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Diario Politico. ARRIVA IL SI PER LA PILLOLA RU486. ED E’ SUBITO POLEMICA.

luglio 31, 2009 di Redazione 

Il diario serale del giornale della politica italiana ci propone oggi le reazioni dei nostri politici all’approvazione da parte dell’AIFA della commercializzazione in Italia della famosa pillola abortiva Ru486. Da ieri notte, con 4 voti a favore su 5 - e 21 anni dopo la Francia - in Italia sarà possibile scegliere di evitare l’aborto meccanico a favore di quello farmacologico. A seguire poi andremo a scoprire l’epilogo (o no?) dello scontro sui fondi Fas. Il diario di stasera è di Laura Liucci.

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Nella foto, il farmaco Ru486

di Laura LIUCCI

In questo venerdì di fine luglio, con la politica in parte anch’essa “in ferie”, è l’arrivo in Italia della pillola Ru486 a tenere banco nell’agenda politica di oggi. Infatti dopo una lunghissima riunione, protrattasi fino a notte fonda, il Consiglio di Amministrazione dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha ieri dato il via libera al commercio e all’utilizzo della pillola abortiva con 4 voti a favore su 5. I si sono stati quelli del presidente Sergio Pecorelli e dai consiglieri Giovanni Bissoni, Claudio De Vincenti e Gloria Saccani Jotti. A dire no è stato invece Romano Colozzi, assessore alle Finanze della Regione Lombardia.
Il farmaco a base di mifepristone, un ormone steroideo anti-progestinico, fu messo a punto nel 1980 da Étienne-Émile Baulieu e commercializzato per primo in Francia nel 1988. Da allora la pillola abortiva è stata via via permessa in tutte le Nazioni europee (tranne l’Irlanda), e in moli altri Stati in tutto il mondo, e utilizzato come tecnica per l’interruzione di gravidanza in alternativa al più invasivo intervento chirurgico. In Italia si parlava da anni oramai dell’introduzione di questo farmaco, tra le ovvie proteste dei movimenti per la vita e dei cattolici… ma non solo. I dubbi attorno al farmaco erano e sono quelli legati al pericolo di banalizzazione dell’IVG (Interruzione Volontaria di Gravidanza), che rischia, a detta dei contrari, di divenire una questione da risolvere tra mura domestiche e non più in ospedale. Inoltre ulteriori preoccupazioni sono legate ai rischi fisici che per la donna nell’assunzione del farmaco. Pur non esistendo dati ufficiali definitivi, si è parlato di 16 – 17 (c’è chi dice addirittura 29) casi di decessi tra le donne che hanno optato per l’Ru486. In America nel luglio 2005 la Food and Drug Administration ha comunicato la morte di 4 donne nei 5 anni precedenti. Questo dato è stato stiracchiato e manipolato da più parti a supporto delle varie tesi. Chi si oppone all’Ru486 ha con ciò tentato di dimostrare la pericolosità del farmaco, mentre i favorevoli hanno sottolineato l’irrisoria percentuale (appena lo 0,00087%) che 5 donne su 460.000 rappresentano nell’ambito dell’utilizzo di un tale farmaco, precisando inoltre come le morti fossero state dovute a sepsi in seguito all’utilizzo per via vaginale del farmaco, e non all’assunzione per bocca.
L’approvazione dell’Aifa non ha mancato di scatenare numerose reazioni, contrastanti e trasversali, nel mondo politico italiano. «Ci si allinea con i paesi europei, recuperando un ritardo che ha penalizzato le donne italiane» hanno subito dichiarato dall’AIED (Associazione Italiana per l’Educazione Demografica). Stesso plauso si è ricevuto dalla senatrice Vittoria Franco, responsabile Pari Opportunità del Pd che ha dichiarato: «La decisione dell’Agenzia del farmaco si dimostra molto saggia ed equilibrata perché accompagnata da due raccomandazioni che ne regolano l’utilizzo e ne garantiscono l’efficacia: la prima stabilisce in 7 settimane il tempo di intervento e non in 9 come in altri paesi europei, la seconda prevede che tutta la procedura sia svolta rigorosamente in una struttura sanitaria a garanzia totale della salute della donna». Per Livia Turco del PD «il timore di privatizzare e banalizzare l’interruzione di gravidanza e di lasciare le donne sole nascondeva la sfiducia nei confronti delle stesse donne e dei medici. Ora è necessario garantire che questa metodica abortiva sia utilizzata nel modo più appropriato e nell’ambito della legge 194» aggiungendo «spero che adesso finisca la crociata contro un farmaco che in realtà era una crociata contro le donne e i medici». Anche il segretario del Pd, Dario Franceschini, dichiara la propria approvazione ai microfoni di Radio 3. «Bisogna distinguere il dibattito politico da quello scientifico. Siccome siamo in un Paese che consente l’aborto per legge, se c’è la possibilità di avere un sistema meno invasivo per le donne non vedo un motivo per dire di no». Dicevamo della trasversalità del consenso, o del dissenso. Ed ecco infatti Margherita Boniver del Pdl dichiarare: «La pillola non potrà essere venduta in farmacia, ma somministrata con le apposite garanzie in day hospital e questo credo dovrebbe porre fine a molte polemiche» e il presidente della commissione Affari sociali della Camera Giuseppe Palumbo, sempre Pdl «l’Ru486 rappresenta solo un’applicazione medica della Legge 194 sull’interruzione di gravidanza. Una valida alternativa farmacologica all’intervento chirurgico che dà anche la possibilità a quelle donne, che non possono essere sottoposte per motivi di salute ad un’operazione, di portare a termine la propria scelta di interrompere la gravidanza, sempre comunque entro i dettami della 194. Nulla di più dunque da giustificare tanto allarmismo». Cauto ottimismo anche per il ministro Prestigiacomo: «Se sotto controllo ospedaliero, sono d’accordo con l’introduzione della pillola Ru486 anche in Italia».
Molte sono state però anche le reazioni negative alla decisone AIFA. Per il sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, l’Ru486 «intrinsecamente porta la donna ad abortire a domicilio, proprio perché il momento dell’espulsione non è prevedibile» rendendo dunque il farmaco «difficilmente compatibile con la 194» e per Isabella Bertolini del Pdl aumenta «il rischio per la salute delle donne e contrasta con gli indirizzi ed i principi della legge 194». Ovvio parere contrario e reazioni indignate anche dall’Udc; per Luca Volonté «con la commercializzazione della pillola assassina trionfa la cultura della morte. E non è sicura: ricorrendo all’aborto chimico, donne e ragazze italiane che vogliono evitare una gravidanza indesiderata non faranno altro che uccidere di sicuro una vita umana mettendo in pericolo anche la propria. Mentre i decessi per l’assunzione della “kill pill” sono accertate, le proprietà del farmaco restano ancora avvolte nel mistero».
Il Vaticano ha ovviamente fatto sentire la propria voce arrivando a minacciare la scomunica per coloro che assumano o prescrivano la “pillola assassina”. «La Chiesa non può mai assistere in maniera passiva a quanto avviene nella società» ha dichiarato sull’Osservatore Romano monsignor Fisichella, affermando che quanti utilizzeranno l’Ru486 «devono sapere delle conseguenze canoniche a cui vanno incontro, ma soprattutto devono essere coscienti della gravità oggettiva del loro gesto». Da registrare infine le dichiarazioni del deputato Pdl Benedetto Della Vedova, che implicitamente prospetta un futuro scenario possibile. « Ora che l’Aifa ha deciso, in scienza e coscienza, di consentire anche in Italia l’utilizzo della pillola Ru486, nessuno, tanto meno il governo, cerchi rivincite» ha dichiarato «Se si vuole mettere in discussione la legge che regolamenta l’interruzione della gravidanza, si abbia il coraggio di farlo direttamente, senza praticare un ingiustificato ostruzionismo politico».
Tra le rassicurazioni della comunità scientifica e l’ovvia diatriba apertasi tra favorevoli e contrari, i dati certi sono i seguenti:
- L’Italia fino a ieri era uno dei due soli stati, in tutta Europa, in cui non era permessa la vendita di questo farmaco;
- L’assunzione dell’Ru486 non sarà permessa arbitrariamente, ma sempre nell’ambito di strutture ospedaliere(day hospital distribuito su più giorni) e sotto lo stretto controllo del medico in vigile osservanza della legge 194 che regola le procedure per l’interruzione volontaria di gravidanza. In più il metodo abortivo farmacologico in Italia sarà permesso solo entro le prime 7 settimane di gravidanza (contro le 9 di altri Stati), e non entro la 12esima come invece prescrive la 194 nel caso dell’IVG chirurgica.
- Lo scontro etico-politico sull’Ru486 è destinato a non esaurirsi a breve.

Sbloccati i fondi per la Sicilia. L’altro importante evento politico odierno è rappresentato dalla decisone del CIPE – Comitato interministeriale per la programmazione economica – di sbloccare 4miliardi e 313 milioni di euro di Fondi per le aree sotto-utilizzate (Fas) destinati alla Sicilia. La decisione sposa in pieno le richieste del governatore Lombrado – che nei giorni scorsi aveva reclamato a gran voce tali fondi arrivando a “ricattare il governo con la prospettiva di fondare un Pdl del Sud – e che invece ha oggi dichiarato soddisfatto «Il mio è un super ok». Il premier ha inoltre manifestato la volontà di non fermarsi alla sola Sicilia. «L’approvazione del piano attuativo regionale della Sicilia varrà anche per tutte le altre regioni del sud. Abbiamo già aperto un tavolo con la Puglia e le altre regioni meridionali. Se le regioni approveranno i loro par non escludo una convocazione del CIPE durante la pausa estiva». Critico il segretario del Pd Franceschini che ha dichiarato: «Il Sud è stato tradito da un anno di governo Berlusconi», puntualizzando poi sarcastico come lo sblocco dei fondi Fas sia stato tutto una farsa poiché «era una scelta obbligatoria e i soldi in cassa ci saranno solo dal 2010».

LAURA LIUCCI

Commenti

One Response to “Diario Politico. ARRIVA IL SI PER LA PILLOLA RU486. ED E’ SUBITO POLEMICA.”

  1. giovanna arcidiacono on agosto 3rd, 2009 15.08

    IL PAPA a mio avviso parla alle donne cristiane-cattoliche professanti, perché tutti gli altri escono fuori per polemizzare e dire la loro? Il PAPA FA IL SUO MESTIERE e tutte le polemiche saranno solo chiacchiere per farsi notare…La pelle è della donna…che deve essere educata ad amarsi. AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO, vuol dire proprio AMARSI E RISPETTARSI: Se allora le donne non si amano e restano incinte senza volerlo…mbe poverette affronteranno l’aborto, la pillola abortiva e se la vedranno con la loro coscienza..il discorso è molto più profondo…LA VITA E’ UNA SCELTA…e dipende fin dalla nascita dalla propria madre e dal proprio padre…Mò ci sarebbe da chiedere cosa vuol dire nascita ???

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