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***Il candidato*** NON SI ESCLUDE UN CITTADINO CHE CHIEDE LA TESSERA di MARIO ADINOLFI*

luglio 17, 2009 di Redazione 

Prosegue il dibattito in casa Pd sull’affaire Grillo. Oggi il Politico.it vi propone il contributo del candidato alla corsa per la segreteria Mario Adinolfi, membro della direzione nazionale del Pd, che in queste righe fa echeggiare “la voce fuori dal coro” dei democratici, contestando la decisione della commissione di garanzia del partito di negare l’iscrizione al suo “collega” blogger. Sentiamo.

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Nella foto, Mario Adinolfi

di MARIO ADINOLFI*

Grillo è stato inurbano, ma la decisione di negare la tessera a Beppe Grillo è sbagliata. Non si può escludere dalle iscrizioni un cittadino che chiede la tessera se non in base a criteri statutari rigidi. La motivazione per cui si nega a Grillo la tessera perché ha presentato delle liste civiche mi fa sorridere. Autorevolissimi esponenti come Marco Follini facevano i vicepresidenti del Consiglio di Berlusconi e non abbiamo avuto difficoltà ad accoglierli nei massimil livelli della dirigenza da un giorno all’altro, come è giusto davanti a qualsiasi richiesta di ‘asilo’. Mi preoccupano le reazioni di Bersani a Grillo, hanno il sapore sempre più del ‘partito-chiesa’ di un tempo che speravo superato. Se avessimo accolto Grillo, se gli avessimo dato il benvenuto tra noi e gli avessimo permesso la candidatura, l’avremmo depotenziato e avremmo spiegato davvero agli italiani cosa vuole essere il Pd: una casa accogliente per tutti, non una ridotta per salvaguardare gli apparati della nomenklatura. Mi dispiace, è un errore grave. Mi chiedo come si sarebbe comportato Aldo Moro davanti ad un caso come quello della richiesta di Grillo. E so facilmente darmi la risposta. Ma non sono quei tempi, non sono quei dirigenti, sicuri di sé, della propria forza, delle proprie scelte. Il paradosso è che in qualsiasi partito normale la richiesta di un comico avrebbe preoccupato gli outsider, quelli come me, destinati a essere oscurati da un outsider più forte di loro. Nel Pd invece preoccupa i candidati potenzialmente più forti. Evidentemente hanno i piedi d’argilla.

MARIO ADINOLFI*

*candidato alla segreteria del Partito Democratico

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