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***L’opinione delle grandi firme*** Cin cin, tra divieti e educazione alcolica di GAD LERNER

luglio 21, 2009 di Redazione 

Questa mattina apriamo con un intervento del noto giornalista, nonché conduttore della trasmissione “L’Infedele”, di cui siamo sempre felici ospitare opinioni e commenti. Quest’oggi Gad Lerner torna con lo sguardo su quella spinosa ordinanza del comune di Milano, di cui vi abbiamo scritto nei giorni passati, la quale vieta vendita e consumo di alcolici ai minori di 16 anni. Con il suo spigliato tono ironico, ed in questo caso autoironico, Lerner ci regala stamani un’interessante considerazione sui giovani e quel “loro” irrefrenabile gusto del proibito, sull’educazione ed il mero divieto. Buona lettura!

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Nella foto, Gad Lerner

di GAD LERNER

Quando era bambino, mio nonno mi faceva intingere il dito indice nel suo delizioso bicchiere di “arak”. Così mi toglievo la curiosità e svaniva il gusto del proibito che promanava da quell’aperitivo. Da adulto, ho dovuto rintuzzare gli sfottò dei figli durante le cerimonie di mescita, sguardo, annusamento e assaggio di una bottiglia pregiata. Naturalmente avevano ragione loro a ridere, e avevo ragione io a dare importanza al buon vino. Mai gli è stato negato un goccio d’alcol. Da adolescenti sapevano già distinguere un cancherone da un prodotto passabile. Continuano a sfottermi, ma sono persone in grado di gestire la relazione con l’alcol.

Se facessi di mestiere il barista, eviterei di vendere una birra a giovani minori di 16 anni, guardandolo in faccia e dicendogli: “Ragazzo, fila”. Dunque non ho niente da ridire contro il divieto emanato dal sindaco Moratti a Milano, nè contro il coro dei suoi imitatori che adorano mostrarsi d’un colpo autoritari, a colpi di decreto. Facciano pure. Purchè sia chiaro che serve a poco. L’educazione è più faticosa dei divieti, ma è anche più divertente e istruttiva per chi se ne faccia carico. Il bello è che funziona, a differenza di una carta bollata appesa dietro il bancone di un pub.

GAD LERNER

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