Top

***Il grande sondaggista*** CON IL PARTITO DEL SUD E’ IN GIOCO IL DESTINO DI UN PAESE di LUIGI CRESPI

luglio 24, 2009 di Redazione 

La questione meridionale è tornata al centro dell’arena politica, e noi de il Politico.it abbiamo voluto dedicare uno spazio particolare a questo importante aspetto del panorama italiano. Luigi Crespi prosegue nell’analizzare le dinamiche ed i nuovi equilibri che prendono forma all’interno del Partito della Libertà. Le azioni di Micciché, Martino e ultimamente anche del Ministro Prestigiacomo, hanno infatti una risonanza nazionale ed il noto sondaggista, trae le sue prime conclusioni in merito. Sentiamo.-

-

Nella foto, Luigi Crespi

di Luigi CRESPI

La questione meridionale è tornata all’onore delle cronache e “il Partito del Sud” ha svolto bene la sua funzione provocatoria.
Appare evidente che chi discute se il Partito del Sud si deve fare oppure no è confuso o in cattiva fede. Gianfranco Miccichè se avesse l’ambizione di fondare un partito lo farebbe senza certamente pretendere il benestare dal PDL, la logica ha delle regole a cui anche Miccichè deve attenersi. Questo per dire che chi pensa che la partita si giochi intorno alle ambizione politiche di Miccichè, di Martino o della Prestigiacomo non ha capito la portata del problema e cosa ci stiamo giocando.

Il Partito del sud è la conseguenza della derubricazione del sud a problema secondario e marginale, infatti da quando ha fatto capolino si è cominciato a discutere di cose concrete e sono emersi elementi gravissimi.

Ma in gioco non c’è l’interesse del sud ma di tutto il Paese stretto dalla morsa leghista e “Tremontiana” che nascondono un progetto eversivo, quello di dividere l’Italia, e visto che non è possibile farlo sotto la spinta della gente perché la Lega neanche al nord è maggioranza e sarebbe proprio il nord ad opporsi a questo delirio, allora ricorrono ad un progetto oscuro che cerca di prendere corpo attraverso un gioco manipolativo delle risorse teso ad accentuare i conflitti sociali e quindi favorire le condizioni naturali di una secessione che sarebbe una tragedia.

L’identità nazionale, la Patria, sono valori centrali in un mondo globalizzato e per uno Stato che ha perso anche il potere di battere moneta.

Ecco che l’idea della Banca del Sud una rivisitazione della Cassa del Mezzogiorno vuole mettere nelle mani di pochi la gestione delle risorse non per garantirne l’utilizzo ma per determinarne il fine.

Quando Tremonti dice che la disparità Nord e Sud è cresciuta dice una cosa falsa che l’economista Gianfranco Viesti pochi giorni fa sul Corriere ben documentava.

La verità è che in Italia è aumentata la disparità tra ricchi e poveri a prescindere da dove risiedano, mentre la disparità tra nord e sud ha accentuato il divario sui diritti non solo su quello al lavoro ma soprattutto quello alla salute e alla sicurezza.

Ma Tremonti non teme il Partito del sud perché reputa i meridionali incapaci di coalizzarsi e organizzarsi, lo ha detto chiaramente ieri con una frase da brivido razziale: “Chi ha pensato al Partito del Sud ha ignorato fatti di antropologia e di costume” senza che nessuno (eccetto il solito Miccichè) lo seppellisse sotto una valanga di pernacchie.

Come si doveva seppellire sotto una valanga di sberleffi il tentativo non ancora sventato di escludere le politiche ambientali dalle strategie energetiche che altro non era che un attacco al ministro Stefania Prestigiacomo che veniva esautorata da questa competenza istituzionale che passava come ovvio a Scajola (sviluppo economico) ma anche a Calderoli, Ministro della semplificazione legislativa che non si capisce cosa ci azzecca, se non lo si inserisce nella logica eversive e demolitiva dello stato italiano che lo portò a suo tempo a promulgare la legge definita “Porcellum” che ha raggiunto l’obbiettivo di allontanare gli eletti dagli elettori.

Questa è la logica e su questo si articola il confronto, in questi giorni e nei prossimi mesi avremo di fronte una strettoia storica su cui si gioca non il futuro di qualche politico e tantomeno quello di qualche partito presente o futuro, ma bensì il destino di tutto il paese, dell’intera nazione.

LUIGI CRESPI

Commenti

One Response to “***Il grande sondaggista*** CON IL PARTITO DEL SUD E’ IN GIOCO IL DESTINO DI UN PAESE di LUIGI CRESPI

  1. gildo on luglio 26th, 2009 20.32

    Il movimento che in questi ultimi tempi agita le acque stagnanti della politica italiana non, è riconducibile al solo lombardo ma vede vari e diversi movimenti che sembrano aver preso coscienza (finalmente) della necessità di cambiare qualcosa o almeno di provarci

    La fantomatica “ristrutturazione integrale avviata con il crollo dei partiti della prima repubblica” forse avviene al nord ma lascia come al solito il sud a se stesso anzi vediamo Tremonti che sta bloccando ancora una volta i fondi per le aree sotto-utilizzate si chiede che siano spesi bene ma al Nord, dove già sono stati erogati, non si chiede nulla prendiamo il Mose, il cantiere è partito, poi si è bloccato il lavoro fatto finora è stato praticamente inutile e va buttato e di questo nessuno dice niente compresi gli onorevoli e senatori eletti al sud visto che il nord è stato il protagonista della storia politica italiana dalla sua unità ad oggi tutti i grossi partiti e movimenti sono nati al nord e molto spesso a Milano e dal nord stesso buttati giù ( i Savoia, Mussolini, De Gasperi Craxi Berlusconi ) e noi i nostri esiti balcanici li abbiamo gia avuti anche se non lo si vuole ammettere basti pensare a quando,i partigiani borbonici e i contadini meridionali che si opponevano ai Savoia furono chiamati Briganti e i rivoltosi di Palermo che nel 1866 si opposero alle inique Leggi piemontesi furono definiti mafiosi. La politica di repressione adottata nei confronti del sud fu durissima. Per debellare il fenomeno furono impiegati 120.000 soldati (pari alla metà dell’esercito italiano) comandati dal generale Cialdini. Si scatenò una vera e propria guerra che portò ad un numero molto elevato di morti in particolare fra i briganti e i contadini che li appoggiavano. E’ stata creata dunque una leggenda nera sull’arretratezza economica del Regno delle due Sicilie . Restano a chiarire le motivazioni che hanno indotto gli ambienti accademici del Regno d’Italia prima, del periodo fascista e della Repubblica poi, a mantenere fin quasi ai giorni nostri, una versione dei fatti così lontana dalla verità, tacendo, soprattutto, la circostanza che le popolazioni del sud, salvo una minoranza di latifondisti ed intellettuali, non avevano nessuna voglia di essere “liberate” e anzi reagirono violentemente contro coloro i quali, a ragione, erano considerati invasori. D’Azeglio enunciò nel secolo scorso “Abbiamo fatto l’Italia, adesso bisogna fare gli Italiani . La tentazione del separatismo non nasce certo oggi ma è sempre stata messa a tacere per perseguire gli interessi dei politici che attingevano al serbatoio di voti del sud e dei grossi industriali del nord che hanno depredato il sud anche con la cassa del mezzogiorno quanti industriali di varia grandezza hanno sin dagli anni 50 sfruttato il sud facendo finta di investire per fare aziende nel sud ma venivano qui solo per prendere i soldi e scappare abbiamo visto centinai di aziende di piccole, medie e gradi dimensioni aprire stabilimenti, spesso con macchinari vecchi e riverniciati prendere i soldi della cassa del mezzogiorno e poi dalle varie surroghe della stessa e poi puntualmente questi fantomatici imprenditori sparivano insieme ai soldi e alle aziende e ai posti di lavoro – in un sud senza infrastrutture ne servizi ne sviluppo ne salvaguardia dell’agricoltura si aiutano i produttori del latte del nord ma nessuno parla dell’ olivicoltura meridionale e dei regolamenti c.e.e. fatti solo per penalizzare l’unica vera ricchezza del sud L’AGRICOLTURA – ma ci fanno il ponte per arrivarci come e con che ???? e una volta attraversato per andare dove e come ????? criminalità organizzata o certo al sud c’è ma guarda caso si serve del nord per investire e ripulire i suoi capitali e l’ innovazione della classe politica la dovremmo fare come con le liste bloccate e decise a tavolino con tanto di manuale cencelli ad arcore????

    Scarsa qualità del capitale umano!!!!! Sono secoli che il capitale umano meridionale serve al nord per potersi sviluppare e che arricchisce le altre nazioni – gli istituti bancari sono solo ed esclusivamente del centro nord operano al sud facendo raccolta e investendo al nord il costo del danaro per aiutare gli imprenditori è superiore di quello del nord – Ma questo sono anni o forse secoli che viene detto il SUD ha bisogno di un partito che rappresenti finalmente i suoi veri interessi nessuno mette in discussione l’unità dello stato, in un periodo dove il progresso passa attraverso enti politico-economici sopranazionali come la Comunità Europea, è certamente un valore da salvaguardare, ma al meridione è dovuta una politica ed una attenzione particolari, una politica legata ai suoi effettivi interessi, che valorizzi le sue enormi risorse e assecondi le sue vocazioni, a parziale indennizzo dei disastri e delle ingiustizie che l’unità vi ha apportato. Il Sud non ha certo bisogno di essere rappresentato dalla nuova politica rappresentata dall’ex socialista Cicchetto, l’ex comunista Bondi, l’ex democristiano Mastella l’ex missino Gasparri o dall’ex cantante “donato” Bossi

Bottom