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***Il grande sondaggista*** “MEZZOGIORNO DI FUOCO” di LUIGI CRESPI

luglio 27, 2009 di Redazione 

Apriamo stamani con questa interessantissima panoramica sulla questione del Sud. Il nostro grande sondaggista, con una serie di riprese soggettive, esegue una magistrale “carrellata politica”. La situazione sta assumendo sempre più una rilevanza nazionale e la preoccupazione del mondo politico è ormai evidente. Dalle minacce di secessione all’ipotesi di un ministero, Luigi Crespi registra l’agitazione in casa PdL e non solo. Da non perdere!Nella foto, Luigi Crespi

di LUIGI CRESPI

Sono 4 le regioni del sud commissariate dal governo per la spesa sanitaria fuori controllo e forse diverranno 5. Sono 300 comuni e 6 province commissariate dalla regione Sicilia per non avere presentato il bilancio nei tempi di legge. Sono tutte nella parte bassa della classifica, redatta dal ministero della Gelmini, le università meridionali, risultato così negativo che ha fatto gridare alla truffa il governatore siciliano Lombardo.

Mentre il sud è dilaniato dalla piaga degli incendi dolosi, tutti chiedono sviluppo e attenzione ma non succede niente. Quelli di AN si sono inventanti il partito federato, una sorta di PdL del sud bocciato da La Russa.

Berlusconi ha detto che ci penserà lui, Alemanno paventa un nuovo ministero per il sud, i fondi Fass per lo sviluppo non arrivano, Tremonti non si fida degli amministratori locali, li vuole gestire da una cabina di regia attraverso una la “Banca del sud”, Miccichè e Lombardo non ci stanno, Gasparri batte i piedi e pare impazzito solo all’idea.

Insomma è il caos, e non si intravede una via d’uscita tutti restano sulle loro posizioni da dove sparano a zero su quelle degli altri. Aspettiamo il voto di fiducia al Senato e poi fra qualche giorno iniziano le vacanze e forse anche il Partito del sud verrà messo a riposo. Vediamo le ultime prese di posizione: MICCICHE’: QUESTO GOVERNO NON è DI COALIZIONE, E’ UN MONOCOLORE LEGHISTA, O SI CAMBIA IL DL, O NOI SIAMO FUORI – ‘Sia chiaro non siamo noi ad andarcene, ci stanno buttando fuori’. Cosi’ Gianfranco Micciche’, sottosegretario alla presidenza del Consiglio in un’intervista al Sole 24 ore parla dell’ipotesi della nascita di ‘Forza Sud’, un partito del meridione in polemica quello che lo stesso Micciche’ definisce ‘il governo della Lega’.Ad essere preso di mira da Micciche’ pero’ non e’ il Carroccio ma sono il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ed il decreto anticrisi: ‘Neppure una riga per il Mezzogiorno, hanno perfino cancellato quel poco che c’era sul Ponte’.
‘Io non metto in dubbio la parola di Berlusconi – dice riferendosi all’impegno per il meridione promesso dal premier – ma deve dimostrate che e’ lui il presidente del Consiglio e non altri, che il suo e’ un governo che pensa a tutto il Paese e non ad una parte sola’.
Parlando poi del titolare di via XX Settembre e del no del ministro Calderoli ad una modifica del decreto, il sottosegretario aggiunge: ‘Ma lo sanno tutti che sono colleghi di partito. Basterebbe dirlo, pero’, perche’ cosi’ sarebbe chiaro che piu’ che un governo di coalizione questo e’ quasi un monocolore della Lega’.
A proposito della cabina di regia ipotizzata dal ministro dell’Economia cosi’ come di una Cassa per il Meridioni, Micciche’ aggiunge: ‘La Cassa che ha in mente lui non e’ quella del Mezzogiorno, ma la Cassa depositi e prestiti che gestisce sempre via XX Settembre, cosi’ come l’ambigua operazione della banca del Sud. Tremonti sa bene quello che fa e quello che non fa’.

BOCCHINO “SERVE STRATEGIA SVILUPPO, NON PARTITO DEL SUD” – “L’Italia non ha bisogno di un partito del Sud, ma di una moderna strategia meridionalista per garantire al Mezzogiorno un impegno trasparente e funzionale delle risorse a disposizione. Al Sud non mancano soldi, ma progetti e strategia complessiva collegata al sistema nazionale. E’ questa l’esigenza primaria che il Sud deve avere e che il pdl deve rappresentare”.

ALEMANNO, PER IL SUD CI VUOLE UN MINISTRO - “Sono d’accordo con l’ipotesi di un ministro per il Sud” mentre “dico no ad un partito del Sud e ad una federazione con esso perche’ minerebbe l’unita’ del Pdl che ha senso come partito nazionale per il Nord e per il Sud”. Lo dice il sindaco di Roma Gianni Alemanno durante il convegno ‘Orizzonte di valore’ dove ha anche rilanciato l’idea di un “manifesto per il Sud” volto a rilanciare l’azione di governo e del centrodestra per il Mezzogiorno.
E in tale ambito annuncia anche che a ottobre si terra’ un grande convegno a Napoli, proprio per lanciare il Manifesto, alla presenza del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, appositamente invitato dal primo cittadino della capitale.

GASPARRI, SE CI SONO PROBLEMI PERSONALI SE NE PARLI CON BERLUSCONI – “Dobbiamo distinguere i cosiddetti partiti del sud o localisti dalla questione meridionale. Il Mezzogiorno da decenni attende interventi risolutivi ed era giusto agire come sta facendo il governo, stanziando risorse ma anche varando regole nuove, perché quelle del passato hanno alimentato soltanto sperperi”. Lo dice Maurizio Gasparri, capogruppo del PdL al Senato.
“E’ ridicolo che alcuni presidenti di regione del Sud, ad esempio quelli di Calabria, Puglia e Campania, si propongano come salvatori di un Sud che paga le conseguenze anche della loro presenza.
Che Bassolino parli di partito del sud e’ comico -prosegue Gasparri-.
Ha devastato la Campania e dovrebbe rintanarsi in casa. Per quanto riguarda Lombardo, piu’ che nomine e lottizzazioni in Sicilia non sta facendo. E credo che se il suo movimento abbia deciso di prendere le distanze dal governo Berlusconi, i nostri rappresentanti nella Regione Sicilia abbiano diritto di fare altrettanto nei suoi confronti. Per quanto riguarda altre ipotesi all’interno del Pdl non esistono e non esisteranno”.
“Stiamo costruendo un grande partito con regole statutarie che valgono in tutta Italia. Se qualcuno ha problemi di collocazione personale potrà, come nel passato, avanzare le sue richieste e se Berlusconi le riterrà utili per il Mezzogiorno, oltre che per gli interessati, potrà assumere tutte le decisioni che riterrà. Non ci sarà nessun cambio nel PdL in Sicilia, invece, ne’ delle regole statutarie. Dobbiamo affrontare la questione meridionale. Non quelle di qualche meridionale in cerca di collocazione”, conclude gasparri.

LANDOLFI, NO MA FAVORIRE REALTA’-TERRITORIO – ‘Noi diciamo no al Partito del Sud ma diciamo si’ al partito del territorio’. Lo ha detto Mario Landolfi (PdL) a margine del convegno organizzato dai circoli Nuova Italia. Secondo Landolfi ‘la questione del sud non può essere risolta con la scorciatoia di dare un ministero a qualcuno’. ‘Serve invece una modifica allo statuto del PdL in modo da affiancare alla direzione nazionale, che e’ una camera politica, una camera del territorio costituita da rappresentanti delle autonomie locali e delle articolazioni territoriali del partito’.

ROTONDI, PER MEZZOGIORNO SERVE RIVOLUZIONE LIBERALE - “In Italia non c’è un partito nordista e non serve, dunque, un partito del Sud: c’è un partito della spesa pubblica che non ha spazio in questo governo che prosegue con Tremonti la linea di rigore avviata da Ciampi sin dal ‘92.
Il tema e’ rilanciare il Sud con una rivoluzione liberale che e’ nelle corde del migliore meridionalismo da Sturzo a Dorso a Compagna’. E’ quanto afferma il ministro per l’attuazione del programma di governo, Gianfranco Rotondi.

BRUNETTA, NO SE SERVE A RICATTARE POLITICA – “Dico no al partito del Sud se la sua mission deve essere quella di ricattare il resto della politica, per avere piu’ risorse e spenderle male”: il ministro dell’Innovazione e della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, interviene nel dibattito sui movimenti nel Pdl per la formazione di un partito del sud. “Che esista da sempre un problema meridionale e’ indubbio – spiega ai microfoni di radio Rtl 102.5 – Si e’ tentato in tutti i modi di contrastare questo tipo di declino, basti pensare a alla Cassa del Mezzogiorno, solo che il divario nord-sud si e’ mantenuto ed anzi allargato.
Il problema non e’ pero’ mettere gli uni contro gli altri, ma affrontare con fermezza i nodi che, a mio parere, si chiamano classe dirigente e politica inadeguata. Inutile o sterile fare del facile campanilismo o peggio farsi prendere dalla facile retorica sui luoghi comuni del Mezzogiorno”.
“Come governo stiamo preparando un piano di rilancio del Sud, un piano concreto di opere e infrastrutture, di servizi, con strumenti di controllo della spesa. Tremonti ha un compito gravosissimo e spesso dice no anche al Nord. Oggi la questione che abbiamo davanti e’ come far convivere i problemi di una parte avanzata del Paese con quelli della parte meno avanzata del Paese. E credetemi che non e’ facile quando le risorse sono poche e la coperta e’ corta”.
Per Brunetta “fa parte della normale dialettica democratica che ci siano forze politiche che portano avanti le proprie istanze. Il presidente di Berlusconi, che e’ il punto di sintesi di questa utile tensione, punta a rilanciare la progettualità del Sud. ma per questo serve anche una classe dirigente capace. Inutile parlare di Roma ladrona, del centralismo o cose del genere. Il vero gap nord-sud e’ nella classe dirigente”. Per Brunetta, “se il problema e ‘ avere più soldi e spenderli male allora dico di no. Se questi movimenti politici si formano per ricattare il resto della politica, per avere più risorse e spenderle male allora non li vedo con favore. Viceversa, se questi movimenti si caratterizzano per responsabilità allora ben vengano”.

LA RUSSA, SAREBBE LA VITTORIA DI BORGHEZIO – ‘Un partito del sud sarebbe la vittoria della Lega dei Borghezio e farebbe la fine del vaso di argilla tra i vasi di ferro’. Lo ha detto Ignazio La Russa intervenendo nella giornata conclusiva del convegno organizzato dai Circoli Nuova Italia. ‘Un partito del sud – ha aggiunto il ministro della Difesa – rappresenterebbe una retromarcia rispetto a quello che finora ha significato il Pdl in termini di semplificazione del quadro politico e di unificazione del paese. Invece di coinvolgere la Lega Nord in un discorso nazionale, come Umberto Bossi sta mostrando di voler fare, sceglieremmo la frantumazione e sbaglieremmo completamente l’obiettivo’.
La Russa ha ribadito che la questione meridionale deve essere affrontata come ‘emergenza nazionale, ma sarebbe un errore rappresentarlo come un problema contrapposto al nord’.
La Russa ha quindi perorato la causa della massima unita’ nazionale del Pdl e ha fatto un accenno ai rapporti tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi: ‘Sono due grandi leader, debbono solo trovare il modo di camminare vicini piu’ frequentemente perché a mio avviso e’ solo un problema di frequenza dei rapporti’.

SCAJOLA, TREMONTI CONSAPEVOLE COME TUTTI CHE SERVONO RISPOSTE Per lo sviluppo del Mezzogiorno “servono risorse, distribuite però in modo diverso dal passato. Orientate alo sviluppo e non all’assistenza”. Parola di Claudio Scajola, ministro delle Attività produttive, intervistato sul Riformista. Sul tema del partito del Sud è “giusto che il problema venga posto in maniera forte”, osserva l’esponente del Pdl, “e naturalmente Tremonti – afferma – è consapevole come me e come tutti della necessità di dare risposte convincenti”.

FITTO, E’ L’ORA DELLE RIFORME STRUTTURALI AL SUD - “Ora il governo deve mettere il sud al centro del suo programma. Berlusconi ha assunto un personale impegno in tal senso. E questo vale per me piu’ di ogni discussione nel governo o nella maggioranza”. Lo dice Raffaele Fitto, ministro delle Regioni, in una intervista al ‘Messaggero’. “Il sud non ha bisogno di una politica ‘piagnona’ che batte cassa ma e’ incapace di misurarsi con la propria inefficienza”, “per questo e’ necessario adesso un grande piano di riforme strutturali nel Sud. Ed e’ necessario che il governo assuma questo compito come una priorità”, dice Fitto.
“Il simbolo” del meridionalismo del governo, per Fitto, “sta nella soluzione del problema rifiuti in Campania”, ma “le grandi ambizioni riformiste del governo Berlusconi devono ora misurarsi anche con questi problemi: su infrastrutture, sanita’ pubblica amministrazione, scuole e università bisogna cambiare, incidere in profondità”. Il ministro delle Regioni sottolinea: “Il Pdl e’ fortissimo al sud, dove peraltro la popolarità e il consenso di Berlusconi raggiungono le vette più alte. Penso che convenga anche ai nostri alleati, se vogliono rafforzare il governo, lavorare per rendere il Mezzogiorno più forte”.
Per Fitto, inoltre, “il partito del sud e’ la risposta sbagliata ad un problema reale. Il Mezzogiorno e’ una questione nazionale, ha bisogno di un progetto e di un partito nazionali”.

LUIGI CRESPI

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