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Diario Politico: BERLUSCONI E IL PARTITO DEL SUD. “SAREBBE IL CONTRARIO DI QUELLO CHE HO SOGNATO”

luglio 30, 2009 di Redazione 

Anche quest’oggi il giornale della politica italiana vi propone puntualmente  il Diario Politico serale. L’agenda di oggi, piuttosto misera di eventi, è stata monopolizzata dal dibattito sul Partito del Sud. Da registrare infatti la dichiarazione del presidente del Consiglio Berlusconi che ha oggi dimostrato tutta la sua contrarietà a questo progetto. A margine vi raccontiamo anche delle perquisizioni a carico dei 4 maggiori partiti di centro sinistra pugliesi e delle pesanti ipotesi di reato prospettate. Il racconto di oggi è a cura di Carmine Finelli.

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Nella foto, Silvio Berlusconi e Umberto Bossi

di Carmine FINELLI

La giornata politica non regala particolari emozioni. Tutto sommato la politica italiana si avvicina alle ferie e già si respira l’aria di vacanza. Nonostante il fresco venticello estivo faccia capolino tra i banchi di Montecitorio e Palazzo Madama, c’è ancora chi rivendica la propria volontà di fondare un partito del sud. Iniziativa stroncata sul nascere da Silvio Berlusconi, leader del Popolo della Libertà e presidente del Consiglio dei Ministri. “Non credo che il Partito del Sud sia un’ipotesi che possa avere successo” dichiara il premier nel corso della conferenza stampa nella caserma di Coppito a L’Aquila dove si è recato per controllare di persona lo stato dei lavori di ricostruzione. “Sarebbe il contrario di quello che ho sognato e per cui ho lavorato, ossia dare all’Italia quel grande partito di centrodestra che è il Pdl”. Il Popolo della Libertà, aggiunge il premier, “ha come traguardo di arrivare a rappresentare oltre il 50% degli italiani”. Per il Cavaliere non si può accettare che qualcuno prenda alcune forze nel Pdl “e le porti fuori. “E’ un controsenso ed è assolutamente impossibile”. Per sdrammatizzare la situazione il presidente del Consiglio ricorre ad un proverbio latino che lascia poche speranze ai fuoriusciti. “Extra ecclesiam nulla salus”, ossia “al di fuori della Chiesa non c’è salvezza”. E conclude ricordando che ciò “vale anche per il Pdl”. Berlusconi si è tuttavia fatto strappare la promessa di un piano per il sud, che ormai è pronto ed aspetta solo di essere varato dal Consiglio dei Ministri. In un summit a Palazzo Grazioli, tenutosi questa mattina, Berlusconi l’ha illustrato ad una trentina di parlamentari che sembrano aver apprezzato. Il governo secondo il premier “ha presentato un piano di impiego dei fondi, da destinare a infrastrutture e non a spese correnti, e lo ha modificato dopo le nostre osservazioni”. Il piano in questione è però riferito solo alla regione Sicilia. Infatti i colloqui con gli esponenti di area Pdl del Sud avverranno nei prossimi giorni, a partire dai responsabili della Puglia. Intanto domattina il Cipe delibererà lo stanziamento di 4 miliardi di euro da destinare alla costruzione di 138 opere nella regione Sicilia. Da parte sua, il leader della Lega Umberto Bossi spiega: sul piano per il Sud “io non sono così negativo” purché i fondi “non vengano sprecati”. Quanto al partito del Sud, il Senatur osserva: “Chi lo chiede sono gli stessi che hanno buttato i soldi in questi anni e quindi c’è il rischio che nasce male”. “Berlusconi – prosegue Bossi parlando del piano per il Sud – doveva dare quei soldi visto che al Nord li ha dati per la Pedemontana. Il problema è che non devono essere sprecati. Proprio per questo è nato il federalismo fiscale. Il problema del Sud è’ uno solo – sottolinea il leader leghista – è che nel Mezzogiorno c’è una classe dirigente politica che butta via i soldi e ormai il Nord non ce la fa più a mantenere questo stato di cose”. Nel frattempo con una nota il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola assicura: “‘Stiamo lavorando in queste ore per portare al Cipe di domani mattina i programmi regionali Fas revisionati per adeguarli alle nuove esigenze e alle nuove priorità emerse dalla crisi economica. La revisione è già stata completata per la Regione Sicilia, mentre è in corso per le Regioni Puglia, Lazio, Molise e Lombardia, che hanno accettato questo metodo di revisione condivisa. Nel Cipe di domani saranno sbloccati altri investimenti – aggiunge Scajola – il ministro Matteoli ha presentato un lungo elenco di opere del Fondo infrastrutture che riguardano la Sicilia, la Campania e la Puglia”.
E se arriva la stroncatura per il partito del Sud, arriva anche un’altra stroncatura ben più pesante per i partiti della sinistra pugliese che sostengono la giunta di Nichi Vendola.
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