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Diario politico. Napolitano: ‘Un clima più civile’. Grillo si candida alla segreteria Pd

luglio 12, 2009 di Redazione 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Carmine Finelli. Il presidente della Repubblica invita maggioranza e opposizione ad avere ”più misura”, con un “contributo da ambo le parti”. Vi diamo conto delle sue dichiarazioni. Il comico genovese propone la sua provocazione, che giura essere un intendimento serio, e lancia la sua candidatura alla guida dei Democratici, facendo riferimento però al solo 25 ottobre delle primarie (mentre il segretario Democratico verrà eletto al termine di un lungo processo congressuale che comincerà con il voto nei circoli e la selezione dei tre candidati che poi andranno a confrontarsi alle primarie). Infine, vi raccontiamo della nuova iniziativa politica di Lombardo, che lancia il “partito del sud”. Il racconto.

Nella foto, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

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di Carmine FINELLI

Scende in campo il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, per evitare che il dopo G8 si trasformi, nel dibattito parlamentare, nella baruffa tra cane e gatto. L’appello alla pax italiana che Napolitano aveva lanciato qualche settimana fa ha sortito i suoi effetti. E proprio per far sì che questi effetti continuino, il presidente della Repubblica è tornato a parlare. “Potrei dire con una battuta che, in generale, dopo le tregue o riprendono i combattimenti o si cerca la pace. Nel caso della nostra vicenda politica, nessuno può pensare che ci sia la pace come rinuncia alle rispettive posizioni: siamo in un Paese che ha pienezza di vita e di dialettica democratica, c’è il governo che fa la sua parte, con l’opposizione che fa la sua. Penso però che si potrebbe costruire, e che sarebbe tempo di cominciare a farlo, non una impossibile pace, ma almeno un clima più civile, corretto e costruttivo nei rapporti tra governo e opposizione” afferma Napolitano. E continuando nella metafora bellica, la prima carica dello Stato aggiunge “come la tregua significa cessazione dei combattimenti da ambedue le parti, allo stesso modo la costruzione della pace o, meglio, nel caso nostro, di un clima più pacato, richiede il contributo di tutti e due i fronti. Richiede, perlomeno, più senso della misura”. A questo risultato si può giungere soltanto attraverso un “periodo di respiro” secondo Napolitano necessario alle forze politiche affinché prevalga la riflessione. Da Castelporziano, dove Giorgio Napolitano sta trascorrendo un weekend di riposo, il presidente della Repubblica spiega che è necessario partire dallo spirito che ha accompagnato il summit del G8. In certe occasioni, come ha notato anche Sergio Romano sul Corriere della Sera, il Governo rappresenta tutta la nazione. Per Napolitano “l’approccio di quel commento di Romano era assolutamente giusto e in sintonia con il mio richiamo. Con il quale non volevo zittire né la politica né l’informazione, che hanno sempre le loro ragioni, ma sollecitare un momento decongestionante, diciamo così, per salvaguardare l’immagine del Paese. Mi pare che, nell’insieme, l’Italia sia uscita bene da questo G8 e che si sia espressa nel complesso una maggior consapevolezza e condivisione della responsabilità nazionale”.
Il richiamo del presidente Napolitano dà il prurito all’Italia dei Valori ed anche al suo leader Antonio Di Pietro. “Mi dispiace, signor presidente della Repubblica, Napolitano, ma noi dell’Italia dei Valori – scrive l’ex pm sul suo blog – sentiamo il dovere di declinare il suo nuovo appello. Non so cosa ci trovi Lei – aggiunge Di Pietro sempre rivolgendosi al presidente della Repubblica – ma noi non ci troviamo nulla di “civile, corretto e costruttivo” in questi comportamenti del Governo e della sua maggioranza parlamentare e per questa ragione continueremo a fare opposizione senza sconto alcuno, dentro e fuori del Parlamento”. La prima replica alle parole di Di Pietro giunge da Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera dei deputati per il Popolo della Libertà. “Napolitano è realmente al di sopra delle parti e genuinamente preoccupato del presente e del futuro del nostro Paese” afferma Cicchito. “Nessuno – sottolinea ancora il capogruppo alla Camera del Pdl – può pensare che si possa passare dalla continua ripetizione di una sorta di guerra civile fredda, che ha tuttora i suoi cultori ed i suoi aggressivi gestori, alla pace totale», ma, avverte, «per non peccare di ingenuità, basta la lettura di un paio di giornali per vedere che esistono tuttora forze che, una volta chiuso il G8, puntano esplicitamente alla ripresa della rissa. L’interrogativo che si pone è se è possibile un confronto serrato sul merito dei problemi, anche per marcare le rispettive posizioni e gli eventuali dissensi, senza, tuttavia, scatenare continui scontri frontali. Il Pd – conclude – sta facendo un congresso dove deve e vuole discutere di tante cose, ma deve anche affrontare questo nodo politico centrale”. Per Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, la “sinistra è menefreghista”. Secondo il senatore a sostegno di tale tesi “potremmo citare il solito Di Pietro e le pagine intere di menzogne su un giornale inglese. Potremmo pensare a D’Alema e alle scosse annunciate prima e durante il G8. Per finire, gli attacchi quotidiani a Berlusconi che trionfa nel mondo e non viene scalfito da una sinistra ottusa, faziosa e sconfitta. Questa è purtroppo la verità in cui è caduta l’opposizione, che neanche le sagge parole di Napolitano può cancellare” afferma Gasparri.
Il Democratico Nicola Latorre vede nell’appello di Giorgio Napolitano un invito “ad abbandonare ogni arrogante prepotenza nel confronto politico». «Recuperare la centralità del Parlamento e affermare una maggiore disponibilità ad ascoltarsi e a raccogliere le indicazioni dell’opposizione”. Il suo collega di partito Enzo Carra è convinto che nell’appello di Napolitano “Non si parla di tregua, perché dopo il successo di Berlusconi al G8 questa è addirittura un obbligo. La questione invece è un’altra – secondo Carra – fare un’opposizione diversa. Lavorare seriamente per creare quel “clima più civile, corretto e costruttivo” che deve regolare i rapporti tra governo e opposizione. Questo dobbiamo fare, lasciando ad altri – conclude – la responsabilità di opporre eventualmente nuovi ostacoli su questa strada”.

La provocazione di Grillo. A scuotere il Partito Democratico ci pensa poi Beppe Grillo. Il comico genovese lancia la sfida: “Mi candido alle primarie del Pd”. A chi contesta che si tratta della solita trovata pubblicitaria, Grillo risponde sostenendo l’assoluta serietà della sua scelta. E’ “una cosa serissima. Mi iscrivo al partito e raccoglierò tutte le 2000 firme”. E poi rincara la dose: “Partecipo per rifondare un movimento che ha tolto ogni speranza di opposizione a questo Paese, per offrire un’alternativa al nulla”. Sul suo blog Beppe Grillo spiega con il suo solito linguaggio colorito (a volte anche volgare) la sua scelta. “Il 25 ottobre ci saranno le primarie del ‘Pdmenoelle’. Voterà – scrive tra le altre cose Grillo – ogni potenziale elettore. Chi otterrà più voti potrà diventare il successore di gente del calibro di Franceschini, Fassino e Veltroni. Io mi candiderò. Dalla morte di Enrico Berlinguer nella sinistra c’è il vuoto. Un vuoto di idee, di proposte, di coraggio, di uomini. Una sinistra senza programmi, inciucista, radicata solo nello sfruttamento delle amministrazioni locali. Muta di fronte alla militarizzazione di Vicenza e all’introduzione delle centrali nucleari. Alfiere di inceneritori e della privatizzazione dell’acqua. Un mostro politico, nato dalla sinistra e finito in Vaticano”. Il suo programma “sarà quello dei Comuni a Cinque Stelle a livello nazionale, la restituzione della dignità alla Repubblica con l’applicazione delle leggi popolari di ‘Parlamento Pulito’ e un’informazione libera con il ritiro delle concessioni televisive di Stato ad ogni soggetto politico, a partire da Silvio Berlusconi”.
Secondo Marco Travaglio, giornalista ed amico di Grillo, la notizia della sua candidatura “è la notizia più divertente del decennio”. Giorgio Merlo, esponente del Pd, si chiede ironicamente se Grillo “farà comizi gratis o a pagamento”. Secondo Antonio Di Pietro “la candidatura di Grillo a segretario del Pd è una gran bella notizia. Così anche noi dell’Italia dei Valori potremo avere interlocutori ai quali non fa schifo dialogare con la nostra forza politica, salvo poi cercare voti al momento delle elezioni come pretendono i notabili del Pd”. La lotta per la segreteria sarà quindi molto serrata. Grillo sarà il quinto candidato dopo Pierluigi Bersani, Dario Franceschini, Mario Adinolfi ed Ignazio Marino.

Partito del Sud. A complicare le cose per il Pd l’adesione, per il momento solo concettuale, di Antonio Bassolino ed Agazio Loiero al progetto del Partito del Sud. L’idea lanciata da Raffaele Lombardo, governatore della Sicilia, ha raccolto applausi, ma anche qualche critica. Secondo Bassolino “trasversale è la disattenzione per il Sud, trasversale deve dunque essere l’iniziativa a suo favore”. Ecco perché il governatore della Campania guarda con favore ad un’intesa con Lombardo. Un’alleanza che sia però “riformatrice e modernamente meridionalista: oggi serve uno scatto in più, occorre mobilitare tutte le energie disponibili al di là degli schieramenti tradizionali”. Intanto il Movimento per l’Autonomia di Lombardo è pronto a ritirare la fiducia al Governo. “Basta, ormai non si può più “babbiare” – che in siciliano vuol dire scherzare – Non voteremo più provvedimenti che vanno contro il Sud, anche a costo di ritirare la fiducia al Governo, di cui facciamo parte”. E, sottolineando che, d’ora in poi, lui e i suoi faranno le loro battaglie con la sigla “Alleati per il Sud”. Ma secondo il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, “il Partito del Sud c’è già ed è conosciuto sotto il nome di Popolo della Libertà”.

Carmine Finelli

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