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***I contributi della politica***PARLA LA LEGA di ANDREA SARUBBI*

luglio 30, 2009 di Redazione 

In apertura di giornata, il giornale della politica italiana vi propone uno dei nostri grandi contributi. Quest’oggi è il turno di Andrea Sarubbi, che affronta con professionalità, e una punta d’ironia, uno dei temi che conosce meglio e che da sempre hanno mosso spesso il suo lavoro: l’identità e l’azione politica della Lega Nord. Leggiamo il suo contributo.

 

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Nella foto, Andrea Sarubbi* Le pagine personali di Andrea Sarubbi all’indirizzo http://andreasarubbi.wordpress.com

di Andrea SARUBBI*

L’altro giorno, durante la fiducia sul decreto anticrisi, ha assistito al dibattito alla Camera una delegazione di artisti per protestare contro i tagli al Fondo unico per lo spettacolo. C’era anche un giovane attore emergente, che è rimasto colpito più degli altri: “Non avevo mai ascoltato la Lega dal vivo – ci ha detto – e non pensavo si arrivasse a tanto”. In effetti, i deputati di Bossi non parlano tantissimo: soprattutto ora che sono al governo, fanno generalmente il loro dovere – che è quello di schiacciare il pulsante al momento del voto – delegando ai loro ministri il compito di difendere gli interessi padani. Da qualche giorno, però, la minaccia di un Pdl spaccato ed il rischio di perdere l’Mpa hanno riportato l’attenzione della maggioranza sul Sud: proprio in Aula, venerdì, gli uomini di Lombardo hanno accusato la strategia nordista del governo, annunciando d’ora in poi un atteggiamento meno morbido. E così, stamattina, la Lega ha replicato, durante la discussione generale sul Dpef. Da un anno, l’opposizione contesta al governo l’utilizzo dei fondi europei, che dovrebbero essere destinati per l’85% al Sud e che questa maggioranza gestisce come un bancomat; ci è stato risposto chLega dal vivo – ci ha detto – e non pensavo si arrivasse a tanto”. In effetti, i deputati di Bossi non parlano tantissimo: soprattutto ora che sono al governo, fanno generalmente il loro dovere – che è quello di schiacciare il pulsante al momento del voto – delegando ai loro ministri il compito di difendere gli interessi padani. Da qualche giorno, però, la minaccia di un Pdl spaccato ed il rischio di perdere l’Mpa hanno riportato l’attenzione della maggioranza sul Sud: proprio in Aula, venerdì, gli uomini di Lombardo hanno accusato la strategia nordista del governo, annunciando d’ora in poi un atteggiamento meno morbido. E così, stamattina, la Lega ha replicato, durante la discussione generale sul Dpef. Da un anno, l’opposizione contesta al governo l’utilizzo dei fondi europei, che dovrebbero ese, alla fine, chi paga le tasse in Italia sono loro e quindi possono farne ciò che vogliono.

MASSIMO POLLEDRI: Signor Presidente, vogliamo ricordare chi paga il FAS. Se si considera il rapporto tra quanto paghiamo – cioè, tra i tributi raccolti da Stato e regioni – e quanto, invece, viene investito, si riscontrano delle cifre «tranquille». Ogni cittadino della Campania prende in più – senza le risorse del FAS, lasciamole perdere – duemila euro. Si tratta di una somma che tutti gli anni consegniamo, non troppo contenti, in questa opera di redistribuzione del reddito in cui crediamo, ai cittadini della Campania. Consegniamo una somma un po’ più alta ai cittadini della Calabria – tremila euro – esortando ad usarla. Sarebbe anche il caso di dare questi soldi ad personam, in modo che vi sia un rapporto diretto, per cui il cittadino del nord sa chi è la persona che sostiene economicamente. Questo sarebbe un rapporto molto bello. Sarebbe molto bello poterci scambiare gli auguri di Natale e dire: come va? Come sta la famiglia? Potremmo anche chiedere: come vanno i tuoi rifiuti, li portiamo su?

Credo che anche voi, come me, siate schifati dal tono sprezzante. Ma su una cosa, onestamente, non riesco a dar torto alla Lega: sul fatto, cioè, che nel Sud il Fas sia stato spesso utilizzato “a pioggia” e non per opere strategiche. Polledri ha citato vari esempi, tra cui anche quello di Palermo, ma si è naturalmente dilungato sulle Regioni amministrate dal Centrosinistra, mettendole a confronto con l’efficienza del Centrodestra in Lombardia.

MASSIMO POLLEDRI: Si parla di 180 miliardi di euro in dieci anni, quando il nord ne ha ricevuti 30. Ma è migliorata la vita degli amici del sud con questi soldi? È migliorata di «un centimetro»? Vivono meglio negli ospedali? Ricevono una migliore qualità di servizi? Non facciamo ridere, non scherziamo! Più soldi diamo alla sanità della Calabria, più soldi diamo alla sanità di Napoli e quant’altro, più persone muoiono. Vogliamo ricordarci che la sanità della Lombardia distribuisce il 55 per cento dei fondi di solidarietà? Costa estremamente meno e cura il doppio delle persone.

La tattica della Lega è piuttosto chiara: voi (il Pd, l’Mpa, l’Idv e l’Udc) ci rimproverate di aver sottratto soldi al Mezzogiorno; alcuni parlamentari del Pdl, addirittura, minacciano di dar vita ad un nuovo partito del Sud, per fare ulteriori pressioni sul governo ed ottenere risorse aggiuntive, che poi verranno sprecate allo stesso modo. Ma noi non cederemo e non daremo al Sud un centesimo in più, perché il problema non è dei soldi in cassa ma di chi li amministra:

MASSIMO POLLEDRI: C’è bisogno di un cambio strutturale – forse generazionale, non lo so – all’interno della politica e degli uomini di responsabilità del Sud. Se c’è un partito del Sud che deve nascere, propongo un simbolo molto semplice: una scarpa con la punta. Perché dico questo? Perché non è stato il nord che non ha cacciato Bassolino o la Jervolino; al nord li avremmo già cacciati da anni, e invece sono rimasti lì e sono sempre loro che girano: una volta uno fa il ministro da una parte, un’altra volta, magari, si candida al Parlamento europeo. Abbiamo politici di vecchio corso, persone che sono state riabilitate, che hanno dato un contributo, come Calogero Mannino, oppure gli «intramontabili», come De Mita. Il nord, in qualche modo, ha cambiato la classe politica e non potete dire che il cambio della classe politica possa essere rappresentato da un Grillo, una Serracchiani. Scusatemi, ma una Serracchiani… Lo dico da emiliano-romagnolo: ridateci 100 mila volte D’Alema! Ridateci 100 mila volte Bersani! Sotto il caschetto, niente. Ma è questo il nuovo della classe politica che viene avanti? Oltretutto, scusate, è «barbosissima», se va bene ci fa vedere La corazzata Potemkin (Commenti dei deputati dei gruppo Partito Democratico). Ma ridateci D’Alema, con cui possiamo parlare, che ha fatto delle riforme.

Vi chiederete cosa c’entri la Serracchiani con i Fas, cosa c’entri Grillo, cosa c’entri con il Dpef il nostro Congresso, che da qualche giorno viene costantemente preso di mira dal Centrodestra. Non lo so, non l’ho capito neanche io. Ma ho capito per chi farà il tifo la Lega il 25 ottobre, e per amore del Pd preferisco non avventurarmi in un’analisi più profonda.

ANDREA SARUBBI

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