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Diario Politico: IL DECRETO ANTICRISI OTTIENE LA FIDUCIA E SULLA QUESTIONE MERIDIONALE BOSSI CHIOSA “LA POLITICA E’ PIENA DI PASTICCI”

luglio 24, 2009 di Redazione 

Puntuale come sempre il giornale della politica italiana vi propone anche stasera un ricco ed interessante Diario Politico. Nelle edizione di questo importante venerdì, anzitutto la notizia del giorno: sul decreto anticrisi il governo ha posto la ventreisima fiducia di quest’anno. A seguire; Bersani, il Pd e la gara alla segreteria, ed infine la manifestazione di oggi, che ancora una volta ha visto scendere in piazza i dipietristi dell’IdV. Il servizio, di Carmine Finelli. Buona lettura!

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Nella foto, Umberto bossi e roberto Calderoli

di Carmine FINELLI

Arriva in serata il sì definitivo alla fiducia sul maxiemendamento al decreto anticrisi. Sono stati 249 i sì 189 i no. Il voto finale in aula è previsto per il prossimo martedì. Ma la votazione è stata scossa da quello che ormai è diventato il caso sud. Il Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo ha lasciato l’aula gettando tutti nello sconcerto. Rassegnata la replica di Umberto Bossi. “Rischia di essere un pasticcio” è stato il commento del leader del Carroccio. Dunque, tutto come da copione. Il MpA mette in pratica quanto annunciato nel pomeriggio e diserta l’aula. Su questo decreto legge non possiamo che esprimere giudizio negativo. “Non potendo non votare la fiducia, oggi al momento del voto usciremo dall’aula”, spiega il capogruppo Carmelo Lo Monte, che poi aggiunge: “l’impegno del governo rispetto al Sud è insoddisfacente”. Per Umberto Bossi “Se son rose fioriranno. Stiamo a vedere, ma rischia di essere un pasticcio. E d’altra parte la politica è piena di pasticci”. Il nodo centrale secondo il ministro per le Riforme è il rilancio del sud grazie ad una massiccia opera infrastrutturale. Le infrastrutture infatti “sono le prime perché senza strade e ferrovie non si va da nessuna parte”. Nella polemica si inserisce anche il leader dell’Udc Pierferdinando Casini. Secondo l’ex Presidente della Camera si è assistito ad un “esproprio del Parlamento grazie alle scelte di governo”. E poi attacca l’attuale presidente Gianfranco Fini. “Siamo molto rammaricati anche verso la presidenza della Camera che si era fatta carico di un impegno sostanziale che è stato disatteso. Le voglio dire scherzando e con amicizia che lei è molto impegnato a “Farefuturo”, speriamo che si impegni anche a “farepresente”. Pierluigi Bersani dai banchi dell’opposizione non disdegna la polemica intentata da Casini. «Si doveva fare di più, accettate questo giudizio, ci voleva più coraggio – dice – se non avete intenzione di farlo però almeno non fate torto alla nostra intelligenza» afferma ricordando che questa è la “ventitreesima fiducia in un anno”.
Pd. Ed è proprio Bersani il protagonista della giornata. Oggi infatti oltre a votare la fiducia, l’ex ministro del governo Prodi ha presentato la sua mozione. Anche la sua mozione, oltre al caldo sole estivo, contribuisce ad accendere gli animi in seno al Partito Democratico, dove la lotta per la segreteria raggiunge toni elevati. E se ieri era Dario Franceschini, attuale segretario Pd e principale sfidante di Pierluigi Bersani alla segreteria, oggi è proprio Bersani a dire la sua nella giornata della presentazione della mozione congressuale.
Il tono è duro, ormai lo scontro è imminente. Tanto che i due più accreditati candidati alla segreteria (Ignazio Marino per i bookmakers rimane sempre un outsider) si rintuzzano a vicenda. “Vocazione maggioritaria non vuol dire aspettare di avere il 51% per essere un’alternativa al centrodestra, ma avere un progetto per tutto il centrosinistra e sentire la responsabilità di costruire delle alleanze” risponde piccato Bersani alle critiche mosse ieri da Dario Franceschini. Ed in polemica con Walter Veltroni, che ha accusato Bersani di scendere dalla luna, il candidato favorito per la segreteria aggiunge: “Io non ragiono col trattino”, bisogna “riaprire il cantiere dell’Ulivo e riorganizzare il centrosinistra. Sento dire: ma tu dov’eri? Io c’ero, nessuno si è calato da fuori, e uso sempre il noi. Ora dopo venti mesi ci sono cose che dobbiamo correggere”. Per Bersani “correzione” vuol dire rimettere mano alle alleanze. “La parola centrosinistra – spiega infatti Bersani – è un luogo, non è il tratto di identità del partito. È dove abiti, non chi sei. Perciò io propongo di lavorare per dire chi siamo: siamo un partito popolare, laico, del lavoro della riscossa civica. Definiamo assieme queste cose. Il primo punto – sostiene – è quello del profilo della democrazia e delle istituzioni: legge elettorale, conflitto di interessi, informazione, di queste cose dobbiamo ragionare con tutti quelli che sono preoccupati dalla deriva populistica della destra”. Poi puntualizza di essere “per il bipolarismo ma non per il bipartitismo” ed è per questo che auspica una legge elettorale “coerente che riconosca soggettività ai partiti politici”. E rimarca il suo “No ai presidenzialismi mascherati”.
Insomma al congresso ne vedremo delle belle se queste sono le premesse. Tuttavia, lo stesso Bersani tiene a precisare che la sua candidatura “non è contro qualcuno, anzi dal congresso possiamo uscire più uniti se discutiamo di politica e se diamo fondamenta più solide al progetto, perché questo è il tema. Al congresso non dobbiamo presentare un programma, ma un grande asse di proposte programmatiche. Questo congresso bisogna condurlo con grande civiltà e dobbiamo uscire più uniti di prima. Non voglio fare polemiche, mi piace però che il mio pensiero non venga distorto” conclude l’ex ministro dello Sviluppo Economico. Poi però si smentisce subito lanciando una stoccata al suo avversario Dario Franceschini reo di aver chiamato due eurodeputati a dirigere due segreterie regionali. I nomi sarebbero quelli di Sergio Cofferati e di Debora Serracchiani rispettivamente per la Liguria e per il Friuli-Venezia Giulia. “Si sono chiamati europarlamentari a dirigere il partito a due mesi dalle europee – attacca – ci sono fiori di europarlamentari che mi sostengono ma io non li utilizzerò nelle corse alle segreterie regionali. Radicare un partito non è cosa da week end” conclude Bersani.

Università. A Palazzo Chigi intanto va in scena l’ennesimo show targato Italia dei Valori. Oggi infatti il Ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, ha presentato la classifica delle Università “virtuose” che avranno accesso ai fondi ministeriali in base alla qualità della didattica. Classifica ampiamente contestata sia dagli ambienti universitari che dall’opposizione. Ma la contestazione sul provvedimento può essere ammissibile. Quello che desta sconcerto è invece l’ennesima trovata dell’Italia dei Valori che sulla scia del suo leader distoglie l’attenzione dall’argomento principe della conferenza stampa: la classifica delle università. Il senatore Stefano Pedica, con scarso tempismo, interviene per chiedere al Ministro Gelmini come mai non sia stato sciolto il comune di Fondi, provincia di Latina per infiltrazioni mafiose. La Gelmini, visibilmente stizzita lascia la conferenza stampa.

CARMINE FINELLI

Commenti

2 Responses to “Diario Politico: IL DECRETO ANTICRISI OTTIENE LA FIDUCIA E SULLA QUESTIONE MERIDIONALE BOSSI CHIOSA “LA POLITICA E’ PIENA DI PASTICCI””

  1. peppiniello da capua on luglio 25th, 2009 07.33

    Sicuramente per Lei, chi naturalmente presenta delle domande alle Istituzioni possa far parte di uno SHOW, deve rappresentare un’ALTRO MONDO???
    O non è che forse LEI sia rimasto in ALTRA EPOCA????

  2. gianfalco on luglio 25th, 2009 08.38
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