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Diario politico. Obama in visita dal Papa Mancino: “Le carceri sono troppo piene”

luglio 10, 2009 di Redazione 

Diario speciale che dedica tutta la propria prima parte all’incontro tra il presidente americano e Benedetto XVI. Quaranta minuti di colloquio privato e consueto scambio di doni. Dal Papa il testo della nuova enciclica “Caritas in veritate” (“La leggerò in aereo”, ha commentato Obama) e anche un documento “che consentirà al presidente di farsi un’idea più chiara sulle posizioni della Chiesa” in campo bioetico. Poi passiamo alle questioni interne, con il nuovo allarme lanciato dal vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura sul sovraffollamento degli istituti penitenziari, a margine di un intervento sulla funzione della pena, il dibattito pre-congressuale del Partito Democratico e la mani- festazione dei no global. Il racconto.

Nella foto, Barack e Michelle Obama con Benedetto XVI

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di Carmine FINELLI

Il G8 è ormai concluso, ma per Barack Obama il soggiorno italiano riserva ancora un ultimo impegno. Dopo la conferenza stampa conclusiva del vertice e la rituale foto di gruppo, il presidente degli Stati Uniti d’America è volata in aereo a Roma. Ad attenderlo in vaticano sua santità Benedetto XVI. Prima però di avere accesso nelle stanze del papa, il presidente Obama si è intrattenuto per qualche minuto con il segretario di stato vaticano monsignor Tarcisio Bertone. In seguito l’incontro con il pontefice. “È una grande onore per me. Grazie molte” avrebbe detto Obama al papa. Di fronte la biblioteca privata pontificia i due capi di Stato, con la first lady statunitense Michelle Obama in completo nero provvisto di velo, hanno posato per la folla di fotografi accorsi per l’evento. Il colloquio privato con il Santo Padre è durato all’incirca quaranta minuti. Alla domanda del pontefice sull’esito del G8, Obama ha risposto che si è trattato di un vertice “molto produttivo. E abbiamo deciso aiuti per i Paesi Poveri”. Dopo il colloquio il papa e Barack Obama hanno dato vita al tradizionale scambio di doni. Benedetto XVI ha regalato al presidente USA una copia della sua ultima enciclica “Caritas in Veritate”. “Grazie, avrò qualcosa da leggere nel mio viaggio in aereo” è stata la replica di Obama al quale la Santa Sede ha regalato anche un altro libro: “Dignitas Personae” istruzione della Congregazione per la dottrina della fede concernente i temi della bioetica. Il segretario di Benedetto XVI ha spiegato che il dono “potrebbe aiutare il presidente a comprendere meglio la posizione della Chiesa cattolica”. Dopo circa un’ora di udienza Obama ha lasciato il Vaticano. Prima di andare Benedetto XVI ha rassicurato il presidente degli Stati Uniti dicendo di sostenerlo con la sua preghiera.

Prima di partire per il Ghana, dove sarà in visita ufficiale, Obama nella conferenza finale del vertice ha toccato diversi argomenti. Ha parlato di crisi economica, la quale non essendo terminata fa risultare “prematuro iniziare a ridurre le misure di stimolo all’economia. I mercati stanno migliorando – ha detto il presidente Usa – e sembra che abbiamo evitato un collasso globale ma ancora troppe persone stanno soffrendo a causa della crisi”. Barack Obama, nell’ambito della stessa conferenza stampa, ha espresso anche la sua preoccupazione per la situazione delineatasi in Iran a seguito delle elezioni. Infine, il presidente statunitense ha chiuso il suo intervento una riflessione sulla formula del G8. “Il G8 – ha affermato Obama di fronte ai giornalisti – è un’istituzione che ha 30 anni e va sicuramente riformata”, ma perché questo avvenga “ci sarà bisogno di un periodo di transizione per riuscire a trovare il formato giusto. Non c’è dubbio che è necessario rivedere le istituzioni internazionali per far fronte ai grandi cambiamenti che ci sono stati in questi anni”, in quanto è impensabile che paesi come Cina, India e Brasile non facciano parte del processo decisionale a livello internazionale.

Mancino. A livello nazionale, per l’Italia i problemi, in particolare per il comparto giustizia, non finiscono. La preoccupazione maggiore riguarda le carceri italiane. Nel suo intervento di saluto alla riunione del Coordinamento nazionale dei magistrati di sorveglianza, il vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Nicola Mancino, ha ricordato che “le carceri italiane sono troppo piene”. C’è bisogno di una “rapida adozione di misure di adeguamento di carattere logistico che, in attesa di soluzioni organiche, possano attenuare l’attuale situazione di disagio dovuta al sovraffollamento delle carceri”. L’intervento di Mancino ha toccato i principi costituzionale alla base della pena: funzione rieducativa; garanzia dell’inviolabilità personale; divieto di trattamenti contrari al senso di umanità. “In tale prospettiva – ha detto Mancino – risulta ancora più evidente la gravità dell’attuale sovraffollamento delle carceri”. Mancino ha quindi richiamato il programma di interventi necessari per conseguire la realizzazione di nuove infrastrutture penitenziarie e l’aumento della capienza di quelle esistenti presentato recentemente dal Direttore del dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Il sovraffollamento delle carceri, “di fatto, si traduce in un ostacolo all’attuazione del percorso rieducativo dei detenuti e, più in generale, alla realizzazione dei loro diritti fondamentali e, segnatamente, del diritto alla salute” ha concluso Mancino.
Importante funzione nel panorama penale italiano, a detta dell’ex presidente del Senato, ha anche l’applicazione dell’articolo 41-bis, ovvero l’applicazione del carcere duro. Secondo Mancino il regime di 41-bis, non può che “essere applicato conformemente al dettato costituzionale”.

Partito Democratico. Intanto il Partito Democratico si prepara per la lotta congressuale. Nessuno dei due candidati maggiori molla un colpo, sempre pronti a rintuzzarsi eventuali responsabilità. Di fronte ad una platea accorsa per capire quale sarebbe la piattaforma politica di Dario Franceschini se venisse eletto segretario del Pd, l’attuale leader del partito scalda i motori in vista della battagli autunnale. “Noi vinceremo questo congresso senza sconfiggere nessuno, ma per far vincere un’idea di Pd. Non dobbiamo temere il congresso, da lì uscirà un leader stabile” ha dichiarato Franceschini. Al centro del dibattito laicità ed alleanze. “La laicità è un principio indispensabile e sacro, si ascoltano tutte le voci, anche quella della Chiesa, ma poi si decide secondo il principio sacro della laicità dello Stato. E deve essere uno dei valori costituenti del Pd”, non bisogna perciò “decidere a maggioranza anche sui temi più difficili come quelli bioetici” ha aggiunto Dario Franceschini.
Sul fronte opposto, Pierluigi Bersani torna a parlare di alleanze. “I rapporti per le alleanze vanno intessuti senza escludere nessuno e il Pd deve pertanto avere la forza di mettere in moto un’organizzazione di centrosinistra” ha affermato. Anche Massimo D’Alema interviene sullo stesso tema: “Quello delle alleanze è l’unico cammino da percorrere, negli ultimi quindici anni quando ci siamo presentati da soli ha vinto Berlusconi”.

Proteste. Ma la giornata politica non si esaurisce soltanto nella dialettica tra candidati del PD. Nell’ultima giornata del G8 erano attese manifestazioni di protesta a L’Aquila suscettibili di degenerare in scontro violento. Fortunatamente, seppure qualche protesta c’è stata, si è svolta con la massima serenità in un clima pacifico.
La manifestazione più importante è quella che ha raccolto circa cinquemila persone (tre-quattromila per la Questura) nel centro del vertice. A L’Aquila, infatti, si sono ritrovati gli organizzatori ed i militanti che hanno deciso di manifestare il proprio dissenso nei confronti del summit. In testa al corteo un movimento tutto aquilano: “Epicentro Solidale”. La lunga fila di persone che hanno compostamente sfilato per la città non ha adito ad alcun tipo di disordine ed ha più riprese hanno scandito lunghi applausi per l’operato dei vigili del fuoco.

Carmine Finelli

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