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Tragedia sul fiume Hudson, morti 5 italiani

agosto 10, 2009 di Redazione 

Il Politico.it apre oggi con il doverso spazio riservato alla tragedia che ha colpito due famiglie di turisti italiani in visita a New York nella giornata di ieri. Cinque persone sono morte nell’impatto tra un piccolo aereo privato e un elicottero che trasportava i nostri connazionali in un breve volo panoramico lungo il fiume Hudson. E si riapre così anche il dibattito sulla sicurezza dei cieli newyorkesi solcati da migliaia di voli privati ogni settimana. Leggiamo il contributo di Laura Liucci che ci racconta la dinamica dell’incidente e le ultime news.

Nella foto, le operazioni di recupero delle vittime

di Laura LIUCCI

Il fiume Hudson che attraversa New York è stato ieri testimone della distruzione di due famiglie. Un gruppo di amici, tutti della provincia di Bologna, che viaggiava a bordo di un elicottero privato sorvolando il fiume è infatti entrato in collisione con un piccolo Piper privato con tre americani a bordo. Il devastante impatto, avvenuto a pochi minuti dal decollo dell’elicottero, non ha dato scampo ai passeggeri. Nessun superstite per questa tragedia che riapre nuovamente il dibattito sulla sicurezza aerea nella Grande Mela, più volte messa in discussione a causa del massiccio traffico di voli privati che ne caratterizza i cieli.

Le vittime italiane dell’elicottero sono Tiziana Pedrone, Fabio e Giacomo Gallazzi (madre padre e figlio), e Filippo e Michele Norelli (padre e figlio). La moglie di Norelli, Silvia Rigamonti è invece scampata alla morte decidendo all’ultimo di non prendere parte al tour, impaurita da quel volo considerato poco sicuro. Nelle scorse ore ha fatto ritorno in Italia dall’altro figlio, studente universitario, che non era partito con loro e sarebbe invece andato in America con la fidanzata in autunno. La signora Rigamonti, chiusa nel suo dolore e in procinto di rientrare in Italia, ha pregato l’ambasciatore italiano a Washington, Giovanni Castellaneta, di scoprire «come è potuto accadere».

La cause dell’incidente sono ancora tutte da accertare, mentre si continua con il ripescaggio dei corpi. Fin’ora 7 su 9 sono stati recuperati, ma per tutti il riconoscimento è escluso, dal momento che l’elicottero si è disintegrato in volo al momento dell’impatto, avvenuto pochissimi minuti dopo il decollo di quel volo che doveva durare solo 12 minuti. Si dovrà attendere dunque il test del dna e i calchi dentali per poter poi procedere alla restituzione dei corpi.

E intanto a New York – ma non solo, essendo il problema comune a tutti gli Stati Uniti – si torna a parlare di congestione del traffico aereo. Ieri la FAA ha sospeso momentaneamente i voli privati sul fiume newyorkese al fine di permettere il recupero dei corpi e le indagini in corso, ma già oggi la zona esclusa al volo si è ridotta al solo miglio dal luogo dell’incidente. Un mese fa lo stesso ispettore generale del ministero dei Trasporti aveva accusato la FAA (Federal Aviation Administration) di non controllare a sufficienza il rispetto delle norme di sicurezza dei voli turistici.

LAURA LIUCCI

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