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Si chiude il G8 de L’Aquila. 20 mld contro la fame. Berlusconi: ‘Vertice ben riuscito’

luglio 10, 2009 di Redazione 

Con la giornata dedicata all’Africa e alla sicurezza alimentare si avviano a conclusione i lavori del summit. Conferenza stampa finale del presidente del Consiglio: “Obama bravissimo. In futuro punteremo sul G14″. E ancora: “Cerco una casa per agosto a L’Aquila per dirigere i lavori”. Il servizio.

Nella foto, Silvio Berlusconi in conferenza stampa

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di Attilio IEVOLELLA

Come da protocollo, è toccato al premier Berlusconi, in qualità di presidente di turno del G8, chiudere il vertice a L’Aquila, con una conferenza stampa di sintesi sui passaggi centrali del summit.
L’analisi vera sulla ‘tre giorni’ in terra abruzzese, che ha coinvolto i Paesi più industrializzati del mondo e i Paesi emergenti, sarà possibile, però, solo a freddo, a distanza di giorni, settimane, mesi, quando cioè bisognerà – diritto e dovere – valutare l’efficacia concreta delle soluzioni proposte – perché per ora di questo si tratta, di proposte – dai membri del G8.

IL BILANCIO - Per questo, il bilancio è fondato, sostanzialmente, sulle dichiarazioni di intenti ufficializzate a chiusura del vertice. Da questo punto di vista, viene riassunto il lavoro – confronti e dialoghi, da ultimo dedicati, oggi, all’Africa e alla sicurezza alimentare – portato avanti nella caserma della Guardia di Finanza a L’Aquila. Così, viene riconfermato – anche da Berlusconi, nella conferenza di chiusura – l’impegno per una ulteriore liberalizzazione dei commerci (con chiaro riferimento al cosiddetto ‘Doha round’); la previsione di un codice di regole per l’economia, ovvero diritto di proprietà, etica di mercato e trasparenza, con ‘mandato’ affidato all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico; lo stanziamento, almeno sulla carta, di 20 miliardi di dollari per combattere la fame nel mondo; l’intesa sull’impegno a combattere i cambiamenti climatici e l’innalzamento della temperatura globale del pianeta, eccezion fatta per Cina e India; disapprovazione – parole di Berlusconi – per la speculazione sul prezzo del petrolio; l’impegno a combattere la proliferazione degli armamenti nucleari.
Con l’aggiunta, però, di una sensazione, quasi una convinzione, che cioè il format del G8 ampliato, ovvero un G14 che comprenda anche i Paesi emergenti, sia la strada per il futuro. Perché «non si possono assumere decisioni valide escludendo i Paesi emergenti», ha affermato Berlusconi, e, di conseguenza, «il G14 avrà la forza per prendere le decisioni importanti».
E a chiusura, quasi a voler sigillare l’appuntamento abruzzese, è stato ancora il presidente del Consiglio italiano ad affermare che «i risultati del vertice sono stati tutti positivi» e a rimarcare che il più importante è stato «il messaggio di fiducia lanciato a tutti i cittadini».

LA PROTESTA - Come ampiamente annunciato, la giornata di chiusura del G8 made in Italy è stata caratterizzata anche dalla manifestazione dei ‘no global’: circa duemila le persone scese in strada, partendo dalla stazione di Paganica. Da segnalare anche il malumore manifestato da molti aquilani, che, attraverso i propri comitati civici, hanno chiesto, nuovamente, un impegno concreto e rapido nella ricostruzione post sisma.
Per ora, va segnalata la decisione di chiamare ‘Piazza 6 aprile 2009 il cortile della caserma della Guardia di Finanza, in ricordo delle vittime del terremoto: la targa di commemorazione è stata scoperta dinanzi ai membri del G8. Anche se l’obiettivo vero, per le comunità abruzzesi, è che i riflettori rimangano accesi costantemente sull’opera di ricostruzione.

LE PRIME REAZIONI - Ci sarà tempo e modo per una valutazione, in ambito internazionale, per il summit in terra d’Abruzzo. Anche considerando il cammino di avvicinamento al prossimo summit, che si terrà nel 2010 in Canada, a Muskoka. Di certo vanno tenute in debito conto le posizioni critiche espresse dall’Onu, innanzitutto. E, per ultimo, in ordine di tempo, la critica mossa dall’economista Jeremy Rifkin, che ha parlato di «accordo ridicolo».

Attilio Ievolella

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