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***Il grande sondaggista***Il SUD, TRA MOVIMENTO E PARTITO QUELLO CHE CONTA SONO LE IDEE di LUIGI CRESPI

luglio 14, 2009 di Redazione 

Il Politico.it vi propone oggi un’interessante riflessione di Luigi Crespi sulla posizione presa da Gianfranco Miccichè, che in questi giorni ha portato illustri esponenti della politica italiana ad interrogarsi sul nostro Sud. L’aria di maretta nel PdL rende visibili le correnti interne al compattissimo partito di governo, ma soprattutto riporta l’attenzione sulla centralità della questione meridionale, alla quale, in modo trasversale ai partiti, sono tutti chiamati a rispondere. Sentiamo.

Nella foto, Luigi Crespi

di LUIGI CRESPI

“Il Partito del Sud sono io” nel muro che si eretto dinnanzi alla creatura di Miccichè questa è la frase ripetuta in modo ossessivo, l’ha gridata l’Udc di Cuffaro, l’hanno sottolineata Cicchitto, Alfano e tutti i massimi esponenti del PdL, ma anche il Pd si è unito al coro con Emiliano da Bari. Naturalmente non è mancato Lombardo che domenica ha anche cambiato il nome del suo partito: MPA per il Sud. Quello che ci vogliono dire è che non esiste un problema di rappresentanza politica al sud e che le classi dirigenti sono organizzate e strutturate adeguatamente per dare una prospettiva moderna e di speranza per tutto il Sud, a conferma di questo Lombardo ha reclutato sia Bassolino che Loiero perché non può “rimanere impiccato all’alleanza con Berlusconi”.

E’ evidente che questi signori mentono sapendo di mentire, il risultato della loro azione politica e di governo non ha dato esito alcuno, e Lombardo ogni qual volta ha cercato di uscire dalla Sicilia ha preso batoste da cui non riesce a trarne nessuna lezione e se Miccichè dovesse perdere la pazienza il suo destino politico sarebbe segnato.

Le classi dirigenti del sud sia di destra, sia de sinistra fondano il loro potere sul bisogno della gente, su uno stato di necessità che favorisce le clientele.

Produrre un’ iniziativa politica tesa a trasformare il “bisogno in speranza”, basata sulla trasparenza rappresenta una vera rivoluzione che non può passare attraverso le vecchie nomenclature che hanno costretto il sud in una morsa umiliante.
Ecco perché non si deve avere fretta “il partito del sud” di Miccichè non è un operazione di marketing politico. E non può servire per dare asilo o una faccia nuova ai responsabili dei mali del Sud, il partito di Miccichè è prima di tutto un’istanza morale e deve partire dal basso.

Ecco cosa intende Marcello dell’Utri nella sua intervista a La Stampa quando parla di movimento e non di partito, Miccichè non ha mai pensato di rompere né con Berlusconi né con il PdL è uno di quelli che le battaglie le combatte dall’interno (pensate è una cosa che ha capito anche Grillo).

La questione centrale è la rappresentanza del sud, ma prima di affrontare la questione di chi lo rappresenta deve emergere per cosa, per quali obbiettivi di trasformazione e radicale cambiamento deve nascere, limitarsi a strutturare un partito significa tornare alla guerra di nomi e di potere, cosa che il sud ha generato in abbondanza senza esito alcuno.

Si tratta di dare una possibilità diversa e di costruirla con la gente, escludere che nei prossimi anni questo lavoro specifico possa diventare un partito, oltre che un movimento politico mi parrebbe un’ipocrisia, ci sono troppi partiti senza idee e troppe idee di partiti e intanto tutto resta fermo e piano piano scivola in un declino che pare inarrestabile

E’ Dell’Ultri che traccia la distanza tra Miccichè e le sue idee e Lombardo e la sua gestione: Lombardo ha costruito un partito intorno a sé per gestire il potere, Miccichè crea le condizioni per determinare un cambiamento, le due cose sono molto diverse anche se non incompatibili.

Quindi dare forma alle istanze di sviluppo e cambiamento del sud è un obbiettivo vitale per tutto il Paese, un appuntamento che non possiamo mancare, ora quale sarà la forma che questo movimento assumerà per potere contare di più non è una priorità.

Ora la priorità è un patto di lealtà con la gente che non può essere tradita ancora.

LUIGI CRESPI

Commenti

One Response to “***Il grande sondaggista***Il SUD, TRA MOVIMENTO E PARTITO QUELLO CHE CONTA SONO LE IDEE di LUIGI CRESPI

  1. gildo on luglio 24th, 2009 10.08

    Il movimento che in questi ultimi tempi agita le acque stagnanti della politica italiana non, è riconducibile al solo lombardo ma vede vari e diversi movimenti che sembrano aver preso coscienza (finalmente) della necessità di cambiare qualcosa o almeno di provarci

    La fantomatica “ristrutturazione integrale avviata con il crollo dei partiti della prima repubblica” forse avviene al nord ma lascia come al solito il sud a se stesso anzi vediamo Tremonti che sta bloccando ancora una volta i fondi per le aree sotto-utilizzate si chiede che siano spesi bene ma al Nord, dove già sono stati erogati, non si chiede nulla prendiamo il Mose, il cantiere è partito, poi si è bloccato il lavoro fatto finora è stato praticamente inutile e va buttato e di questo nessuno dice niente compresi gli onorevoli e senatori eletti al sud visto che il nord è stato il protagonista della storia politica italiana dalla sua unità ad oggi tutti i grossi partiti e movimenti sono nati al nord e molto spesso a Milano e dal nord stesso buttati giù ( i Savoia, Mussolini, De Gasperi Craxi Berlusconi ) e noi i nostri esiti balcanici li abbiamo gia avuti anche se non lo si vuole ammettere basti pensare a quando,i partigiani borbonici e i contadini meridionali che si opponevano ai Savoia furono chiamati Briganti e i rivoltosi di Palermo che nel 1866 si opposero alle inique Leggi piemontesi furono definiti mafiosi. La politica di repressione adottata nei confronti del sud fu durissima. Per debellare il fenomeno furono impiegati 120.000 soldati (pari alla metà dell’esercito italiano) comandati dal generale Cialdini. Si scatenò una vera e propria guerra che portò ad un numero molto elevato di morti in particolare fra i briganti e i contadini che li appoggiavano. E’ stata creata dunque una leggenda nera sull’arretratezza economica del Regno delle due Sicilie . Restano a chiarire le motivazioni che hanno indotto gli ambienti accademici del Regno d’Italia prima, del periodo fascista e della Repubblica poi, a mantenere fin quasi ai giorni nostri, una versione dei fatti così lontana dalla verità, tacendo, soprattutto, la circostanza che le popolazioni del sud, salvo una minoranza di latifondisti ed intellettuali, non avevano nessuna voglia di essere “liberate” e anzi reagirono violentemente contro coloro i quali, a ragione, erano considerati invasori. D’Azeglio enunciò nel secolo scorso “Abbiamo fatto l’Italia, adesso bisogna fare gli Italiani . La tentazione del separatismo non nasce certo oggi ma è sempre stata messa a tacere per perseguire gli interessi dei politici che attingevano al serbatoio di voti del sud e dei grossi industriali del nord che hanno depredato il sud anche con la cassa del mezzogiorno quanti industriali di varia grandezza hanno sin dagli anni 50 sfruttato il sud facendo finta di investire per fare aziende nel sud ma venivano qui solo per prendere i soldi e scappare abbiamo visto centinai di aziende di piccole, medie e gradi dimensioni aprire stabilimenti, spesso con macchinari vecchi e riverniciati prendere i soldi della cassa del mezzogiorno e poi dalle varie surroghe della stessa e poi puntualmente questi fantomatici imprenditori sparivano insieme ai soldi e alle aziende e ai posti di lavoro – in un sud senza infrastrutture ne servizi ne sviluppo ne salvaguardia dell’agricoltura si aiutano i produttori del latte del nord ma nessuno parla dell’ olivicoltura meridionale e dei regolamenti c.e.e. fatti solo per penalizzare l’unica vera ricchezza del sud L’AGRICOLTURA – ma ci fanno il ponte per arrivarci come e con che ???? e una volta attraversato per andare dove e come ????? criminalità organizzata o certo al sud c’è ma guarda caso si serve del nord per investire e ripulire i suoi capitali e l’ innovazione della classe politica la dovremmo fare come con le liste bloccate e decise a tavolino con tanto di manuale cancelli ad arcore????

    Scarsa qualità del capitale umano!!!!! Sono secoli che il capitale umano meridionale serve al nord per potersi sviluppare e che arricchisce le altre nazioni – gli istituti bancari sono solo ed esclusivamente del centro nord operano al sud facendo raccolta e investendo al nord il costo del danaro per aiutare gli imprenditori è superiore di quello del nord – Ma questo sono anni o forse secoli che viene detto il SUD ha bisogno di un partito che rappresenti finalmente i suoi veri interessi nessuno mette in discussione l’unità dello stato, in un periodo dove il progresso passa attraverso enti politico-economici sopranazionali come la Comunità Europea, è certamente un valore da salvaguardare, ma al meridione è dovuta una politica ed una attenzione particolari, una politica legata ai suoi effettivi interessi, che valorizzi le sue enormi risorse e assecondi le sue vocazioni, a parziale indennizzo dei disastri e delle ingiustizie che l’unità vi ha apportato. Il Sud non ha certo bisogno di essere rappresentato dalla nuova politica rappresentata dall’ex socialista Cicchetto, l’ex comunista Bondi, l’ex democristiano Mastella l’ex missino Gasparri o dall’ex cantante “donato” Bossi

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