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Unione per il Mediterraneo: lotta sulla sede economica italiana

luglio 26, 2009 di Redazione 

A distanza di pochi giorni dal summit dell’Unione del Mediterraneo, vi proponiamo questa interessante panoramica dell’evento. Si possono trarre delle prime importanti conclusioni su quest’influente organizzazione internazionale, ma soprattutto possiamo registrare alcune rilevanti proposte, come quella avanzata dal nostro Presidente del Consiglio Berlusconi, di far di Milano la sede del Segretariato Economico per l’Unione per il Mediterraneo. Il servizio, di Désirée Rosadi. -

Nella foto, Silvio Berlusconi

di Désirée ROSADI

Il 20 luglio si è aperta la due giorni della prima edizione del Forum Economico e Finanziario per il Mediterraneo organizzata dalla regione Lombardia e patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, alla quale hanno partecipato esponenti economici e politici dell’area. Tra gli altri, sono intervenuti il presidente egiziano Mubarak, il ministro dell’economia, dell’industria e del lavoro francese, Christine

Lagarde, il vice primo ministro svedese, Maud Olofsson, il vice presidente della Commissione europea, Antonio Tajani e il presidente della Banca europea per gli investimenti, Philippe Maystadt.

L’Unione del Mediterraneo e il processo di Barcellona - Il forum rientra nel progetto di formazione dell’Unione mediterranea ideata dal presidente francese Sarkozy e incentrata sulla costruzione di reti solide di cooperazione tra i paesi del bacino, in direzione di una “europeizzazione” del partenariato di Barcellona del 1995. Come dichiarato da Sarkozy nel 2007, “il dialogo euro-mediterraneo inaugurato con Barcellona ha disatteso i suoi obbiettivi, dato che la priorità dell’Europa è stata l’est”, e non il nord Africa e i paesi della sponda sud del Mediterraneo. Il primo vertice dell’Unione ha avuto luogo a Parigi, nel luglio 2008, ed ha avviato una nuova strada, che prevede una serie di forum e incontri. Tra questi, rientra quello di Milano, durante il quale i partecipanti si sono concentrati su temi economici come il sostegno alle piccole e medie imprese, le reti energetiche, le energie rinnovabili, e le infrastrutture. Una macro regione, quanto mai determinante: nonostante la crisi economica, negli ultimi mesi l’interscambio commerciale italiano verso i Paesi dell’area mediterranea è cresciuto in modo sostanziale, nel 2008 ha superato il livello record di oltre 62 miliardi di Euro e confermando l’Italia come primo partner commerciale. Lo stesso amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, riconosce come la maggior parte del nostro gas arrivi dal nord Africa, in particolare dall’Algeria.

La candidatura di Milano – E proprio al centro dello sviluppo euro-mediterraneo, l’Italia, per voce del presidente Berlusconi, candida Milano come sede del Segretariato Economico per l’Unione per il Mediterraneo. Una candidatura decisa nel corso del vertice dei ministri degli affari esteri dell’Unione svoltosi lo scorso novembre a Marsiglia. Milano è vista come l’anello di congiunzione tra l’economia mediterranea e quella europea, crocevia che unisce le due aree, in grado di generare grandi opportunità per il commercio e la politica mediterranea. È vero, manca il mare, ma la città offre sia dal punto di vista strategico che infrastrutturale le caratteristiche per ospitare la sede della segreteria economica dell’Unione: vicina alla Germania e protesa verso Francia e est europeo, và ricordato come Milano ospiterà l’Expo del 2015. Come sottolineato dal presidente lombardo Formigoni “a scommettere sull’area mediterranea è l’intero nostro sistema economico e produttivo”, dato che l’interscambio di Milano con l’estero crea affari per quasi 120 miliardi di euro e il 5% di tale commercio avviene con i paesi mediterranei.

Messina e le altre – La candidatura milanese, fortemente voluta dalla presidenza del consiglio, non è stata gradita da molti esponenti politici e istituzionali di città immerse, in tutti i sensi, nel Mediterraneo. Lillo Oceano, segretario della CGIL di Messina, avrebbe preferito che la sede economica dell’Unione fosse andata alla sua città o a Reggio Calabria: “il governo Berlusconi vuole togliere alla Sicilia anche ciò che gli spetta di diritto per vocazione fisica, la centralità nel Mediterraneo” tuona Lillo, “un’idea così stravagante, quella di fare di Milano il centro del Mediterraneo, che dà la misura piena della considerazione che il governo e i suoi più fedeli amministratori hanno del Mezzogiorno e dei problemi della gente che vi abita”. Tonino Russo, vice segretario del Pd siciliano, e Fabio Granata, capogruppo Pdl in commissione cultura, dal canto loro portano avanti la causa palermitana. ”Il Governo deve impegnarsi ad individuare la città di Palermo come sede del forum permanente dello sviluppo del Mediterraneo”, sostengono i due politici, “la Sicilia è la sede naturale per far sviluppare l’Unione mediterranea”. Posizioni quanto mai condivisibili dal punto di vista strategico, che trovano d’accordo esponenti dell’opposizione e della maggioranza, come nel caso di Granata, e che rispecchiano il malcontento manifestato dai politici meridionali del Pdl negli ultimi giorni: il Sud appare sempre più lontano dall’Expo di Milano e dai canali commerciali europei, e l’occasione del vertice economico mediterraneo poteva dare una chance al suo sviluppo. Un’altra occasione persa.

Désirée ROSADI

Commenti

One Response to “Unione per il Mediterraneo: lotta sulla sede economica italiana”

  1. Carlo Enver Foglino on ottobre 1st, 2009 18.47

    Milano 01/X/2009
    Concordo che Milano sia la sede più adatta.
    Sono un consulente per commercio ed interprete di lingua turca mi occupo di commercio, arte e turismo tra Turchia ed Italia.
    Dal sito allegato potete risalire ai servizi che offriamo, con base a Como e Eskisehir.
    Tempo a dietro avevo personalmente accompagnato l’Addetto Commerciale del Consolato di Turchia a Milano al Primo Convegno Euromed.
    Fortemente motivati sul concetto di EUROMED, anche noi con la nostra struttura ci prefigiamo a migliorare e ottimizzare le condizioni attuali del commercio tra Italia e Turchia, offrendo un vasto ventaglio di servizi e garantendo affidabilità e fattibilità, opponendoci all’ incertezza e alla paralisi progressiva che colpisce i piccoli e medi imprenditori che non possono accedere alle piattaforme privilegiate istituzionalizzate.
    Distintiti saluti,
    Carlo Enver Foglino.

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