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G8, le ultime ore a L’Aquila. Sugli sfollati: “Entro novembre nessuno senza casa”

luglio 10, 2009 di Redazione 

Si è dunque concluso il summit tra i grandi della Terra. Il giornale della politica italiana tira le fila della giornata finale, fa il punto sulle decisioni prese e dà uno sguardo al dopo-G8, tra la ripresa delle polemiche interne e il futuro del capoluogo abruzzese. Il servizio è di Attilio Ievolella e Désirée Rosadi.

Nella foto, Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy

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di Attilio IEVOLELLA e Désirée ROSADI

Anche gli ultimi sprazzi di G8 made in Italy si sono lentamente dissolti. Il premier Berlusconi ha portato a termine, nelle vesti di presidente del summit, i previsti incontri bilaterali – con i premier indiano e australiano e con il presidente sudcoreano – e dovrebbe apprestarsi a ritornare a Roma. E il ritorno a Roma pare segnare, già in queste ore, il ritorno alla politica italiana di stretta attualità fino a tre giorni fa. Per intenderci, la tregua politico-istituzionale auspicata dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è bella e conclusa. E le asce di guerra sono state già dissotterrate.

POLEMICHE INTERNE - Primo argomento di scontro? Ovviamente il vertice a L’Aquila. Che per Berlusconi è stato “un successo”. Sostenuto, in questa considerazione, dagli esponenti della sua maggioranza, vedi, ad esempio, Roberto Calderoli, Gaetano Quagliariello, Maurizio Gasparri e Franco Frattini. E parole di apprezzamento arrivano anche da Maurizio Ronconi (Unione di Centro) e Marco Follini (Partito Democratico). Ma, come immaginabile, esiste anche il ‘controcanto’: durissimo Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, che parla di “politica alla Wanna Marchi”, ovvero “vendita di fumo”, aggiungendo che “ora L’Aquila rimarrà sola”, mentre da Bersani arrivano critiche rispetto all’utilità del G8.
Come pare di capire, lo scontro politico nel Belpaese è già pronto a riesplodere. E non solo tra maggioranza e opposizione, tenendo presenti le ulteriori dichiarazioni rilasciate da Follini: “Il successo del G8 appartiene al Governo e all’opposizione in egual maniera. Di Pietro? Beh, l’Italia dei Valori, più che un partito di opposizione, mi sembra la ‘quinta colonna’ dell’opposizione”.

IL BILANCIO DEL SUMMIT - G8 o G14 o G20? A prescindere dalla formula – pare assai apprezzata da capi di Stato e di Governo l’idea di un G8 allargato ai Paesi emergenti, comunque – ciò che conta, come sempre, sono i risultati. Meglio, gli obiettivi fissati sulla carta, ovvero sulle dichiarazioni di intenti condivise in maniera ampia. Ebbene, da questo punto di vista, il vertice di L’Aquila ha fissato paletti ampiamente noti: rifiuto del protezionismo, sostegno al commercio globale e all’abbattimento delle barriere, ulteriori interventi per superare la crisi, impegno per uno sviluppo sostenibile, standard e principi per una economia etica. Con l’aggiunta dell’approvazione ufficiale di ben sette documenti, rispettivamente in materia di ‘Futuro sostenibile, Non proliferazione nucleare, Terrorismo, Agenda globale, Clima, Partenariato con l’Africa su acqua e salute, Sicurezza alimentare’. Quante di queste prospettive si concretizzeranno, ora che il summit è concluso, beh, sarà interessante verificarlo nei prossimi mesi.

“Il successo del partenariato tra il gruppo del G8 e l’Africa rimarrà legato alla sua capacità di trattare con gli elementi della situazione attuale [...] e di concretizzare una veduta obiettiva chiara per affrontare le sfide esistenti, e le sfide del futuro”. Queste sono le parole pronunciate in mattinata dal presidente egiziano Mubarak, durante la colazione di lavoro tra gli otto grandi e Algeria, Angola, Egitto, Etiopia, Nigeria, Senegal, Sudan, Libia, Commissione dell’Unione Africana, AIE, Banca Mondiale, ILO, Ocse, Omc, Onu e FMI.

Parole, quelle pronunciate da Mubarak, quanto mai scontate e prive di sostanza: già ieri, in occasione del tavolo sul riscaldamento globale, il presidente egiziano si era sganciato dalla voce dei suoi partner sulla questione della riduzione dei gas inquinanti. Tutti erano d’accordo sull’impegno a limitare la temperatura media globale abbassando le emissioni gassose. Tutti tranne la Cina, che non si ritiene vincolata dalla volontà espressa da questo G8, e l’Egitto, che considera la misura una limitazione alle aspirazioni dei paesi emergenti. La discussione è quindi rinviata a data da destinare, nonostante l’invito del segretario generale Onu ad uno sforzo maggiore per il problema del riscaldamento climatico.

L’intesa, invece, è arrivata sulle questioni economiche, in particolare sull’Agenda globale riguardante le misure tese a contrastare la diffusione della crisi economica e finanziaria e rilanciare il commercio internazionale. Come emerge dalla dichiarazione congiunta del G14, i paesi si impegnano a garantire una crescita economica equa e sostenibile, termini che, di per sé, si scontrano con la nobile intenzione di abbassare le emissioni di gas serra nell’atmosfera: “crescita” vuol dire ritmi di produzione elevati, come quelli che Egitto, India e Cina intendono mantenere ed accrescere nel futuro, ma che non và d’accordo con la sostenibilità ambientale.

IL CONTORNO - A destare vero interesse è stata la “diplomazia dello spettacolo” , espressione coniata da un’inviata del Corriere della Sera: gli occhi delle telecamere cercano la premiére dame Carla Bruni e l’approccio “amichevole” tra Obama e Gheddafi. Gli osservatori, dal canto loro, elencano i gusti culinari dei “grandi”. Mubarak è “ghiotto di porcini”, mentre Barack Obama e il suo staff prediligono le “chips da sgranocchiare”. Certo, non interessa la cementificazione a scopo turistico della costa egiziana del Mar Rosso, fortemente voluta dal governo egiziano e dai nababbi delle imprese edilizie locali; né tantomeno le precarie condizioni di vita di gran parte della popolazione degli altri paesi dell’Africa settentrionale. Sono forse queste le sfide di cui parla Hosni Mubarak?

LA PROTESTA - Era il momento di contestazione più atteso, il corteo ‘no global’ tenutosi a L’Aquila questo pomeriggio. Alla fine la manifestazione si è svolta in maniera pacifica, e i contestatori scesi in strada – 5mila secondo la Questura, 10mila secondo gli organizzatori – hanno avuto la possibilità, legittima, di esprimere il loro dissenso, senza scontri. Si è dovuto registrare, comunque, qualche attimo di tensione, che ha portato al fermo di quattro ‘no global’, ma il timore, alla vigilia, era che ci potessero essere scontri duri tra manifestanti e forze dell’ordine.

…E ORA A L’AQUILA - Concluso il vertice, in terra abruzzese si continuerà a pensare alla strettissima attualità, ovvero la ricostruzione. A questo proposito, Berlusconi ha annunciato l’intenzione di trascorrere parte delle proprie vacanze in Abruzzo, per continuare a monitorare i lavori, e ha confermato l’obiettivo principale: “Entro novembre non dovrà esserci più nessuno senza casa”.
Anche su questo fronte – come su quello delle prospettive tracciate dal G8 – servirà un monitoraggio costante. Le comunità abruzzesi, dopo aver incassato le parole di stima e di apprezzamento del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, chiedono, a ragione, che i riflettori non si spengano.

Attilio Ievolella
Désirée Rosadi

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