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Retroscena. Veltroni a novembre lascia il Pd? di Fabrizio Rondolino

luglio 8, 2009 di Redazione 

La grande firma de “la Stampa” ci svela quelli che sarebbero i piani segreti dell’ex segretario. Secondo Rondolino Veltroni - ormai isolato e detronizzato nel dibattito pre-congressuale – starebbe preparando una clamorosa presa di distanza dal suo vecchio partito per ritagliarsi un ruolo indipendente da padre nobile, da intellettuale di riferimento dell’intero centrosinistra. E farsi trovare pronto per la nuova corsa alla guida del Governo…

Nella foto, Walter Veltroni

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di FABRIZIO RONDOLINO

Ha preso a circolare con sempre maggior insistenza, nelle segrete stanze del Pd, una voce decisamente sorprendente: a novembre, dopo l’elezione del nuovo segretario, Walter Veltroni lascerà il partito.

Gli indizi a sostegno di questa tesi partono dalla ultime dichiarazioni di Veltroni a Perugia: l’ex segretario ha ribadito il grande valore (anche umano) della sua esperienza, e ha sottolineato che non parteciperà al dibattito congressuale. Perché questa scelta?

Sembra che Veltroni abbia puntato fino alla fine sulla Serracchiani, da lui giudicata più adatta di Franceschini a completare il ‘progetto del Lingotto’, e più popolare tra il ‘popolo delle primarie’ (e di ‘Repubblica’); ma Franceschini, come sappiamo, si è messo di traverso e ha deciso di correre per la riconferma ‘contro quelli che c’erano prima’.

Sebbene molti abbiano visto in queste parole un riferimento a D’Alema, Veltroni, non a torto, ha visto anche un riferimento a se stesso. L’accordo separato di Franceschini con la Serracchiani e con Fassino e lo smarcamento di Bettini hanno drasticamente ridotto la sua sfera di influenza.

Da qui l’idea del grande colpo mediatico: lasciare il Pd, proprio come fece Prodi, e denunciarne in questo modo il fallimento – o, per meglio dire, denunciare gli ‘usurpatori’ raccoltisi intorno a Bersani. Che poi Prodi stesso sia prossimo all’endorsment pubblico per Bersani, è per Veltroni un ulteriore elemento a favore del distacco.

Il lancio del nuovo libro di Veltroni (“Noi”, Rizzoli) è previsto per fine agosto: il calendario di inziative pubbliche già messo a punto prevede più di cinquanta presentazioni in altrettante città (talvolta alla locale Festa democratica), fino a settembre inoltrato. C’è chi ne parla come di una sorta di ‘congresso parallelo’.

L’obiettivo non è preparare un nuovo partito, ma rilanciare la figura di Veltroni come personalità indipendente, intellettuale di riferimento e ‘padre nobile’ di un ‘nuovo’ che è stato sconfitto dagli ‘apparati’, ma che rimane di stretta attualità. Il modello cui Veltroni si ispira, in questa nuova svolta, è Vittorio Foa.

In perfetto stile veltroniano, l’uscita dal Pd non sarà, nelle forme, un’uscita polemica: al contrario, Veltroni la presenterà in termini affettivi ed esistenziali, e rinnoverà la sua dichiarazione d’amore per il partito di cui si sente fondatore. Quando poi il centrosinistra dovrà trovare un candidato a palazzo Chigi – questo è l’obiettivo strategico delle dimissioni di novembre – Veltroni sarà a disposizione non del Pd, ma dell’intera coalizione.

FABRIZIO RONDOLINO

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