte di Legno in provincia di Brescia Umberto Bossi rilancia su dialetti e gabbie salariali. La volontà leghista di portare le varietà linguistiche nelle scuole come materia di insegnamento resta ferma. Secondo il ministro delle Riforme infatti il dialetto «dovrebbe essere obbligatorio». «Sono intenzionato – spiega il leader del Carroccio – a preparare una legge. Se vuole in questi giorni il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini può venire qui a Ponte di Legno a parlarmi. Il dialetto dovrebbe essere insegnato attraverso la musica e le canzoni popolari. Me lo ha spiegato mia moglie, che insegna e di queste cose se ne intende». Bossi non sembra disposto a mollare neanche sulle gabbie salariali, altro topos padano. «Sono convinto – spiega il Senatùr – che prima della fine dell’estate si debbano incontrare i sindacati per discutere delle gabbie salariali. Ma è più corretto – precisa – il termine “salario territorializzato”. I lavoratori non arrivano a fine mese, soprattutto al Nord, dove la vita è più cara». A queste dichiarazioni ed intenzioni manifestaet in questa calda giornata di agosto si però registrata la pronta replica del compagno di governo Ignazio La Russa. «Certe proposte sono frutto del sole d’agosto» e prosegue «In agosto si parla di un po’ di tutto. Io posso dire con sicurezza che per legge non imporremo né gabbie salariali né differenze salariali da territorio a territorio». «Diverso è – sembra voler mediare in seguito il titolare della Difesa – affidare alla contrattazione territoriale la crescita degli attuali salari, mi pare che questo possa anche essere uno stimolo. Ma parlare di gabbie salariali dipende dal sole di agosto».
Critica fortemente la proposta dei dialetti anche il capogruppo del Pdl, Maurizio Gasparri per il quale «La scuola deve insegnare, e bene, la lingua italiana».
Il senatùr in quel di Brescia prosegue infine con un accenno all’eventuale alleanza con l’Udc; il no è secco, almeno per il momento. Invece a sorpresa si pronuncia sul Partito democratico; evitando abilmente di entrare nel merito del dibattito congressuale non cela la sua simpatia per Pierluigi Bersani: «È di Piacenza e conosce i problemi del mondo del lavoro» e senza aggiungere altro, ai buoni intenditori fa intendere che con l’ex ministro si potrebbe instaurare un dialogo costruttivo. Non tarda come è ovvio la replica del diretto interessato «Bossi è uno da combattimento, si capisce che preferisce avversari tosti».

Berlusconi torna nella città dei papi Sebbene le tensioni ci siano state, nonché gli attacchi veri e propri al premier abbiano in questi giorni con lettere nere e pesanti come piombo bucato le colonne di Famiglia Cristiana ed in generale la stampa del mondo cattolico, i rapporti con il Papa ed il Vaticano sono ottimi, a sentir dire Silvio Berlusconi. Questi nega categoricamente di aver cercato incontri con le alte gerarchie ecclesiastiche, smentisce inoltre l’ipotesi di incontri fra lui e Benedetto XVI. ‘Qualche parroco e’ caduto nella trappola delle menzogne che hanno scatenato contro di me, ma sono appunto solo falsità’.

GINEVRA BAFFIGO

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