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PD VERSO IL CONGRESSO: PER LA SEGRETERIA CORRONO IN CINQUE, MA IL QUINTO UOMO NON E’ GRILLO

luglio 22, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana vi racconta le ultime di casa Pd. I democratici si stanno preparando con grande agitazione al congresso di ottobre, e quindi alle primarie, le quali decreteranno il prossimo segretario nazionale. Dato lo stop al tesseramento nella giornata di ieri, possiamo già d’ora fare le prime stime sul nuovo popolo dei tesserati Pd, ma soprattutto sui quei nuovi equilibri che tanto ci appassioneranno nei prossimi mesi. In questo dettagliato servizio di Attilio Ievolella, scopriamo “new entry” e “new exit” della corsa alla segreteria nazionale, i favoriti del momento e gettiamo anche un primo sguardo alle future alleanze, che molto incideranno sull’elezione del segretario.

Nella foto, Dario Franceschini e Pierluigi Bersani

di Attilio IEVOLELLA

Alea iacta est. Praticamente da oggi comincia, in maniera ufficiale, il cammino del Partito Democratico verso il congresso (11 ottobre a Roma) e le ‘primarie’ (25 ottobre in tutt’Italia), verso il nuovo segretario nazionale. A sancire lo start è stata l’ufficialità della chiusura della ‘campagna iscrizioni’: nessuna proroga, nonostante la richiesta avanzata dal senatore Ignazio Marino, e stop, come previsto, nella giornata del 21 luglio.
Restano, ora, da fare i conti… e questo compito toccherà innanzitutto ai circoli sul territorio, prima di arrivare al conteggio finale, quello che dovrà essere ufficializzato dalla segreteria nazionale a Roma. Da questo punto di vista, bisognerà attendere qualche giorno, prima di avere dati definitivi, ma le prime indiscrezioni parlano di una ‘forchetta’ – utilizziamo, per una volta, un termine divenuto tanto caro alla politica – che oscilla tra le 600mila (più realisticamente) unità e le 700mila unità (più ottimisticamente). Sempre citando gli antichi, in medio stat virtus…
Sarà comunque un risultato inferiore alle attese – anche considerando la partecipazione alle ‘primarie’. Le ultime, in ordine di tempo, quelle che indicarono Walter Veltroni leader: oltre 3milioni e 300mila voti, all’epoca -, e il segnale, forse, che potrebbe essere necessario rivedere il radicamento del partito sul territorio, attraverso un più forte coinvolgimento e una richiesta di adesione più convinta. E anche su questo, inevitabilmente, si giocherà la corsa alla carica di segretario nazionale: partito ‘liquido’ o partito ‘solido’? Una volta avuti i dati relativi alle iscrizioni – che, in maniera ufficiosa, cominciano ad essere nelle mani dei vertici del Partito Democratico – gli aspiranti leader dovranno prendere posizione, in maniera netta, anche su questo tema.

A proposito di aspiranti leader, il quadro va aggiornato alla strettissima attualità. Con una new entry e con una new exit.
La new entry è quella di Renato Nicolini, architetto, drammaturgo e… politico, noto anche come inventore della cosiddetta ‘Estate Romana’ – manifestazione culturale che, dal lontano 1977, si svolge d’estate, ovviamente, nella Capitale -: ha ufficializzato, difatti, la sua intenzione a candidarsi alla segreteria nazionale del Partito Democratico. Con l’aggiunta di un attacco a una parte del partito, “Nel Pd la componente teodem rappresenta l’uno percento ed è pure un male perché la loro presenza impedisce al partito di parlare su questioni importantissime come il ‘caso Englaro’”, e un’osservazione fortemente critica nei confronti di Francesco Rutelli, “…io avrei fatto il sindaco molto meglio di come lo ha fatto Rutelli…”.
La new exit è, invece, quella di Beppe Grillo. Tessera rifiutata, da parte del circolo di Avellino, e quindi nessuna possibilità di presentare la propria candidatura per le ‘primarie’ del 25 ottobre. “Il Pd – meno elle ha annullato anche la mia iscrizione a Paternopoli. Non ho quindi la possibilità di candidarmi a segretario”, ha spiegato, dal proprio blog, il comico genovese.
Un bene o un male, la decisione di estromettere Grillo? Anche la partecipazione popolare alle primarie – aperte, come noto, anche ai semplici simpatizzanti, non iscritti – sarà una ‘cartina di tornasole’ per comprendere gli effetti di questa chiusura.

Restano in ballo, allora, Dario Franceschini – con presentazione già ufficializzata -, Pierluigi Bersani, Mario Adinolfi, Ignazio Marino e, come detto, Renato Nicolini.
Per tutti, i passi, obbligati, per arrivare alle primarie sono chiari: domani è necessario presentare i propri documenti politici e le 2mila firme, richieste dallo statuto, a sostegno della candidatura, 2mila firme raccolte tra gli iscritti di almeno cinque diverse regioni.
Da segnalare, a questo proposito, che domani pomeriggio, a Milano, alla Camera del Lavoro (corso di Porta Vittoria), Ignazio Marino presenterà il proprio programma per la segreteria. Dal titolo: “Vivi il Pd, cambia l’Italia”. Mentre sul web la sua candidatura pare riscuotere buoni consensi: il sito www.scelgomarino.info, nato da una settimana, ha raggiunto quota 5mila visitatori e 500 iscritti. Obiettivo, è stato spiegato dai creatori, è “cercare di applicare anche in Italia le lezioni arrivate da Barack Obama sulle possibilità dello strumento web in una campagna politica”.
Ad affiancare Marino, come noto, ci sarà anche Beppino Englaro, candidato alla guida della segreteria regionale del Pd Lombardia. E la notizia ha provocato, nuovamente, la reazione dei teodem: “Mi preoccupa una linea politica inquietante per il Partito Democratico, che è l’asse Marino-Englaro”, ha affermato Paola Binetti.

Parole, queste, che, lasciando da parte il riferimento al caso singolo, sono la conferma che da qui ad ottobre si giocherà una lunga battaglia di alleanze all’interno del Partito Democratico.
Per Piero Fassino – che, lo ricordiamo, è il coordinatore nazionale della mozione Franceschini – “il segretario del nuovo partito che nascerà con il congresso di ottobre dovrà rappresentare la volontà di tutte le componenti di andare oltre, di camminare unite per costruire una nuova realtà politica alternativa per il futuro”. Quanto ciò sia possibile è difficile dirlo… Anche perché ora, più che i confronti, cominciano a delinearsi gli apparentamenti.
Così, nelle ultime ore, i radicali paiono pronti a sostenere Franceschini – più che Marino -; i Cristiano-sociali hanno manifestato il loro appoggio a Bersani; Piero Marrazzo, presidente della Regione, ha ufficializzato il voto per Bersani; Goffredo Bettini ha definito la candidatura di Marino l’unica “novità”; Antonio Bassolino si è schierato per Bersani. E il quadro, con molta probabilità, dovrà essere aggiornato ancora… Con l’aggiunta di un’altra variabile: il tema dei futuri compagni di viaggio del Partito Democratico. La sinistra? L’Italia dei Valori? L’Unione di Centro? Anche questo elemento influirà, inevitabilmente, sull’appoggio ai candidati alla segreteria, sui favoriti, innanzitutto, ovvero Franceschini e Bersani.
Senza dimenticare l’ultimo fronte, assai interessante, quello delle segreterie regionali. Fondamentale anch’esso per alleanze e appoggi…

ATTILIO IEVOLELLA

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