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Diario Politico. Fini: “Nessuno può pensare di esautorare il Parlamento dal diritto-dovere che ha di controllare”.

agosto 3, 2009 di Redazione 

Anche stasera il giornale della politca italiana vi propone il Diario Politico, con i più importanti avvenimenti della giornata. A farla da padrone quest’oggi sono state le dichiarazioni di Gianfranco Fini in merito al rapporto Governo-Parlamento, e la scarcerazione dell’ ex Nar Valerio Fioravanti. Leggiamo meglio cosa è accaduto. Il contributo stasera è di Laura Liucci.

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Nella foto, Gianfranco Fini

di Laura LIUCCI

La giornata politica odierna ha ruotato per lo più attorno a due eventi principali: le dichiarazioni del Presidente della Camera Gianfranco Fini in merito al rapporto tra governo e Parlamento, da mesi al centro del dibattito politico in seguito al continuo ricorso alla fiducia da parte del governo Berlusconi; e la scarcerazione dell’ex brigatista nero Valerio Fioravanti responsabile della strage alla stazione di Bologna, da oggi ufficialmente uomo libero in seguito al decorso dei termini della libertà condizionale accordatagli 5 anni fa – benché ergastolano – per buona condotta.

Le dichiarazioni di Fini. “Nessuno da parte del governo può pensare di non doversi confrontare con il Parlamento, perché questo prevede la nostra Costituzione, e quindi nessuno può pensare di esautorare il Parlamento dal diritto-dovere che ha di controllare, di emendare se lo ritiene, di approvare o respingere un provvedimento del governo”. Il Presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, è tornato oggi a porre l’attenzione sul delicato rapporto che esiste nel nostro Paese fra il potere legislativo e quello esecutivo, ricordando in un’intervista al canale satellitare di Montecitorio che, a proposito dei maxiemendamenti, esiste il “diritto-dovere del Parlamento discutere e intervenire”. A questo proposito si terrà un intervento della giunta per il Regolamento della Camera, al fine di argomentare proprio sulla pratica della fiducia. Fini ha però anche ricordato che questa dialettica fra poteri, e i problemi che ne derivano, non sono una prerogativa dell’attuale momento politico, e ha sottolineato come “è una questione che riguarda governo e gruppi parlamentari, perché tengo a ribadire che non è nata in questa legislatura ma è nel dibattito politico da almeno due o tre legislature”. A suffragio della sua tesi il Presidente della Camera ha anche ricordato come “il Capo dello Stato, che era anche all’epoca il presidente Napolitano, si rivolse espressamente al governo dell’epoca per sottoporre all’attenzione il problema del meccanismo che si determina nel momento stesso in cui il Governo, legittimamente, presenta un maxiemendamento a un decreto, sul quale, altrettanto legittimamente, pone la questione di fiducia”.

La scarcerazione del brigatista nero Fioravanti. E’ di quest’oggi la notizia della scarcerazione per buona condotta del brigatista nero Valerio Fioravanti. L’ex Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari), accusato di essere tra gli artefici della strage della stazione di Bologna, era agli arresti da 26 anni e in regime di libertà condizionata – accordatagli per buona condotta – da 5. “Fioravanti non si meritava la liberazione condizionale. Il fatto che ora sia un uomo libero è solo una conseguenza di quella decisione sbagliata. È probabile che alle prossime elezioni politiche avremo un candidato in più”. Il commento di Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime, sta a metà fra il provocatorio e il deluso. Senza dubbio c’è sconforto nelle parole di chi rappresenta tutti i cari delle persone uccise dal terrorismo degli Anni di Piombo. L’ex Nar, alla prima uscita da uomo libero, ha espresso un commento sulla possibilità di una soluzione per il Processo di Bologna “Ci sono spazi per lavorare ma lo devono fare persone più titolate di me. Persone competenti ed anche neutrali, visto che io sono parte in causa”.
Dopo la scarcerazione si è pronunciato anche l’avvocato di Fioravanti che ha voluto fare chiarezza sulla procedura.:”Non ha ottenuto alcuno sconto di pena né alcuna concessione: è tornato ad essere un uomo libero perché questo prevede la legge quando, anche nel caso di condannati all’ergastolo, siano trascorsi cinque anni dal conseguimento della libertà vigilata”. Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. Mario Adinolfi, Pd, ”Fioravanti è responsabile per sentenze passate in giudicato della morte di 92 persone e del ferimento di altre 225, è il peggior assassino della storia di questo paese ed oggi è libero. Ma la sua è una libertà vergognosa”. Il politico del Partito Democratico poi attacca Capezzone, Pdl, “Non si sbracci a chiedere la revisione del processo per la strage di Bologna. Leggendo le dichiarazioni di Fioravanti sui giornali di oggi, appare chiaro che non gli interessa più”. Anche i Radicali hanno espresso la propria posizione. “Fioravanti è un uomo che ha scontato la sua pena. Il suo caso rappresenta uno dei rarissimi esempi di speranza per lo stato di diritto in Italia”, ha dichiarato il radicale Marco Cappato. Infine l’Idv ha voluto commentare, per bocca del senatore Pedica, la vicenda con particolare riferimento all’aspetto della giustizia. “La certezza della pena in Italia non esiste nemmeno per i reati più terribili. È ancora più sconvolgente perché avviene il 3 agosto. Mi chiedo se si è avuto anche il cattivo gusto di rendere effettiva la libertà di questo assassino proprio alle 10.25, ossia l’ora e i minuti esatti della detonazione”.

LAURA LIUCCI

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