Top

Il colloquio sommerso. Le accuse di De Magistris e la difesa di Mancino.

luglio 29, 2009 di Redazione 

Il Politico.it vi propone oggi pomeriggio le ultime dichiarazioni in merito alla scabrosa vicenda delle accuse di Luigi De Magistris a Nicola Mancino. Il presunto colloquio dell’allora Ministro degli Interni Mancino con il giudice Paolo Borsellino – 19 giorni prima della strage di Via D’Amelio in cui perse per mano dei Corleonesi - è uno dei molti punti interrogativi che restano attorno alla vicenda. Il contributo è oggi di Laura Liucci.

Nella foto, il vicepresidente del Csm Nicola Mancino e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

di Laura LIUCCI

Ieri mattina il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, in visita a Palazzo del Marescialli, si è difeso dalle accuse mosse da De Magistris in merito al presunto colloquio avuto con Borsellino poco prima della stage di Via D’Amelio. L’ex pm di Catanzaro ora eurodeputato dell’Italia dei Valori, intervistato da Klausocondicio su You Tube, aveva riservato a Mancino parole molto dure, accusandolo di un’inaccettabile omertà riguardo il famoso colloquio, considerato l’ultimo ufficiale avuto dal giudice Borsellino prima di venire ucciso per mano della mafia il 19 luglio 1992.
«Trovo che l’atteggiamento di Mancino in merito a una delle pagine più buie della storia della Repubblica sia stato inquietante» aveva dichiarato De Magistris, aggiungendo «leggo che persone delle istituzioni ritrovano la memoria su certi fatti dopo 17 anni e mi sembra un fatto inaccettabile se sono vere le indiscrezioni apparse sulla stampa. Là c’è qualcosa di molto torbido. Non sono omicidi di mafia, ma politici nel vero senso del termine». Il riferimento è al fatto che Mancino, incalzato da più parti – e in modo particolare dal fratello di Paolo Borsellino, Salvatore – abbia continuato a dichiarare di non ricordarsi di aver avuto quel colloquio, sostenendo di non poter ricordare se «tra gli altri giudici che venivano ad omaggiarlo per la sua recente nomina a ministro» ci fosse anche Borsellino. De Magistris aveva poi continuato denunciando l’ormai inarrestabile infiltrazione della criminalità organizzata nelle istituzioni, che lui stesso aveva potuto toccare con mano da pm di Catanzaro. «A Mancino dobbiamo la scrittura di alcune tra le pagine più buie della storia del Csm – aveva poi concluso l’eurodeputato, riferendosi alle inchieste calabresi a lui avocate e successivamente alla sospensione del procuratore di Salerno Apicella nell’ambito dell’ormai famoso, e impropriamente detto, “scontro tra procure” – Mi auguro che quanto prima il Csm venga rinnovato ma francamente ho poca fiducia».
«Ho ricevuto un attacco violento e accuse che non ritengo di meritare – si è difeso Nicola Mancino ieri di fronte al plenum di Palazzo dei Marescialli – I fatti dimostrano con quanto senso dello Stato si e’ combattuto contro la malavita organizzata». L’attuale vicepresidente del Csm è stato poi ricevuto al Quirinale, ed ha così raccolto la solidarietà di Napolitano, nella duplice veste di presidente della Repubblica e presidente del Csm.
Le reazioni politiche alle parole di De Magistris non si sono fatte attendere. Dal Pd la capogruppo al Senato Anna Finocchiaro ha parlato di scelte politiche «incomprensibili e inaccettabili» da parte dell’Idv che «continua a scagliarsi contro le istituzioni di questo Paese, in modo del tutto pretestuoso e strumentale, invece di fare una sana opposizione». Dello stesso avviso anche il segretario Franceschini che ha dichiarato di fare «sempre più fatica a capire le scelte e l’atteggiamento degli esponenti più autorevoli dell’Italia dei Valori». Tra le fila della maggioranza il ministro per l’Attuazione del Programma, Gianfranco Rotondi, ha ironicamente dichiarato che gli attacchi a Mancino sono giustificabili «solo se tra lui (De Magistris n.d.r)e Di Pietro è aperta la gara a chi la spara più grossa». Anche dall’Udc arriva solidarietà al vicepresidente del Csm. «L’operato di Mancino è sempre stato, ieri come oggi, da democratico cristiano prima e da esponente del centrosinistra dopo, al servizio dell’Italia e degli italiani – ha dichiarato Pierferdinando Casini – con una lealtà istituzionale su cui non possiamo nutrire alcun dubbio».

LAURA LIUCCI

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom