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INTERVISTA A OLEG CURCI: “Il mio sostegno a Dario Franceschini è una notizia vera che confermo”

luglio 20, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana, anticipando altre testate nazionali, vi propone oggi questa interessante intervista a Oleg Curci. L’esponente dei piombini, sorprendendo molti, ha deciso infatti di sostenere la squadra Franceschini-Serracchiani, e non quella di Marino-Civati, che ormai diviene a tutti gli effetti la tanto sperata “terza-via”. Ripercorrendo a tratti storia, valori e punti critici del Partito Democratico, sveliamo nuove carte della partita pre-congressuale. Buona lettura!

Nella foto Oleg Curci

di Ginevra BAFFIGO

Oleg Curci, esponente dei giovani democratici nonché Coordinatore del Circolo Operatori della Sanità
di Genova, secondo un’indiscrezione lei avrebbe deciso di sostenere la candidatura di Dario Franceschini, a dispetto di chi già faceva il suo nome nella squadra di Marino. Potrebbe darcene la conferma?

“Innanzitutto vorrei esplicitare che mi fa molto piacere essere annoverato nei giovani democratici pur avendo già 40 anni ma quelli della mia generazione sono rimasti schiacciati da una classe politica che, purtroppo, non ha fatto molti passi indietro per cui ora ci ritroviamo etichettati come giovani pur avendo alle spalle molti anni di lavoro e famiglie con figli (2 femmine….) Il mio sostegno a Dario Franceschini non è un indiscrezione ma una notizia vera che confermo. Le principali artefici di questa scelta sono Debora Serracchiani e Roberta Pinotti, due grandi donne che hanno orientato le mie scelte di quest’ultimo periodo”.

Cosa l’ha portata a fare questa scelta? che cosa non l’ha convinta in Marino? e che cosa, infine, rende Franceschini il miglior candidato alla segreteria nazionale del Pd?

“La mia scelta è stata molto ponderata e per certi versi molto sofferta; ciò è dovuto al legame di amicizia e stima che ho nei confronti soprattutto di Pippo Civati e di molti altri amici con cui ho condiviso l’avventura dei Piombini e del Lingotto. Non è stata una scelta semplice, soprattutto perché ritengo la squadra che si è andata formando intorno alla candidatura di Marino sia estremamente competente e politicamente indiscutibile, ma penso che si sia poi assestata su assetti più tradizionali dati da apporti esterni limitando quindi l’apporto propulsivo del Lingotto e ciò ha fatto scemare il mio entusiasmo; come ebbi a dire in tempi non sospetti all’Unità (19 giugno) penso che il candidato migliore potesse essere Civati sia per la capacità politica che per le idee che riesce a trasmettere oltreché alla grande capacità di fare squadra intorno a sé ma soprattutto per la trasparenza e l’onestà che lo contraddistingue, essendo tramontata in seguito questa ipotesi credo che per la segreteria nazionale del PD occorra adesso l’esperienza e la voglia di cambiamento che Franceschini ha saputo mettere in campo cercando forze fresche nelle file del partito e soprattutto valorizzando l’apporto di queste forze considerandole vitali per il rinnovamento”.

In che misura la sua scelta è stata condizionata dalla difficoltà, insita nelle norme statutarie, di scalare il Partito? Cosa ha impedito di fare quel “passo avanti” che tutti al Lingotto avevate auspicato?

“Le norme statutarie le conosciamo purtroppo bene tutti, sono un guazzabuglio costruito per rendere il partito poco aggredibili dall’esterno, i meccanismi poi rendono qualsiasi intenzione di cambiamento molto difficile a chi non è pratico rispetto alle dinamiche di partito. La mia scelta non è stata però condizionata da questo, ritengo però che sia uno dei nodi principali da affrontare a partire dal 26 ottobre, rendere il partito trasparente ed inclusivo, eliminare le dinamiche perverse che impediscono l’accessibilità (via il vincolo di residenza per il tesseramento), informatizzazione dei circoli e riforma dello statuto. Senza dimenticare la piena applicazione dell’articolo 28 con la consultazione degli iscritti per le scelte della linea politica e delle decisioni da prendere.
Ritengo che tutti noi abbiamo fatto un passo avanti, ritengo coraggiosa la scelta di Debora di appoggiare Franceschini, è ingeneroso nei suoi confronti accusarla di non aver avuto coraggio, credo che, indipendentemente dal candidato che si vada a sostenere, c’è un impegno importante da parte di chi vuole rendere veramente democratico il partito e non è una mera questione generazionale è un problema politico serio. Negli ultimi anni la politica del “passo indietro” è passata di moda, sta a noi farla tornare attuale. In un libro di Diego Novelli, “Come era bello il mio PCI”, si legge che qualche giorno dopo essere stato eletto sindaco Novelli ricevette la telefonata di Paletta che gli chiedeva di trovare chi potesse sostituirlo a fine mandato perché:”non penserai mica di fare il Sindaco per tutta la vita…” ecco il senso è questo..noi facciamo un passo avanti ma occorrono anche diversi passi indietro.

Lei sottolineava giustamente, sia nell’applaudito discorso al Lingotto, ma anche un anno fa in quella prima assemblea nazionale dei mille, il problema della comunicazione del Pd. Denunciava così l’utilizzo di due lingue diverse tra chi opera ai vertici e chi invece sta alla base del partito, nei circoli, fra la gente. Ritiene che questa sua istanza sia stata accolta? che vi sia il tentativo di ritrovare un linguaggio comune? e se così le è parso, in che misura questo sforzo si è esplicitato?

“Credo che ci sia ancora una certa distanza nella comunicazione, è evidente che la semplicità del discorso arriva molto prima e riscuote successo maggiore; è un discorso ancora aperto che non ha ancora trovato una soluzione, troppi parlano molto per non dire nulla ed è proprio ciò di cui non abbiamo più bisogno.
La gente non vuole più parole ma fatti e soprattutto non vuole più l’ipocrisia della politica; è un veleno che ammorba l’aria, basta dichiarazioni d’intenti, convergenze parallele, discorsi tesi ad individuare, largo consenso e fiducia costruttiva… la gente vuole chiarezza ed è nostro compito essere chiari, e soprattutto, ove possibile, risolutivi. Credo che il modo migliore per fare opposizione nel Paese sia essere buoni amministratori ove governiamo, se facciamo vivere alla gente un quotidiano tranquillo e funzionante forse le favole televisive della destra possono mollare la presa; purtroppo certe amministrazioni del PD però non brillano per efficienza…ma è anche vero che quelle che lo fanno passano quasi sempre completamente inosservate dai media”.

In una sua intervista rilasciata all’Unità lei dichiarava che gli unici a non volere Marino in corsa per la segreteria erano Franceschini e Bersani. Che cosa ha reso così temibile la candidatura di Marino?

“La candidatura di Marino è, nel suo complesso, qualcosa di estremamente straordinario sia per il consenso spontaneo che ha raccolto sia per l’atipicità del personaggio; credo che la sua presenza possa servire da sprone per migliorare il tono del dibattito congressuale e soprattutto possa essere incentivo positivo per aumentare la forza di coesione dentro al partito, non dimentichiamoci che il 26 ottobre ci ritroveremo tutti dentro al Partito Democratico, indipendentemente da chi sarà il segretario, l’obiettivo di tutti deve essere il Partito ed il futuro che vogliamo dare al Paese”.

Debora Serracchiani, altro importante esponente dei piombini, aveva chiesto nel suo celebre discorso ai vecchi leaders di “fare un passo indietro” eppure oggi, insieme a David Sassoli, sostiene la candidatura di Franceschini con una lista “semplicemente democratici”, deludendo così quei molti che la volevano in corsa per la segreteria. Molti di voi alla fine si sono uniti a quei vecchi volti del partito e c’è chi vi accusa di mancare per questo di coraggio, come rispondere a questi detrattori?

“La risposta è semplice, è implicita nello statuto stesso, credo che per riuscire a cambiare davvero dobbiamo entrare dove le decisioni vengono prese per imparare da chi le prende, ciò deve avere una duplice valenza cioè deve anche farci rendere conto degli errori che essi commettono per non commetterli noi stessi”.

Previsioni future: la Binetti ha dichiarato che se dovesse vincere Marino lei, ed ovviamente il suo seguito Teodem, lascerebbero il Pd. E’ curioso che solo nel caso di questa vittoria sarebbero pronti alla secessione, nella misura in cui lo stesso Franceschini ha ribadito nella sua piattaforma il primato della laicità dello Stato e la volontà di riportare nel dibattito politico il testamento biologico. Qual’è il reale discrimine fra queste due posizioni apparentemente così simili?

“Mi sembra che sia evidente che la posizione di Franceschini sulla laicità dello stato e sulla volontà reale di portare i temi etici e dei diritti al centro del dibattito derivino da una presa di coscienza del fatto che non può esistere un partito che si astiene su questi temi, come il PD ha fatto in passato. Occorre che il partito si esprima ed in maniera chiara rispettando, a mio giudizio , prima di tutto la libertà d’esercizio del diritto, di qualsiasi diritto; credo ad esempio che il dibattito sul testamento biologico sia assolutamente sterile e superato da ciò che viene stabilito dall’articolo 32 della costituzione, certo occorre la volontà di leggerlo e non di interpretarlo secondo la propria morale o convinzione religiosa ma finché non saremo una teocrazia credo che lo stato sia una cosa e la religione un’altra cosa ancora, anzi ritengo determinati integralismi assolutamente poco coerenti con i dettami religiosi che richiamano il rispetto del prossimo e la tolleranza.
Credo che determinate prese di posizione quasi ricattatorie non debbano più essere dibattute, la porta del partito deve essere aperta sia in entrata che in uscita senza se e senza ma, rispettando le decisioni che verranno prese senza opporre integralismi dannosi per tutti”.

Quest’estate, come dicevo prima, sarà preludio dell’intenso autunno che “minaccia” all’orizzonte. Guardando al futuro non si possono però non tirare le somme di questi mesi complicati ed intensi per il Pd. Qual’è la sua opinione sull’operato di Franceschini?

“Credo che Franceschini abbia preso le redini del PD in un momento estremamente delicato e pericoloso, ha avuto coraggio nell’abolire caminetti vari e forse non è stato ripagato a dovere dopo una campagna elettorale senza risparmio ma ritengo che nel complesso abbia fatto un discreto lavoro”.

Affaire Grillo: la provocazione del comico genovese ha ulteriormente agitato le acque del Pd, che con la sua richiesta della tessera del partito vi ha visti divisi fra grandi entusiasmi, sconcerto e talvolta irritazione. Al termine dell’Assemblea nazionale dei circoli del Pd del 21 marzo scorso la nona proposta riguardava proprio la Libertà di iscrizione, quali sono secondo lei le ragioni, se ce sono, per osteggiare, così come si è stato fatto, il tesseramento del comico?

“Non credo che ci debbano essere ragioni per non dare la tessera a Grillo, è un cittadino come tanti altri e se vuole e può contribuire al bene del PD è ben accetto, a patto che rispetti però le regole del Partito”.

La Commissione nazionale di Garanzia ha bocciato all’unanimità la richiesta di Beppe Grillo in quanto lo stesso ha “promosso e sostenuto liste apertamente ostili al nostro partito”. Ma dalle file del Pd c’è chi, come lo stesso candidato alla segreteria Adinolfi, richiama l’attenzione sul non così lontano ingresso di autorevoli esponenti dell’opposizione, come Marco Follini. Su che basi si può escludere Grillo quando i punti del suo programma non son diversi da quelli di Marino o Franceschini; dalla green economy, il no al nucleare al testamento biologico?

“Esistono all’interno del PD elementi che hanno “remato”contro al PD stesso, andando anche contro ai principi dello statuto, senza essere mai sanzionati ne redarguiti da nessuno, esistono anche figure istituzionali elette nelle fila del PD che non hanno nemmeno la tessera, abbiamo negato spesso l’autorizzazione a procedere o ad utilizzare intercettazioni che ci riguardavano, abbiamo avuto diversi problemi politici e morali per cui ritengo che non sia corretto negare a Grillo l’iscrizione solo perché le sue liste erano in contrapposizione a quelle del PD, d’altro canto abbiamo fra di noi ex sottosegretari di governi di centrodestra e alcuni di noi vogliono anche allearsi con chi ha guidato la camera dei deputati con gli stessi governi ed ha magari fra le sue fila indagati o condannati per mafia o altro…in confronto Grillo è un educanda”.

Ormai siamo entrati a pieno regime nella stagione “infuocata” del dibattito pre-congressuale. Le feste del Pd di tutta Italia vedono sfilare i tre candidati, sebbene ve ne sia anche un quattro, Adinolfi, che al momento sembra non riscuotere la stessa visibilità degli altri. Qual’è la tua diagnosi del confronto pre-congressuale?

“Credo che essendo tutti dentro allo stesso partito le differenze sostanziali non siano poi così marcate, ritengo che le grandi differenze siano però nella forma partito, in questo credo ci sia molta più assonanza fra Franceschini e Marino rispetto a Bersani che sembra voglia ricalcare un modello di partito abbastanza superato. Partiamo dal presupposto che il partito deve essere inclusivo ed aperto, in questo Franceschini è stato chiarissimo: le primarie sono fondamentali e vanno salvaguardate. Certo occorre trovare la forma migliore per poterle applicare ma come strumento devono essere imprescindibile”.

GINEVRA BAFFIGO

Commenti

7 Responses to “INTERVISTA A OLEG CURCI: “Il mio sostegno a Dario Franceschini è una notizia vera che confermo””

  1. ciwati on luglio 21st, 2009 11.31

    http://civat

    Se non c’è Civati Vado con Franceschini….

  2. Aureo Muzzi on luglio 21st, 2009 14.56

    Non solo Follini,, appena entrato e già promosso dirigente. Anche Alessandra Guerra, pasionaria ex leghista, ex presidente FVG, sfidante di Illy nel 2003, emarginata alle ultime politiche dalla Lega e quindi redenta sulla via del PD. vedi http://carademocrazia.splinder.com/post/20976975/La+guerra+nel+PD%21
    Insomma Grillo, rompiscatole fin che vuoi nonostante tratti temi di sinistra, fuori, ma la Guerra dentro. Grande soddisfazione della Lega FVG e del PdL che dichiarono di tirare un sospiro di solievo ” Ora è tutta vostra, tenetevela!”

  3. Fabio on luglio 22nd, 2009 01.54

    giovane democratico? ma ha 40 anni e piu?!!! i giovani democratici sono altro..

  4. Alessandro on luglio 22nd, 2009 11.11

    Alla fine non dice chiaramente perché ha scelto Franceschini al posto di Marino. Per fortuna che predica l’esigenza di maggiore chiarezza. Provo a leggere fra le righe: c’è da difendere il PD da una mozione come quella di Bersani che porterebbe indietro, Franceschini ha più probabilità di vincere quindi meglio accodarsi e cercare di orientare la linea successivamente, è più pragmatico … tanto a sostenerlo c’è tutto ed il contrario di tutto. Le primarie per Veltroni in cui tutti si accodano al probabile vincitore ed il giorno dopo tirano fuori i coltelli … in cui per decidere ci vorranno poi un sacco di discussioni, un sacco di trattative e soprattutto un sacco di tempo però fidatevi … in cui è in gioco la democrazia, la vita del PD, ecc. e quindi votateci una delega in bianco … non ci hanno insegnato niente! Francamente sono stanco di votare il menopeggio per arginare il buco nella diga con il dito aspettando tempi migliori in cui si possa discutere apertamente e decidere. Se non sarà il congresso l’occasione giusta non credo ce ne sarà un’altra.

  5. Andy on luglio 22nd, 2009 16.45

    Alessandro, sei troppo cervellotico. Secondo me, viste le lodi sperticate alla Serracchiani e visto il recente insedimanto a Bruxelles di quest’ultima, il cambiamento di Oleg Curci e’ archiviabile nella piu’ classiche delle pratiche politiche. Parlo del “salto della quaglia”, quella disciplina che si pratica quando si riceve in premio qualche cadreghino e strapuntino politico a 10.000euro al mese. In questo caso, probabilmente a Bruxelles.

  6. oleg curci on luglio 23rd, 2009 19.00

    tanto per fugare il campo da discorsi senza tempo…il mio strapuntino è sempre al Monoblocco X Piano Medicina Interna d’Urgenza come turnista a euro 1400/ mese…tanto per la precisione…

  7. infe on agosto 4th, 2009 18.44

    CARO OLEG PERCHE’ TI OSTINI A PENSARE CHE TUTTI QUELLI CHE HANNO AVUTO LA POSSIBILITA’ DI FREQUENTARTI E DI CONOSCERTI SIANO STUPIDI…… NON VI RENDETE CONTO CHE CON QUESTO VOSTRO (TUO E’ DI ALTRI ESPONENTI PSEUDO PD ALL’INTERNO DEL SAN MARTINO) MODO DI AGIRE AVETE FATTO PERDERE CENTINAIA DI CONSENSI AL PARTITO E TANTI NE FARETE PERDERE , MA IL NUOVO SIETE VOI??? SONO D’ACCORDO CON ALESSANDRO CHE EVIDENTEMENTE TI CONOSCE……. DOVE E’ FINITA LA TUA DICHIARAZIONE ALL’UNITA’ DI DUE GIORNI PRIMA DELLA TUA ADESIONE A FRANCESCHINI???? COME MAI QUESTA DECISIONE????? TI HANNO PROMESSO QUALCOSA A ROMA????? VISTO CHE SEI SPARITO DA GENOVA (E’ NON SEI IN SERVIZIO AL X MONOBLOCCO), SE IL PD CANDIDA PERSONAGGI COME PASERO ALLA SEGRETERIA REGIONALE (E’ APPOGGIATO DA TE) VERAMENTE QUESTO PARTITO PURTROPPO ANDRA’ A PERDERE SICURAMENTE ANCHE LE PROSSIME REGIONALI

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