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ANCORA SCONTRI ED ARRESTI A TEHERAN

luglio 19, 2009 di Redazione 

E’ passato poco più di un mese dalla rielezione di Mahmoud Ahmadinejad, ma le manifestazioni di studenti e sostenitori dell’esponente riformista non intendono rinunciare alla protesta. In piazza a Teheran migliaia di sostenitori di Mir Hussein Moussavi si sono nuovamente trovati coinvolti in un ‘faccia a faccia’ con la polizia. Nel corso di una manifestazione davanti all’università gli studenti che ascoltavano il sermone del venerdì dell’Ayatollah Hashemi Rafsanjani, ancora una volta sono stati bersaglio di lacrimogeni, manganelli ed infine di altri arresti. Ce ne parla, come sempre, la nostra Désirée Rosadi.

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di Désirée ROSADI

A più di un mese dalle elezioni, l’Iran ricade nuovamente nella morsa degli scontri tra sostenitori riformisti e uomini del regime. Questa volta, a scatenare le violenze è stato il sermone dell’ayatollah Ali Akbar Hashemi Rafsanjani, pronunciato durante la preghiera di venerdì. L’ex presidente riformatore iraniano, in carica dal 1989 al 1997, è stato accusato da Ahmadinejad e dalla Guida Suprema Khamenei, di aver fomentato le manifestazioni di piazza post elettorali. Il suo discorso, atteso e seguito con attenzione da numerosi iraniani, per le strade della capitale nell’ora della preghiera: “Dobbiamo aprire le porte al dialogo” ha tuonato Rafsanjani, il quale ha invitato le autorità a chiarire i dubbi sulle elezioni e a cessare la censura mediatica, grave violazione del diritto di informazione degli iraniani e della libertà di espressione. Uno dei tasti più duri, toccato da Rafsanjani, riguarda il ruolo del Consiglio dei Guardiani: invece di rispondere alle richieste di verità sullo svolgimento e l’esito elettorale, l’organo costituzionale avrebbe esitato e taciuto.
Parole così nette e decise non potevano che scatenare l’intervento delle forze dell’ordine, infatti, nel giro di poche ore sono ripresi gli scontri e le persone tradotte in carcere ad oggi sarebbero un centinaio. Persino durante la diffusione della predica dell’ayatollah, i poliziotti avrebbero tentato di disperdere la folla con il lancio di lacrimogeni, così come è stato fatto nei giorni scorsi. Gran parte delle notizie giungono dai blogger, è quindi difficile definire con chiarezza la situazione che si sta vivendo in queste ore nella capitale. Molte testimonianze riguardano la zona intorno all’Università, in particolare gli ostelli dove alloggiano gli studenti, i primi ad essere colpiti dalla repressione governativa in questo mese di lotta.
Dopo i lacrimogeni e gli arresti, sono arrivate anche le critiche dei conservatori per mezzo stampa. Le critiche espresse da Rafsanjani sarebbero troppo dure e in questo modo sosterrebbe i manifestanti “fuorilegge”, così come riportato in uno dei giornali “irreggimentati”. L’affondo di Rafsanjani è chiaramente diretto a Khamenei, insomma una vera e proprio sfida tra titani, che non poteva non scatenare il risentimento degli integralisti. Come finirà la sfida? Di certo, saranno ancora tanti gli iraniani che finiranno nelle segrete di Teheran e dei quali non sapremo nulla.

Désirée ROSADI

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