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Ritratto del personaggio della settimana. Il bello della Carfagna

luglio 17, 2009 di Redazione 

E’ il giorno del grande affresco del nostro vicedirettore. Il personaggio di questa settimana è il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna. Raccontata con ironia ed al contempo con estrema lucidità, tesa a carpire degli aspetti mai banali, la ministra più bella del mondo ci viene presentata sin dagli esordi televisivi fino all’ultima tentazione: scrivere un libro autobiografico su questo primo anno di governo. Come sempre ad accompagnare il pezzo, la straordinaria illustrazione del “nostro” Pep Marchegiani. Buona lettura!-

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Nella foto, Mara Carfagna

di Luca LENA

Molto del percorso professionale dell’attuale Ministro per le Pari Opportunità ruota attorno al fascino, all’appariscenza che l’epoca moderna insegue secondo sentori comuni, e che sempre più spesso riduce in pregiudizi che escludono qualsiasi altra virtù. Ed il carattere tenace che la bella campana mostra di possedere si scontra con le resistenze spregiudicate e le etichettature lampo che ostentano razionalità e apertura mentale, ma che in fondo non riescono a liberarsi di fisime e tabù anacronistici. E’ strano pensare che proprio la Carfagna, prima dei trent’anni, aveva rappresentato una buona fetta dello show-business nostrano: da Mengacci a Magalli, fino all’irrinunciabile calendario sexy. Sembrava aver intrapreso una strada convincente sulla scivolosa passerella televisiva. Poi, improvvisamente, un’inversione di rotta, la conversione. La tv d’un tratto sembrava insoddisfacente e l’interesse per la Giurisprudenza cozzava con lo stereotipo della valletta classica che insegue ruoli spesso affinati al mutismo ammiccante. C’è da scommettere che la stessa Carfagna si sia sentita un pesce fuor d’acqua per un certo periodo di tempo. In breve gli impegni accademici iniziarono a prendere il sopravvento su quelli mediatici e prima ancora che qualcuno ricordasse quel volto scomparso dalle domeniche mattina italiane, ecco l’annuncio della candidatura politica. D’improvviso la vera natura femminile, quella che fatica a riflettere dallo schermo, comincia ad uscire fuori: dalle ansimanti e concentrate spicciolate di parole nelle trasmissioni televisive, ad una nuova e più sciolta favella, ornata di tecnicismi camusi e mascellari, come se un nuovo personaggio fosse uscito da quello precedente. E la mutazione non risparmia la forma estetica, con il corpo ad ambientarsi alle atmosfere seriose del parlamento: dai sorrisini preconfezionati da palinsesto, all’aria criptica e concentrata nelle interviste coi giornalisti; c’è chi direbbe che la recitazione non muti in fin dei conti, ma solo il ruolo da interpretare. E dunque ogni evento segue il proprio corso: i vestiti si adeguano al nuovo stile e perfino il tono di voce, un tempo godereccio, squillante e rapido, d’improvviso ingrossa in note più basse, intramezzate da brevi pause riflessive.
Nel 2006 ottiene il seggio in parlamento e comincia a fare esperienza, anche se i borbottii non mancano: in molti storcono il naso per quella giovane che fino a pochi mesi prima sembrava non avere interesse a fare politica. Nel 2007 ci mette del suo con qualche improvvida dichiarazione contro le coppie omosessuali accusate di essere “costituzionalmente sterili” e, dunque, incompatibili con la definizione di famiglia che presuppone la procreazione. Ma a parte qualche silenzio assordante dell’ala clericale del centro-sinistra e l’indignazione di Vladimir Luxuria ancora lontana dall’”Isola dei famosi”, l’inserimento nei meccanismi parlamentari sembra ben protetto dalla chioccia berlusconiana. Ma è nel 2008 che venendo eletta alla Camera per la seconda volta, ottiene l’attuale Ministero del governo Berlusconi, garantendosi un incarico di notevole importanza con appena due anni di esperienza professionale. Le critiche non mancano di nuovo, ma chi sceglie di alzare i toni finisce per tirarsi la zappa sui piedi, mentre chi propende per un silenzio assennato da destinare al giudizio della collettività, confida inutilmente in una svalorizzazione fisiologica del partito di Berlusconi.
Le cose sembrano scivolare via se non fosse che, ancora la bellezza, quel mantello ineludibile ormai impressole sulla pelle, torna a farsi sentire: l’improvviso mascheramento professionale non le impedisce di ottenere lo scettro di “Ministra più bella del mondo” dai tedeschi del “Bild”, attirando su di sé un’attenzione non troppo gradita. Così vengono a galla altri episodi: dal “Se non fossi già occupato la sposerei” rivoltole da Berlusconi, scatenando le ire ancora spuntate della moglie Veronica, alla battuta sullo “ius primae noctis” accennato scherzosamente sempre dal Cavaliere, lasciando imbarazzata la stessa Carfagna, come temesse davvero un rischio di quel tipo. Ed è in questo clima che improvvisamente saltano fuori delle dichiarazioni, pubblicate anzitutto da “Repubblica”, riguardanti alcune telefonate a proposito di un presunto rapporto sessuale tra la Ministra e Berlusconi. Accuse ribadite in piazza dalla comica Sabina Guzzanti, immediatamente querelata dalla diretta interessata.
I fantasmi compromettenti e nocivi non permettono di sciogliere la matassa problematica di una donna che, pur saltando alcuni gradini nella scala meritocratica, rimane imbrigliata in una diffidenza che appanna eccessivamente i meriti e la buona volontà del proprio lavoro. Non sono bastati infatti i provvedimenti inerenti il reato di stalking, ovvero l’introduzione della legge in riferimento ad “atti persecutori”, che effettivamente vanno a colmare una lacuna nel codice modernizzandolo a dovere. Ed è passato in sordina perfino l’annuncio della Ministra di voler portare avanti la legge contro la prostituzione, da molti considerata una sorta di patata bollente per il governo, in relazione ai festini lascivi organizzati a Palazzo Grazioli e dintorni.
Ma la Ministra Carfagna rappresenta la volontà di portare avanti una politica anzitutto vicina alle donne, compatibile con le linee di fondo del PDL e sostenuta da una dose di autorevolezza che sembra mirare più ad un accrescimento del proprio valore professionale verso gli altri, prima ancora che per se stessa. E con questa chiave di lettura possono essere interpretati i tentennamenti ad accettare partecipazioni in programmi televisivi; il mondo che un tempo le era familiare oggi sembra divenuta una casa degli specchi, nella quale le è difficile gestire la propria figura professionale, senza dimenticare l’alone di pregiudizio negli occhi altrui.
E intanto, per evitare di rimuginare sulle inquietudini formali del ruolo parlamentare, la Ministra ha già presentato il nuovo libro, il secondo all’attivo. Si tratta di “Mara Carfagna – Un anno di governo” dove ha deciso di raccontare e raccontarsi con un piglio a tratti poco irrigidito, alternando dati prettamente professionali a confessioni estremamente private, come il desiderio futuro di fare un figlio. Ed è forse nella scrittura che la Carfagna trova il modo di liberarsi delle pressioni, la capacità di esprimere ciò che di buono potrà regalare al paese, lontano dalle cattiverie, dalle malizie, dai dispetti mediatici che le si ritorcono contro per quel passato dissonante rispetto al mondo che frequenta attualmente. Eppure, perfino la magia del libro sembra non riuscire a confondere le acque: nell’ultima parte dell’opera compare un book fotografico che ritrae l’autrice in compagnia di vari politici ed esponenti pubblici, tra cui anche il Papa. C’è chi bofonchia e si trattiene: gira e rigira un altro calendario.

LUCA LENA

Commenti

5 Responses to “Ritratto del personaggio della settimana. Il bello della Carfagna”

  1. Luca Lena on luglio 19th, 2009 12.16

    In realtà, leggendo tra le righe dell’articolo, si può trovare un’interpretazione piuttosto negativa per quel che concerne l’inserimento professionale della Ministra. In questo caso, l’approccio a tratti ironico non è solo un modo per alleggerire la scrittura ma anche il pretesto per identificare una condizione politica che, come giustamente ricorda lei, è ben poco edificante. Inoltre faccio riferimento diretto all’elusione della scala meritocratica, che porta all’annientamento della selezione qualitativa di una dirigenza che dovrebbe governare il paese. Non mi sembra dunque di aver usato un tono edulcorato nei confronti della Carfagna. Ma questo, a mio modesto parere, non dovrebbe giustificare un accanimento pregiudiziale nei confronti di qualsiasi individuo che si trovi a sfruttare un’occasione probabilmente immeritata. Piuttosto le critiche dovrebbero rivolgersi a chi abbia offerto una possibilità che, qualsiasi sia stata la contropartita, difficilmente poteva essere rifiutata. Non tento ovviamente di giustificare competenze che esulano dalla politica (e qui mi riferisco al presunto scandalo sessuale), dico solo che dal momento in cui la meritocrazia finisce in cenere, e non per colpa di chi usufruisce di una raccomandazione, ciò che un osservatore esterno può fare è valutare il mero operato dal punto di vista professionale, oppure additare il responsabile principale di aver offerto un ruolo senza la sufficiente verifica professionale del prescelto.

    Luca Lena

  2. Costanza Alpina on luglio 22nd, 2009 15.24

    Gentile vicedirettore,
    grazie delle sue righe e delle sue precisazioni. Ho naturalmente colto le note negative relative alla Ministra in questione e anche l’ironia. Con la stessa ironia ho scritto il mio libro sul tema. Se avessi letto nel suo intervento un tono edulcorato, o anche solo faziosamente sbilanciato in qualsiasi direzione del giudizio (Mara Carfagna: tutto bene o tutto male), non avrei perso il mio tempo a scriverle. Condivido quanto lei dice, ma penso che non sia abbastanza. Anch’io critico l’accanimento contro un singolo quando è l’intero sistema che fa acqua. Ma la Carfagna è parte integrante, simbolo e prodotto di quel sistema. Certo, è solo una pedina, una vittima, una preda, chiamiamola come vogliamo, e gli ultimi eventi ci hanno dimostrato che non è la sola, forse non è nemmeno la peggiore. Però ritengo ingiusto giustificare lei, o altri consimili episodi di “immeritocrazia”, solo in nome del “resto” che non va. Dalle sue dichiarazioni e comportamenti la ex soubrette appare essere una delle migliori allieve del suo maestro e questo dimostra che il caso non è eccezionale, bensì rischia di diventare mentalità corrente e tranquillamente accettata, più ancora di quanto già non sia. Valutiamo pure la Carfagna, e le altre come lei, in base a ciò che fa per il Paese, ma non dimentichiamo che qualsiasi buon operato non basta a cancellare l’offesa al senso di giustizia e trasparenza a cui la sua nomina rimane collegata. Non accaniamoci contro nessuno, ma non smettiamo di scandalizzarci e provare vergogna.
    Costanza Alpina

  3. Luca Lena on luglio 23rd, 2009 11.44

    Credo che tra la mia e la sua posizione non vi sia molta differenza. Sono completamente d’accordo con lei per ciò che concerne la valutazione di un sistema politico malato, nonché alla stigmatizzazione di qualsiasi immunizzazione verso chi ne venga a fare parte. Per fare un esempio un po’ forzato: non è mia intenzione giustificare la delinquenza di un ladro poiché una consuetudine acquisita naturalmente depenalizzi il furto. Ma lei deve capire che nell’articolo si andava ad analizzare il personaggio in questione e, dunque, lo spazio per approfondire ed allargare il contesto descrittivo era poco. Ho preferito soffermarmi sull’interpretazione personale della Ministra Carfagna, accennando marginalmente alle implicazioni morali ed etiche che ne definiscono il contorno professionale. Ma non mi sembra di averne “giustificato” il ruolo. Ribadisco solo l’obbligo di oltrepassare l’etichetta pregiudizievole riguardo una deviazione virale, quando si è impossibilitati a sanare il morbo principale. L’offesa al senso di giustizia di cui parla lei riguarda l’ingranaggio centrale della politica, ed è lì che dovremmo concentrare attivamente e concretamente le critiche più aspre. La ringrazio per l’attenzione rivolta all’articolo.

    Luca Lena

  4. Costanza Alpina on luglio 23rd, 2009 17.03

    Caro vicedirettore,
    non creda che non capisca l’esigenza di misurare le parole e i concetti con lo spazio editoriale a disposizione. È un problema non nuovo.
    Ma le mie non erano critiche, solo considerazioni e specificazioni sollecitate dal suo equilibrato intervento e che mi parevano importanti, visto che sul tema che lei ha toccato si tende in genere a minimizzare o a esagerare, senza in nessuno dei casi cogliere i punti essenziali della vicenda. Penso che l’atto di esplicitare qualcosa in pubblico è automaticamente un atto di apertura allo scambio e al confronto. E credo che il confronto aperto e diretto sia non solo una delle conquiste della democrazia ma anche l’unico modo per arricchirsi a vicenda e dare un contributo, per quanto piccolo, alla coscienza civile collettiva.
    Grazie quindi di aver sollecitato e alimentato il dialogo. Buon lavoro.
    Costanza Alpina

  5. Vadim on luglio 26th, 2009 17.01

    Per quelli che hanno poco tempo ecco la sintesi del ritratto (come l’ho percepito io – IMHO):

    Dilemma: cariera in TV grazie all’aspetto esteriore, o carriera in politica grazie all’aspetto ….? “C’è da scommettere che la stessa Carfagna si sia sentita un pesce fuor d’acqua per un certo periodo di tempo.”

    CV del duro lavoro nel parlamento:
    -“Nel 2006 ottiene il seggio in parlamento e comincia a fare esperienza”
    -“Nel 2007” … “dichiarazione contro le coppie omosessuali “
    -“Nel 2008 che venendo eletta alla Camera per la seconda volta, ottiene l’attuale Ministero del governo Berlusconi”.

    “I meriti e la buona volontà del proprio lavoro” (ricordo che e’ il ministro per le Pari Opportunità):
    -“i provvedimenti inerenti il reato di stalking, ovvero l’introduzione della legge in riferimento ad “atti persecutori”, che effettivamente vanno a colmare una lacuna nel codice modernizzandolo a dovere. “
    -“l’annuncio della Ministra di voler portare avanti la legge contro la prostituzione”

    Il dualismo personale:
    -“accrescimento del proprio valore professionale verso gli altri”…”con i tentennamenti ad accettare partecipazioni in programmi televisivi.”
    -“la Ministra ha già presentato il nuovo libro, il secondo all’attivo. Si tratta di “Mara Carfagna – Un anno di governo.”

    La perla di Luca: “… la vera natura femminile … : ..una nuova e più sciolta favella, ornata di tecnicismi camusi e mascellari.”

    Ciao

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