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***I contributi della Politica*** METASTASI IN LIBERTA’ di ANDREA SARUBBI*

luglio 24, 2009 di Redazione 

Apriamo stamani con questa interessante riflessione di Andrea Sarubbi. Il deputato Pd, nonché ex conduttore della trasmissione “A Sua immagine”, ci porta oggi a considerare importanti aspetti del tessuto sociale italiano. Il pretesto a dare il via è politico; Matteo Salvini, malgrado i cori di poche settimane fa, continua a far discutere su certe sue posizioni. Ma la considerazione di Sarubbi si spinge oltre, ci porta a leggere di un fatto di cronaca del trevisano, specchio di un problema più grande e radicato del nostro Paese.

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Nella foto, Andrea Sarubbi*. Le pagine personali di Andrea Sarubbi all’indirizzo http://andreasarubbi.wordpress.com

di Andrea SARUBBI*

Non vi avevo tediato con la storia di Matteo Salvini, delegando la risposta ad un comunicato stampa, ma i fatti delle ultime ore mi costringono a tornarci sopra. La fesseria dei posti in metropolitana riservati ai milanesi, che conoscete già tutti, si è arricchita ieri di un’appendice: il rampante leghista (capace di essere contemporaneamente capogruppo in Consiglio comunale a Milano ed europarlamentare, dopo una parentesi a Montecitorio) non tollera infatti la presenza di stranieri neppure alla guida, e per questo ha minacciato di “spedire in Marocco” i giudici del Tribunale del lavoro che hanno dato ragione ad un aspirante autista maghrebino, che l’Atm non voleva assumere perché non europeo. Tra i requisiti previsti dall’azienda dei trasporti c’era infatti la cittadinanza italiana o europea, secondo quanto stabilito da una legge del 1931: un periodo in cui – se ricordate bene – la democrazia da noi non godeva di ottima salute. Ma il buon Matteo, che dovunque si candidi prende una montagna di voti, non è tipo da sottili distinzioni storiografiche: è uno che parla alla pancia, come si dice oggi, e pazienza se ogni tanto ci scappa qualche rutto, perché ai suoi elettori piacciono anche quelli. Il video della canzone antinapoletana a Pontida, che ho incollato qui sopra a futura memoria, suscitò un coro di indignazione da più parti: qualcuno arrivò a dire che Salvini si era addirittura dimesso da deputato in seguito alle proteste, mentre invece – come in Transatlantico sappiamo benissimo – era stata la Lega ad imporgli l’opzione per l’Europa, in modo da liberare un posto alla Camera per una persona gradita ai vertici del partito. Nella lettura dei giornali fu come se avessero vinto il buonsenso, l’amore per l’Italia, il rispetto per il Sud, il senso della comunità nazionale: gli stessi vertici del Centrodestra – piuttosto imbarazzati perché il Sud è comunque un grande serbatoio di voti – se la cavarono con qualche battuta e si sperò che la cosa finisse lì. Purtroppo, da Treviso giunge oggi la notizia che il tumore ha già prodotto metastasi: una mamma napoletana ha tolto dalla scuola media il proprio figlio, facendogli addirittura perdere l’anno, perché i suoi compagni undicenni gli cantavano la stessa canzone di Salvini. Lo prendevano in giro, lo chiamavano camorrista, lavavano tutte le penne se lui le toccava. “Ragazzate”, si dirà ora, come prima si diceva “coro da stadio”: il direttore della scuola prenderà le distanze, qualcuno si indignerà per un paio di giorni eccetera eccetera. Anche l’anno scorso, quando sempre a Treviso un altro bambino napoletano veniva chiamato “monnezza” dai suoi compagni di classe, si scusò il sindaco a nome della città e non se ne parlò più. Io vorrei, invece, che si affrontasse il problema seriamente, e per questo mi appello ai numeri: alle Politiche 2008, la Lega prese a Treviso il 30,96%, seguita dal 27,28% del Pdl, con il Pd al 23,64%; alle Europee 2009, il partito di Matteo Salvini è salito addirittura al 34,29%, il Pdl ha sostanzialmente tenuto (26,99%) ed il Pd è crollato al 18,04%. Se torniamo indietro di qualche anno, scopriamo che nella provincia di Treviso la Lega è il partito più votato dall’inizio degli anni Novanta. Mi si obietterà che nel nordest gli immigrati regolari sono integrati, che trovano lavoro nelle aziende, e che il razzismo è un’invenzione del Centrosinistra; ma non mi pare un’obiezione seria, perché è troppo facile essere accoglienti con chi ti porta il benessere, con chi ti risolve i problemi quotidiani (che siano l’assenza di manodopera pesante o la necessità di una badante per la nonna anziana). I bambini, si dice, sono la voce dell’innocenza, perché non hanno filtri e sovrastrutture: sono delle spugne, che assorbono tutto ciò che respirano. Ecco perché la storia di Treviso mi preoccupa molto: poi uno può stare a discutere se sia nato prima l’uovo o la gallina (se votino Lega perché sono razzisti o se siano razzisti perché la Lega li fomenta), ma non cambia un granché. La realtà – dicevo prima – è che le metastasi del razzismo sono già in circolo, anche tra i bambini, e non si riesce a trovare una cura.

ANDREA SARUBBI*

*Deputato del Partito Democratico

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