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Durissimo atto d’accusa d’Ignazio Marino “C’è una grave questione morale nel Pd”

luglio 11, 2009 di Redazione 

Se le dichiarazioni di Serracchiani sulla “simpatia” come motivazione del sostegno a Franceschini hanno suscitato un vespaio, c’è da aspettarsi che queste parole che stiamo per raccontarvi del chirurgo candidato alla segreteria Pd non passeranno inosservate. Il senatore Democratico riconduce il ruolo di coordinatore di circolo della persona accusata di essere lo stupratore seriale di Roma alle modalità di selezione della classe dirigente del partito, e getta un’ombra sull’intero “corpo” dei segretari locali: “Sono imposti, senza sapere chi siano queste persone, che cosa hanno fatto nella loro vita, se siano veramente in grado di guidare un circolo, anche dal punto di vista morale”. Il giornale della politica italiana ve le racconta, visto il rilievo, senza esprimere giudizi, per consentirvi di farvi liberamente un’idea. Eccole.

Nella foto, Ignazio Marino

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“Trovo davvero incredibile che un criminale che già 13 anni fa era stato coinvolto in odiosi reati di violenza sessuale possa essere arrivato a coordinare un circolo del Pd”. E’ un duro atto d’accusa quello lanciato dal senatore Ignazio Marino, candidato alle primarie del partito, sui criteri di selezione del dirigenti locali.

“E’ evidente – spiega Marino in una nota – che nel Pd abbiamo una questione morale grande come una montagna, che non può essere ignorata né sottovalutata. Come vengono individuati i coordinatori dei circoli? E’ chiaro che non sono scelti liberamente ma imposti, sono messi in quelle posizioni per rispondere agli equilibri delle correnti e per di più senza nemmeno sapere chi siano queste persone, che cosa hanno fatto nella loro vita, se siano davvero in grado di guidare un circolo, anche dal punto di vista morale. Ma cosa dobbiamo ancora aspettarci?”.

“Da presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale del Senato – continua Marino – ho preteso già un anno fa che tutti i possibili consulenti che offrivano la loro collaborazione presentassero il certificato del casellario giudiziario ed ho imposto un controllo ferreo per evitare il rischio di inserire nella squadra nomi che non fossero assolutamente specchiati. Oggi nel formare la squadra per le primarie applico le stesse rigide regole: il Pd che vogliamo deve essere rigoroso e attento anche agli aspetti morali delle persone”.

“C’é un’altra questione morale che mi preoccupa – conclude Marino – anche su un piano diverso e riguarda il tesseramento gonfiato di Napoli e della Campania. Mi rivolgo agli altri candidati alla posizione di segretario del Pd: non accettiamo una gara con i trucchi e le furbizie. Mi auguro che Franceschini e Bersani dichiarino, come faccio io, di rifiutare il sostegno di persone o gruppi che non siano sinceramente interessati a costruire un nuovo partito e che abbiamo preso la tessera del PD in maniera non legittima”.

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