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Si aggrava la situazione in Nigeria. Oltre 600 morti dall’inizio degli scontri.

luglio 30, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana è attento a ciò che accade nel mondo, e sempre pronto a coprire quegli eventi che meritano una visibiltà particolare, per importanza o gravità. Oggi il contributo di cronaca/politica estera riguarda le ultimissime novità dalla Nigeria, investita da domenica scorsa da violenti scontri tra fondamentalisti islamici e forze governative nel Nord del Paese. Ce ne parla Laura Liucci.

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Nella foto, alcuni poliziotti accanto ai corpi dei ribelli mussulmani uccisi di fronte la stazione di polizia di Maiduguri

di Laura LIUCCI

Continua il bagno di sangue nel nord della Nigeria dopo che altre 40 persone sono state uccise ieri durante gli scontri tra gli studenti jihadisti ribelli e l’esercito del presidente Umaru Yar’Adua. La stima provvisoria, di difficile verificabilità, è di oltre 600 morti, mille feriti e migliaia di profughi in fuga verso il sud del Paese.
Gli scontri sono iniziati domenica scorsa dopo che un folto gruppo di estremisti mussulmani, che si ispirano ai taliban afghani e si fanno chiamare Boko haram, “l’educazione occidentale è un peccato”, hanno attaccato un posto di polizia nello stato di Bauchi. Benché questa prima offensiva sia stata respinta, a situazione è sembrata da subito compromessa. E così si è rivelato essere. Con assalti a chiese, edifici governativi, uffici e prigioni, la situazione è in breve degenerata fino a coinvolgere ben quattro Stati del nord. Obiettivo dichiarato del gruppo è quello di combattere l’occidentalizzazione delle istituzioni nigeriane – e islamico-nigeriane in particolare – imponendo la sharia, ossia la legge islamica, nel nord della Nazione.

Lungi dall’essere un gruppo di giovani disorganizzati, i “taliban nigeriani” si sono rivelati essere un gruppo armato estremamente ben strutturato, con una preparazione strategica e militare di alto livello. Il loro lavoro di proselitismo ha inoltre fatto presa su una popolazione estremamente povera e senza prospettive, come quella del nord, ma soprattutto a stragrande maggioranza mussulmana, in contrapposizione con quella a maggioranza cattolica delle regioni del sud.

Nella giornata di ieri si sono registrate sparatorie e assalti a Yobe, Bauchi, Borno e Kano. La battaglia è poi esplosa violentemente a Maiduguri, e durante i pesantissimi scontri sono state uccise oltre 200 persone, tra civili e militari. Gli assalti sono proseguiti nella nottata. Fonti militari hanno dichiarato di aver ucciso il vice capo dei taliban, ma di non essere riusciti ad arrivare a Mohammed Yusuf, il capo del gruppo, che sarebbe riuscito a lasciare la città con altri 300 ribelli. Fonti non ufficiali riportano di scontri proseguiti anche stamane.

LAURA LIUCCI

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