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G8, la prima giornata di lavori a L’Aquila Tra Usa e Ue c’è l’accordo sulle riduzioni

luglio 8, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana vi racconta la prima giornata di vertice con il suo taglio asciutto, serio, autorevole. Ecco cosa si è discusso/deciso oggi in Abruzzo. Dalla bozza sull’economia della quale già vi avevamo anticipato agli aiuti all’Africa, fino alle decisioni sul clima: “Ma bisognerà sentire Cina e India…”. Il servizio è di Attilio Ievolella.

Nella foto, i grandi della terra riuniti a L’Aquila durante le foto di gruppo. Sarkozy indica la strada

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di Attilio IEVOLELLA

«Sobrio, senza sfarzi» per «trasmettere ai popoli del mondo la reale vicinanza della politica ai problemi della gente comune». Con queste parole il premier Berlusconi ha voluto ulteriormente spiegare la scelta di collocare il G8 a L’Aquila, colpita al cuore dal terremoto. E questa prima giornata del summit – avviata oramai a conclusione: alle 20 e 30 è previsto, secondo il programma, un pranzo di lavoro centrato sui temi politici internazionali di più stretta attualità – pare avergli dato ragione, almeno a livello formale. Anche per la volontà di capi di Stato e di Governo di visitare i luoghi colpiti dal sisma nella notte tra il 5 il 6 aprile.
Resta, però, l’attesa per azioni concrete. Sia dai membri del G8 per il panorama internazionale che dal Governo italiano per le comunità abruzzesi, come testimoniato dalla civile protesta dei comitati civici che raccolgono le famiglie ancora collocate nelle tendopoli.
Per quanto concerne il confronto tra i rappresentanti degli otto Paesi più industrializzati del mondo, la prima vera novità è rappresentata dagli accordi raggiunti sull’economia, sugli aiuti all’Africa e ai Paesi poveri e, seppur solo in parte, sul clima, come riportato nella conferenza stampa tenuta, pochi minuti fa, dal premier Berlusconi, il quale ha ribadito l’intenzione di utilizzare il vertice per «lanciare al mondo un messaggio di fiducia» e per «definire strumenti e regole per superare la crisi attuale ed evitare nuove crisi in futuro».

ECONOMIA - La tempesta, ovvero la crisi, non è ancora completamente superata. Lo conferma il documento approntato dai membri del vertice, documento nel quale si chiarisce che l’obiettivo è sempre puntato «sulla crisi economica e finanziaria e sulle sue conseguenze umane e sociali» e sulla necessità di «ripristinare la fiducia e riportare la crescita su un sentiero forte». In quest’ottica, peraltro, si colloca anche la consapevolezza che «l’impatto della crisi economica sui mercati del lavoro può mettere a repentaglio la stabilità sociale. Per questo, politiche macroeconomiche adeguate devono essere legate all’occupazione e a misure per ridurre la disoccupazione, per consentire un rapido rientro nel mercato del lavoro».
Entrando nei dettagli, è possibile intuire i fili conduttori per il futuro, almeno sulla carta, ovvero «stabilità dei prezzi, sostenibilità finanziaria, trasparenza fiscale e ‘paradisi fiscali’, risanamento del sistema finanziario, lotta alla corruzione, sostegno all’occupazione».
E su questa falsariga si è inserito anche il ministro dell’Economia italiano, Giulio Tremonti, parlando di «tema delle regole nella finanza» e spiegando che «nel mondo globale servono regole globali, servono nuove regole economiche per il mondo, non solo tecniche e sulla finanza ma anche etiche. La follia di prima è stata quella di aver portato all’abbandono delle regole e dell’etica. Servirà ancora un po’ di tempo per avere nuove regole, ma – ha assicurato – l’obiettivo è fissato».
All’interno di questo panorama, peraltro, si inserisce anche l’impegno per una riforma «rapida, ambiziosa, equilibrata e ampia» dell’Organizzazione mondiale del commercio.

PAESI POVERI E CLIMA - Concordia tra i membri del G8 anche sul tema degli aiuti all’Africa e ai Paesi poveri. Da questo punto di vista, «tutti gli impegni sono confermati». E, inoltre, è anche ipotizzata la realizzazione di una sorta di Codice di buona condotta per l’acquisto di terreni agricoli in Africa. Tutto ciò solo sulla carta, per ora, è il caso di aggiungere. E discorso simile lo si può fare anche affrontando il capitolo dei cambiamenti climatici. Difatti, anche in questo caso vengono ribaditi gli obiettivi fissati, ovvero «ridurre di almeno il 50 per cento le emissioni di gas serra entro il 2050, rispetto ai livelli del 1990», accettando la visione scientifica secondo cui «l’aumento medio globale della temperatura, al di sopra dei livelli pre-industriali, non dovrà superare i 2 gradi centigradi». Con l’aggiunta di un particolare importante: le perplessità della Cina e dell’India, che si sono opposte all’idea di individuare obiettivi concreti di riduzione delle emissioni, sostenendo, con realismo e con cinismo, che «i Paesi occidentali dovrebbero tagliare drasticamente le loro emissioni entro il 2020, prima di imporre limiti al resto del mondo».

VERTICE E CONTROVERTICE - L’atmosfera che ha accompagnato in questa prima giornata di confronto i membri del G8 poco o nulla ha, però, da condividere con la realtà vissuta in diverse città italiane. Sobrietà e, bisogna dirlo, cordialità a L’Aquila, all’interno della caserma della Guardia di Finanza – sede ufficiale del summit – proteste, malumore e contestazione in occasione delle manifestazioni no global realizzate, come detto, in più parti d’Italia.
Da questo punto di vista, l’immagine della cosiddetta ‘foto di famiglia’ per i membri del vertice – con strappo al protocollo ufficiale del presidente statunitense Obama, rimasto in camicia e cravatta, rinunciando volentieri alla giacca – ha fatto a cazzotti con le immagini delle contestazioni e con la notizia della decisione del pubblico ministero della Procura di Roma, Giuseppe De Falco, di chiedere la convalida degli arresti, con mantenimento della custodia in carcere, per gli attivisti ‘anti G8′ tratti in arresto nella giornata di ieri. Senza dimenticare la dichiarazione rilasciata dall’assessore al Bilancio della Regione Lazio, Luigi Nieri, recatosi oggi in visita alle tre detenute nel carcere di Rebibbia: «Una delle tre ragazze che sono state arrestate ieri è stata malmenata al momento dell’arresto e riporta lividi alle gambe, dietro la schiena e al braccio destro», ha denunciato.

…LA POLITICA OSSERVA E ATTENDE LA CHIUSURA - Come facilmente immaginabile, il mondo politico italiano segue con attenzione i lavori a L’Aquila. E non mancano le osservazioni critiche. Ad esempio, per Antonio Borghesi, vicecapogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera, «per far ripartire l’economia ci vuole ben altro. Se tutto ciò che riesce a fare il G8 è quanto emerge dalla dichiarazione di intenti sull’economia, che sarà approvata a L’Aquila, allora dobbiamo concludere che il G8 è morto e sepolto». Di tutt’altro tenore, invece, il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, per il quale «il G8 a L’Aquila è una tappa intermedia fondamentale per confermare i ‘Global legal standards’ in materia economica, che dovranno arrivare ben consolidati al G20 di Pittsburgh».
Di tregua istituzionale, invece, si può parlare con riferimento alla presa di posizione di Dario Franceschini, attuale segretario del Partito Democratico: «Abbiamo accolto l’appello del presidente della Repubblica, Napolitano, ad abbassare i toni della polemica politica durante il G8. È stato un atto di responsabilità, ma abbiamo molte cose da denunciare e lo faremo appena finito il G8, con molta determinazione».

Attilio Ievolella

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