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Diario Politico: Sul decreto anti-crisi Tremonti chiosa “il governo italiano ha operato in modo corretto e appropriato”.

luglio 21, 2009 di Redazione 

L’agenda politica di questa settimana si preannuncia gravida di importanti votazioni, di decisioni da prendere e discussioni da fare. Questo martedì riapre l’arena politica italiana all’insegna di importantissime risoluzioni; dal termine dell’esame del decreto anti-crisi all’approvazione del piano casa. Fini ritorna con nuove dichiarazioni sul ddl- intercettazioni, il cui iter, lo ricordiamo, è stato rinviato a settembre. Ed infine le sorti di casa Pd; dalla chiusura del tesseramento ad un nuovo candidato in corsa per la segreteria.

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Nella foto, il ministro Giulio Tremonti

di Ginevra BAFFIGO

Un’intensa settimana “minaccia” l’irenico passar delle ore in questa fine di luglio. In questo primo giorno di sedute parlamentari, si è concluso infine l’esame del decreto legge anti-crisi; il quale riesce così ad ottenere l’approvazione delle due commissioni, Bilancio e Finanza, della Camera. Ancora una volta di fronte ad un’ingente mole di lavoro viene preposta ‘l’urgenza’ alla cura ed al rispetto della discussione parlamentare, garante e garantita da fondamentali equilibri democratici. E’ stato infatti deciso dal governo di riunire le questioni più importanti, talvolta non ancora trattate nelle opportune sedi, in un unico pacchetto da votare con un solo voto. In questo sono state così incorporate proposte non di poco conto, quali ad esempio lo scudo fiscale, le nuove norme sulle pensioni, con l’introduzione delle ‘finestre mobili’ nonché il graduale innalzamento dell’età pensionabile per le donne del pubblico impiego, malgrado la Cgil avesse espresso un diverso avviso su quest’ultimo punto. Previsti inoltre gli sgravi fiscali per il rafforzamento patrimoniale delle aziende e la moratoria sui debiti delle piccole e medie imprese (i cosiddetti pmi), attraverso un’apposita convenzione con l’Abi. Le commissioni Bilancio e Finanze della Camera, nonostante il diverso avviso dei relatori e del sottosegretario all’Economia, Alberto Giorgetti, hanno approvato l’emendamento firmato dal Pd, il quale consente all’autorità per l’energia e il gas la verifica del prezzo del ‘gas release’. Una battaglia persa per la maggioranza, ma per quel che concerne la ‘guerra’ marciano con netto vantaggio. Le due commissioni della Camera hanno inoltre modificato l’art.1 del decreto, nel quale si trattava la regolarizzazione di badanti e colf. Ora nel testo vi è una specifica soglia di reddito che non potrà essere inferiore a 20 mila euro annui in caso di famiglia con un solo soggetto percettore di reddito e di 25 mila se il nucleo familiare è invece composto da più soggetti conviventi percettori di reddito. Questi margini saranno necessari per la regolarizzazione, riguardante solo le collaboratrici domestiche. Per le badanti altre regole; viene infatti puntualizzato nel pacchetto anti-crisi che la regolarizzazione potrà esser fatta anche da un membro della famiglia, non convivente con la persona e non autosufficiente, per la quale si rende necessaria l’assistenza della stessa. E’ stata infine accettata la richiesta dei presidenti di commissione di avere un giorno in più per riesaminare il testo. Domani perciò a Montecitorio si terrà la discussione generale di questo decreto, altrimenti detto ‘Tremonti-ter’, mentre è previsto per giovedì il voto di fiducia che il governo intende apporre al testo medesimo. Nel caso in cui la maggioranza non dovesse ottenere la fiducia si andrà avanti con le singole votazioni, emendamento per emendamento. Non è la prima volta in questi mesi che si riscontra una certa veemenza nel legiferare, che come di consueto, ha riscosso, anche in questo caso, polemiche e parziali aventinismi.

La reazione dell’opposizione: Il primo ad alzare i toni, come si poteva ben immaginare, è stato l’attuale segretario del Partito Democratico; il quale ha dichiarato dopo aver abbandonato l’aula :”Non possiamo non denunciare che il governo sta svuotando sostanzialmente il Parlamento senza dichiararlo”. “Ormai con i decreti legge – ha voluto aggiungere Dario Franceschini – abbiamo sempre lo stesso iter, con un decreto in bianco che esce dal Consiglio dei ministri, per poi essere scritto da non si sa chi nei giorni successivi; una volta giunto in Parlamento la discussione viene subito troncata da un maxi-emendamento su cui viene posta la fiducia”. Il Pd non ha lasciato i lavori alla maggioranza, e ne ha seguito l’esempio anche l’Udc. Rimasti per votare contro, invece sia l’Idv dipietrista che l’Mpa. Ma si prevedono ben altre reazioni per giovedì, giorno in cui come si annunciava prima verrà chiesta la fiducia, il Movimento per L’Autonomia potrebbe ribadire il no di oggi, mettendo così a rischio il buon esito di questo provvedimento a cui il governo tiene molto.

Il Piano Casa invece riesce a concludere felicemente il proprio iter legislativo, con la firma al decreto presidenziale, che ribadisce quel parere favorevole espresso dalla Conferenza unificata Stato-Regioni e dal Cipe. Il piano prevede interventi diversificati a seconda delle categorie interessate; incentivi e agevolazioni fiscali, disponibilità di finanziamenti da utilizzare con procedure celeri. Gli alloggi saranno destinati sia in proprietà quali prima casa, sia in locazione a canone sostenibile o a canone sociale. Come dichiarato da un ministro Matteoli piuttosto entusiasta “L’obiettivo è quello di realizzare centomila alloggi in cinque anni”. Il decreto ha infatti come principali destinatari i nuclei familiari a basso reddito, le coppie giovani, gli anziani in difficoltà, gli studenti fuori sede, gli immigrati regolari a basso reddito, purché siano residenti in Italia da almeno dieci anni o da cinque nella stessa regione.
L’intervento predispone una cifra iniziale 200 milioni di euro, ma che dovrebbe raggiungere la quota dei 550 milioni già nei prossimi mesi. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti si dice piuttosto soddisfatto, ma c’è chi avanza seri dubbi sul cemento e chi sarà a gestirlo, e quindi, in ultima istanza, coloro i quali saranno i reali beneficiari del decreto.

Fini sulle intercettazioni non vuole che far calare il silenzio, metaforicamente ovviamente. Oggi nel corso della cerimonia del Ventaglio a Montecitorio, ha infatti voluto ribadire il suo “personale auspicio” per il rientro dalla pausa estiva. La terza carica dello Stato infatti spera che si possa raggiungere un’intesa tra le forze politiche sul fronte delle intercettazioni, e sarà bene, secondo Fini, che la stessa possa sussistere anche nell’esame delle riforme costituzionali. Lo stesso ha infatti dichiarato a tal riguardo: ”Non ho cambiato opinione sulla necessita’ di non lasciare nulla di intentato perché si dia corso a interventi di carattere istituzionale non più procrastinabili nel tempo. Il fatto che si sia approvato il federalismo fiscale renderebbe incompatibile la titubanza della parti politiche nell’affrontare il nodo del bicameralismo perfetto”.

Il Pd guarda al congresso: Mentre nel centro destra si registra un primo lieve calo dei consensi (circa 4 punti percentuali rispetto a poche settimane fa), nel Pd si prepara una gran festa; è infine giunto l’ultimo giorno per rilasciare le tessere, e da domani avrà luogo il faticoso conteggio, ma soprattutto la convalida, circolo per circolo, delle tessere, che determineranno l’esatto numero degli aventi diritto di voto per la scelta del segretario nazionale. Al momento i sondaggi danno Bersani fortemente in vantaggio rispetto a Franceschini, che però, dalla sua, vanta una posizione migliore nei confronti di Marino. Il ‘nostro’ candidato alla segreteria Adinolfi, spesso non citato dalla stampa nazionale, si ferma in quarta posizione, ma potrebbe anche scendere ulteriormente. E’ infatti prevista per domani a Roma, nella sede trasteverina del Pd, l’ufficializzazione della corsa alla segreteria dell’ex assessore Renato Nicolini, che in seguito alla protesta contro i tagli ai Fus, ha sciolto ogni riserva: è pronto a candidarsi alla segreteria del Pd. I candidati non sembrano particolarmente preoccupati da questa corsa a 5, ma è ancora presto per dire che non vi saranno squilibri per questo. Oggi comunque in casa Pd si sono occupati di altro; è stata fissata per l’11 ottobre, a Roma, la Convenzione nazionale del Pd, che per i non addetti ai lavori corrisponde alla prima fase del congresso del partito democratico. Il Congresso nazionale aprirà il giorno prima, il 10 ottobre, mentre le primarie si terranno in tutta Italia il 25 ottobre. Lo ha deciso all’unanimità la direzione del partito che si è oggi riunita a Palazzo Marini anche per stabilire la mancata proroga al tesseramento, sebbene questa fosse stata chiesta a gran voce da Ignazio Marino e dal suo seguito. Dopo la festa di stasera si tornerà perciò al duro lavoro pre-congressuale, un lavoro che tutti sperano riesca a concludersi entro la vigilia di Ferragosto; non solo per quel che riguarda il conteggio delle tessere, ma anche, se non soprattutto, per l’elezione dei delegati. I tempi dovranno essere molto stretti se si vorrà dar inizio ai primi congressi di circolo gia’ a partire da settembre. Per giovedì, inoltre, i candidati alla segreteria nazionale dovranno consegnare i propri documenti politici, mentre per quelli che aspirano alle segreterie regionali vi sarà tempo fino al 31 luglio. Una vicenda fin troppo complicata quella che si muove nelle file del Pd, dato che oltre alle “correnti” a supporto degli ormai numerosi candidati, stanno prendendo forma anche nuove liste per supportare anche a livello regionale-territoriale i diversi candidati. Dopo la lista “semplicemente democratici” della Serracchiani a favore di Franceschini, vi indichiamo anche una nuova area, quella dei ”non schierati”, che sebbene sia ancora allo stato embrionale, sta già lavorando ad un documento comune, firmato da ex veltroniani ed ex fassiniani, ora coinvolti nel progetto di una lista autonoma a favore della candidatura di Bersani in alcune realtà regionali. L’iniziativa è stata promossa dalla senatrice Anna Finocchiaro, che ha portato con sé nell’impresa anche Andrea Orlando, Antonello Cabras, Piero Marrazzo ed il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, ma tra i firmatari di questo documento, potrebbero esserci pure, non troppo a sorpresa, il primo cittadino di Torino, Sergio Chiamparino, e quello di Bari, Michele Emiliano.

GINEVRA BAFFIGO

Commenti

One Response to “Diario Politico: Sul decreto anti-crisi Tremonti chiosa “il governo italiano ha operato in modo corretto e appropriato”.”

  1. LOREDANA on luglio 23rd, 2009 21.22

    ORMAI A CHE SERVONO I COMMENTI…………………………
    POVERE NOI DONNE………….
    MAI PIU’ VOTERO’ A DESTRA…………………………..

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