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Diario Politico. Fabrizio Cicchitto indagato per ricettazione. Ma lui si difende: “Le accuse sono false”.

agosto 6, 2009 di Redazione 

Anche oggi il giornale della politica italiana vi offre il diario serale, in cui sono riassunti i principali eventi politici italiani della giornata odierna. Quest’oggi si è parlato molto di Lega e della proposta riguardante il riconoscimento istituzionale di inni e bandiere regionali, ma la notizia che ha tenuto banco è stata senz dubbio l’iscrizione nel registro degli indagati dell’onorevole Cicchitto, sospettato di aver ottenuto mazzette da un altro parlamentare Pdl, Sabatino Aracu. In attesa di conferme circa la veridicità delle accuse, vi offriamo le reazioni politiche a questa notizia. Ma leggiamo meglio. Il contributo stasera è di Laura Liucci.

Nella foto, Fabrizio Cicchitto

di Laura LIUCCI

La giornata politica di oggi, malgrado l’estate sia ormai inoltrata e i nostri politici per buona parte in ferie, registra novità su vari fronti. Riprendendo ciò che era stato dichiarato nella giornata di ieri, la Lega è oggi tornata a parlare della sua proposta di modificare la Costituzioni per dare un maggiore spazio ai simboli identitari regionali. Ma a tenere banco è soprattutto l’inchiesta – sulla sanità abruzzese – in cui risulta coinvolto il capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto.

Lega e simboli regionali. La proposta è arrivata come al solito senza preavviso. Fulmine a ciel sereno – ma neanche tanto – di un’estate piatta e priva di particolari spunti critici. E la Lega non è nuova a queste proposte. Stavolta al centro dell’iniziativa leghista c’è l’inserimento di «un secondo comma all’art. 12 Costituzione, finalizzato a riconoscere il rilievo costituzionale dei simboli identitari di ciascuna Regione, individuati nella bandiera e nell’inno». Il punto di partenza sarebbe la mancanza di un riconoscimento ufficiale dei simboli che contraddistinguono le Regioni. I parlamentari leghisti hanno dichiarato «in tale fase storica di ripensamento dell’assetto territoriale dello Stato in ambito interno e a livello sovranazionale, è più che mai necessario recuperare i simboli identitari che, contraddistinguendo ciascuna realtà regionale, contribuiscono ad alimentare quel legame dei cittadini con il territorio che è presupposto indispensabile di qualsiasi riforma federale dell’ordinamento». Le reazioni politiche sono state immediate, come spesso succede con le proposte del Carroccio. E le critiche sono arrivate da ogni parte, non solo dall’opposizione. Per il segretario del Pd Dario Franceschini, «di fronte ad un Paese che aspetta scelte di fondo strutturali per affrontare e superare la crisi, il governo perde tempo tirando fuori le bandiere regionali da affiancare al Tricolore. Questo governo si sta occupando d’altro» aggiungendo sarcastico «io mi chiedo se hanno tempo da perdere». Il presidente dei senatori Idv Belisario ha invece dichiarato che «finché si parlava di federalismo, l’Italia dei valori è stata pronta ad accettare la sfida, ma ora la Lega sta proprio esagerando». Il capogruppo della Camera dell’Idv, Massimo Donati, ha invece parlato di «colpo di sole estivo» -benché la proposta sia stata presentata a Palazzo Madama in realtà durante l’estate scorsa, più precisamente a luglio 2008. Ed è proprio a questo che si appella Calderoli nel lamentarsi dello scoppio di questo “caso” mediatico proprio ora dopo tanto tempo. «C’è poco da fare, inutile prendersela, siamo nelle mani di mistificatori – ha dichiarato – oltretutto in malafede, visto che nessuno, nel luglio 2008, disse una sola parola quando venne assegnato il disegno di legge sulle bandiere» ironizzando di aver «fatto male a proporre bandiere e inni solo per le regioni» poiché «tutti ne hanno diritto, fino al più piccolo comune di montagna». Le critiche come dicevamo arrivano però anche da destra. Per Italo Bocchino del Pdl la proposta sarebbe «pura propaganda di cui francamente non si sentiva assolutamente il bisogno», e Francesco Storace, leader de La Destra, si definisce stupito «che l’ennesima provocazione arrivi addirittura da un capogruppo. Già questo Paese è così disgregato e vorrei che anche la Lega tenesse un pò di più all’unità dell’Italia».

Cicchitto indagato per ricettazione. E’ di oggi la notizia che il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto è indagato per ricettazione dalla procura di Pescara. Il suo coinvolgimento è emerso da un’inchiesta – riguardante mazzette e appalti truccati nella sanità abruzzese, di cui parlerà L’Espresso venerdì – partita dalle dichiarazioni dell’ex moglie del parlamentare Pdl Sabatino Aracu che avrebbe dichiarato che suo marito avrebbe preso soldi da “pezzi grossi” dell’industria sanitaria, non ultimo quel Vincenzo Angelini che lo scorso anno aveva causato l’arresto di Ottaviano Del Turco. Per quanto riguarda l’onorevole Cicchitto invece, la signora Maria Maurizio ha dichiarato di essere a conoscenza del fatto che suo marito avvrebbe «consegnato all’onorevole Cicchitto, anche per sostenere la propria candidatura, somme certamente non inferiori a 500 mila euro». La donna, nelle sue dichiarazioni, ha poi parlato di compravendita di posti in Parlamento, facendo poi alcuni nomi e cognomi di noti onorevoli. La replica è arrivata subito dallo stesso Sabatino Aracu, che si è detto convinto che dietro tutta la vicenda si sia «solo l’odio di una donna che sente di aver perso tutto. Mi ha fatto stalking per anni, è stata seguita in psicoterapia per anni per tanti problemi. Quello che è grave è vedere che un giornale possa scrivere tutte queste cose senza neanche consultarmi. l’unica voglia che ha questa donna è distruggermi». Malgrado questo le rivelazioni della Maurizio hanno però spinto i pm a iscrivere Fabrizio Cicchitto nel registro degli indagati. Come è ovvio la reazione dell’onorevole Pdl non si

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