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Diario Politico: MICCICHE’: “NON SIAMO NOI AD ANDARCENE, CI STANNO BUTTANDO FUORI”

luglio 26, 2009 di Redazione 

Anche stasera vi proponiamo il nostro Diario Politico. Nella edizione di quest’ultima domenica di Luglio noi del Politico.it vi invitiamo a seguire qui sulle nostre pagine l’evoluzione del ‘caso Micciché’ e della sua Lega sud, la stampa estera incalza sullo scandalo del Presidente del Consiglio italiano ed infine le ultime schermaglie in casa PD, dove la corsa alla segreteria sta infiammando questa già caldissima estate. Il servizio, di Carmine Finelli. Buona lettura!

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Nella foto, Gianfranco Micciché

di Carmine FINELLI

Le previsioni meteo lo avevano annunciato: sarà un fine settimana torrido per il Sud. E la temperatura politica non ha tradito la previsione meteo continuando a salire durante tutto l’arco della settimana per attestarsi sui suoi massimi proprio oggi. Ad agitare i maggiorenti del Popolo della Libertà sono le indiscrezioni, ormai diventate una certezza, sulla creazione di un nuovo partito. Una sorta di “lega sud” in aperta polemica con la scarsa attenzione, secondo il Movimento per le Autonomie ed alcuni scontenti interni al Pdl come il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianfranco Miccichè, del governo per il Sud. Soprattutto il costituendo fronte del sud ha ben chiara quale sia la sua missione: bilanciare il peso della Lega Nord che diventa sempre più duro da sopportare per il paese e per il governo stesso.
Dunque la temperatura nel partito di Silvio Berlusconi si fa Incandescente. E non sembra sia ammessa alcun tipo di replica. E’ lo stesso Miccichè a porre i termini della questione in un’intervista al “Sole24Ore”. “Sia chiaro non siamo noi ad andarcene, ci stanno buttando fuori” dichiara il sottosegretario.
Su questo argomento è netto il giudizio del Ministro per la Funzione Pubblica Renato Brunetta. “Se questi movimenti politici per il Sud si formano per ricattare il resto della politica, per avere più risorse e spenderle male, allora non vedo la cosa con favore – afferma -. Forse servono anche più risorse, ma bisognerebbe anche invocare un controllo congiunto su come vengono spese. Come governo – fa sapere il Ministro – stiamo preparando un piano di rilancio del Sud, un piano concreto di opere e infrastrutture, di servizi, di miglioramento strutturale dell’efficienza del sistema, naturalmente con strumenti di controllo della spesa”. Il collega di governo di Brunetta e coordinatore del Pdl Ignazio La Russa mette in guardia da possibili derive sudiste. La questione del Mezzogiorno devi diventare, secondo La Russa una “emergenza nazionale, ma se si mettono in contrasto le ragioni del Sud con quelle del Nord, secondo quanto sembrerebbe voler fare un Lombardo o altri, il Sud farebbe la parte del vaso di coccio, dando spazio alla Lega non di Bossi, che è su un altro livello, ma a quella dei Borghezio: sarebbe un passo indietro rispetto a quello che è il percorso nazionale del Popolo della Libertà”. Sulla stessa lunghezza d’onda è il capogruppo al Senato del Pdl Maurizio Gasparri bisogna affrontare la questione meridionale su un piano nazionale. Secondo il Ministro per l’Attuazione del Programma Gianfranco Rotondi “In Italia non c’è un partito nordista e non serve, dunque, un partito del Sud: c’è un partito della spesa pubblica che non ha spazio in questo governo che prosegue con Tremonti la linea di rigore avviata da Ciampi sin dal ’92″. Italo Bocchino, presidente vicario del gruppo Pdl alla Camera, è convinto che “L’Italia non ha bisogno di un partito del Sud, ma di una moderna strategia meridionalista per garantire al Mezzogiorno un impegno trasparente e funzionale delle risorse a disposizione”. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno si dice “d’accordo con l’ipotesi di un ministro per il Sud”. Ma dice “no ad un partito del Sud e ad una federazione con esso perché minerebbe l’unità del Pdl che ha senso come partito nazionale per il Nord e per il Sud”. Quindi ripropone l’idea di un “manifesto per il Sud” volto a rilanciare l’azione di governo e del centrodestra per il Mezzogiorno. E in tale ambito annuncia anche che a ottobre si terrà un grande convegno a Napoli, proprio per lanciare il Manifesto, alla presenza del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, appositamente invitato dal primo cittadino della capitale.

Stampa estera. Le preoccupazione per il primo ministro Silvio Berlusconi non si esauriscono nelle pretese autonomiste di alcuni esponenti della maggioranza. E’ ancora la stampa estera a dare qualche grattacapo al premier che da far suo non smentisce i fiumi di inchiostro gettati dai quotidiani inglesi soprattutto per discreditarlo. Oggi è ancora “The Guardian” nella sua edizione domenicale (The Observer) ad occuparsi di Berlusconi. Nel lungo articolo dedicato all’estate del presidente del Consiglio si paventa l’ipotesi che le vacanze del premier possano essere vacanze all’insegna del low profile passate per la gran parte a L’Aquila e non nella sua consueta residenza estiva sarda: Villa Certosa. L’articolo dal titolo “Le buffonate di Berlusconi meritano la nostra censura”, l’autore si chiede se gli altri leader politici europei avrebbero mai tollerato un premier così imbarazzante. Si legge nell’articolo: “i leader europei avrebbero tollerato, da un Paese che si apprestasse a diventare membro dell’Ue, una situazione in cui la società civile è così evidentemente sottomessa alla volontà del Premier? Certamente no”. Su un altro quotidiano inglese il Daily Telegraph il giornalista scrive: “Nelle prossime settimane, Silvio Berlusconi, il libidinoso primo ministro italiano, giocherà un ruolo poco visto nel suo repertorio alimentato dal testosterone: il penitente». Il giornale spiega che il premier intende ripulire la sua immagine dopo le rivelazioni sulla sua vita privata, per «mostrare agli italiani che può giocare il ruolo del leader responsabile e devoto, quanto quello del settuagenario playboy”. Da qui deriverebbe la decisione di trascorrere le vacanze a L’Aquila. Ed anche il Sunday Times appare concorde su questa linea. “Il leader italiano corre ai ripari per recuperare la dignità” si legge tra le pagine del quotidiano. Secondo il giornale,”nel tentativo di compiacere la chiesa cattolica, nella quale molti cardinali lo hanno rimproverato di offrire un misero esempio morale, Berlusconi intende visitare il santuario di Padre Pio, santo popolarissimo nell’Italia meridionale”.

Partito Democratico. Mentre nel centrodestra impazzano le polemiche, il Partito Democratico prepara la sua marcia di avvicinamento al congresso di ottobre. Il candidato più accreditato alla segreteria del Pd, Pierluigi Bersani rilancia le sue proposte per il partito del futuro da L’Aquila. “Il rinnovamento non è un fatto anagrafico, e nemmeno di cooptazione. Ma è un fatto di merito, si fa scarpinando ognuno a casa propria, così si selezionano le nuove generazioni non inventando simboli” afferma l’ex ministro per lo Sviluppo Economico. “Io sono per dare un ruolo alle autonomie locali, con le risorse orientate, e con la classe dirigente per metà mandata dai livelli inferiori. La direzione di marcia del partito deve essere dal basso verso l’alto, – spiega il candidato alla segreteria del Partito democratico -.Bisogna rafforzare il senso comune di appartenenza collettiva sapendo che, se si parla di politica, anche esprimendo posizioni diverse alla fine si è più amici di prima”. Bersani ha sollecitato un “confronto con serenità”, sottolineando che i punti fondamentali su cui bisogna battere in questa fase sono “identità, proposte per l’Italia, compiti politici e forma partito”. La marcia verso il congresso è ancora molto lunga. Ma finalmente si intravedono nuove proposte, nuovi orizzonti per il Partito Democratico.

CARMINE FINELLI

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