Top

HONDURAS: IL RITORNO DI MEL E IL CONVITATO DI PIETRA

luglio 26, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana guarda spesso anche al di là dei nostri confini nazionali, in questo caso vi racconta quanto si sta verificando nel nuovo continente, in Honduras, dove poche settimane fa vi è stato un golpe. I militari si sono insediati nel Palazzo di governo, ma la reazione internazionale è stata mitigata dal G8, che in quelle stesse ore catalizzava l’attenzione sull’Aquila e sull’Italia. Il Politico.it già allora ve ne aveva offerto una panoramica e prosegue ora, in questo pomeriggio, nel narrarvi la fase successiva della faccenda honduregna.

-

Nella foto, Manuel Zelaya


di
Gianni GALLERI

“Il ritorno di Mel Zelaya in Honduras è temerario e non aiuta a ristabilire l’ordine costituzionale in Honduras”. Queste sono state le parole di Hilary Clinton, che ha così commentato la decisione del legittimo presidente del paese centro-americano di varcare il confine che dal Nicaragua riporta in Honduras. E sono affermazioni dall’altissimo peso specifico. Lo sono perché ridisegnano, e stavolta definitivamente, il ruolo del convitato di pietra a stelle e strisce. Dopo l’iniziale e corale condanna sull’onda della nuova politica di Barak Obama, gli uomini di Washington hanno definitivamente dimostrato di non aver la minima intenzione di alzare un dito per la situazione di Tegucigalpa. Altri piccoli accorgimenti dimostrano che dal grande Nord difficilmente arriverà qualcosa di più che una formale condanna agli uomini in divisa e a Micheletti. Innanzitutto non ci si spiega perché, al contrario di tutti i paesi che hanno condannato il golpe, gli Stati Uniti non hanno ancora ritirato gli uomini della diplomazia, dopodiché si scende in trame più oscure. La prima è quella del generale Vazquez, Capo di stato maggiore, destituito da Zelaya e ora di nuovo in sella con Micheletti, che è stato avvistato a Miami. I ben informati sapranno ovviamente che cosa va a fare un golpista in Florida. Va a prendere contatti con le potentissime famiglie degli esuli cubani per ricevere appoggio logistico e finanziario. Ora delle due l’una, o Vazquez è entrato di nascosto, oppure gode di qualche immunità, altrimenti gli Stati Uniti non potrebbero accettare un golpista sul loro territorio. Un altro aspetto che ha sollevato lo stesso Zelaya in un’intervista concessa a wwwi.infoaut.org è la vicinanza di certi quadri dell’ex amministrazione Bush al golpe. “Ci sono state manifestazioni pubbliche anche di senatori e congressisti nordamericani. Il signor Otto Reich è un ex sottosegretario di Stato per l’emisfero occidentale ed ha dichiarato di essere a favore del colpo di stato”.

Insomma, una cosa è certa: finché da Washington qualcuno non si deciderà a prendere sul serio la situazione in Honduras e a volerla risolvere, con il loro bene placido, si andrà avanti in questa situazione di stallo che fa comodo ai golpisti e fiacca la resistenza dei movimenti civili. Nel frattempo per ripercorrere le ultime fasi della vicenda c’è da dire che effettivamente Zelaya ha oltrepassato il confine, ma è stato costretto a tornare indietro. “Nessuno può accettare un golpe nel secolo XXI, noi siamo venuti per dare un esempio di pace”, queste le parole del presidente legittimo, caricato probabilmente anche dal grande sciopero che sta bloccando la nazione. Intanto la Giunta Micheletti continua la sua opera di controllo forzato del Paese. Ha imposto il coprifuoco e posti di blocco per impedire alla popolazione di raggiungere la zona di confine dove sarebbe arrivato Zelaya. I media parlano anche di un ulteriore morto. Per la cronaca, è stato espulso tutto il personale venezuelano che lavorava in sedi diplomatiche. Bertha Oliva, Coordinatrice dei Familiari di detenuti desaparecidos in Honduras (Cofadeh), ha denunciato la presenza accanto a Micheletti di alcuni personaggi dal passato nerissimo, vicini alla Cia. La Colombia, che ha appena concesso altro suo territorio agli Usa, ha ricevuto i golpisti in delegazione e, notizia già ormai un po’ datata, le televisioni avverse a Micheletti sono state invitate a lasciare il Paese, dopodiché sono state espulse. I media italiani intanto sono preoccupatissimi per l’Isola dei Famosi che, sembra, abbia deciso di abbandonare l’Honduras per la prossima edizione.

GIANNI GALLERI

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom