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E’ cominciato il G8 de L’Aquila. Ecco le ultimissime su contesto e fronte politico

luglio 8, 2009 di Redazione 

L’arrivo dei grandi del pianeta alla caserma della Guardia di Finanza di Coppito ha aperto ufficialmente i lavori del vertice. Primo passaggio la colazione di lavoro che si sta svolgendo in questi momenti dedicata all’economia globale. Stamattina gli ultimi strascichi polemici: è stato il Nyt, stavolta, a mettere in discussione il lavoro di preparazione della presidenza italiana chiedendo “che Obama guidi il summit”. Ma la stessa amministrazione Usa ribadisce l’apprezzamento nei confronti del lavoro italiano. E poi, Roma ancora blindata per le manifestazioni dei no global. Ci racconta tutto, in questo primo aggiornamento della giornata, Attilio Ievolella.

Nella foto, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi accoglie Barack Obama

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di Attilio IEVOLELLA

La fase di avvicinamento all’appuntamento italiano col G8 è oramai conclusa. Alla spicciolata, capi di Stato e capi di Governo sono arrivati a L’Aquila, nella caserma della Guardia di Finanza, sede del vertice. Assente Hu Jintao, presidente della Repubblica cinese, tornato in patria per fronteggiare la gravissima crisi nella provincia dello Xinjiang.
Ora, appuntamenti istituzionali a parte – come la visita del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, al presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano – l’attenzione è rivolta ai (possibili) risultati del summit.

RIFLETTORI SULL’ECONOMIA - Già l’esordio sarà significativo: colazione di lavoro, secondo il programma, per i membri del G8, dedicata all’economia globale, con tutti gli annessi e i connessi e, ovviamente, alla luce della crisi. Su questo fronte pare già in definizione la bozza di un documento, che possa essere condiviso in maniera ampia, relativo agli strumenti da approntare per il futuro, sul medio e sul lungo periodo: da segnalare, tra l’altro, come temi caldi, la lotta ai cosiddetti ‘paradisi fiscali’ e la previsione di misure per il rimpatrio dei capitali. Anche questi vengono considerati ‘squilibri’ da cancellare per evitare il riproporsi di crisi globali. E non a caso proprio Obama ha parlato della necessità di «aumentare gli standard per le istituzioni finanziarie per assicurare che crisi come quelle che ci sono state, non si ripetano». Parole, queste, che rappresentano un indirizzo per il summit appena apertosi.

ANCORA POLEMICHE - Di certo, per ora, c’è che il G8 made in Italy non si è fatto mancare la polemica. Ultimo caso, quello sollevato dal New York Times, che, dalle proprie colonne, chiede a Obama di guidare il summit in terra abruzzese, rimediando, secondo il quotidiano statunitense, alla «pianificazione ingiustificatamente fiacca da parte del Governo ospite, l’Italia» e alla «debolezza di molti leader che partecipano al vertice». Allo stesso tempo, dalla Gran Bretagna The Guardian ha corretto la propria posizione: in sostanza, il problema della rappresentatività nel contesto degli otto Paesi più industrializzati del mondo riguarderebbe non solo l’Italia ma diversi Paesi europei…
Più rilevante, senza dubbio, la protesta, assolutamente civile, inscenata dai comitati civici che raccolgono i terremotati ancora sistemati nelle tendopoli. Singolare la forma utilizzata: una scritta, realizzata con pannelli bianchi, sul Colle di Roio (frazione di L’Aquila), ironica e anche amara, «Yes, we camp», si può leggere… Tutto questo, peraltro, mentre nelle ultime ore nuove scosse, seppur di contenuta entità, hanno fatto tremare la terra nell’abruzzese.

ANCORA MANIFESTAZIONI - Resta alta anche la soglia di attenzione sui movimenti di contestazione nei confronti del summit. A Roma, e in altre città d’Italia, si registrano blitz e proteste dei cosiddetti ‘no global’: nella Capitale, ad esempio, a finire nel mirino sono state le banche e il Ministero dell’Economia. E nuovi fermi sono stati effettuati dalla polizia, sempre a Roma: l’ultimo aggiornamento parla di cinque persone bloccate a piazza di Spagna.
La gestione della sicurezza, da questo punto di vista, pare più intensa e complessa a Roma che a L’Aquila, dove, comunque, è prevista per venerdì, con la chiusura del summit, una marcia di protesta.

ATTESE E AUSPICI - Il confronto è letteralmente appena cominciato. Il pressing che arriva dalla società civile, dall’economia, dalle istituzioni e dalla politica è forte, seppur indirizzato, spesso, su obiettivi diversi. Da ultimo, Papa Ratzinger ha auspicato anche «un’azione concreta a favore dell’Africa» e dei Paesi poveri, che nasca nel contesto del G8 made in Italy. Sulla questione climatica globale, invece, si è soffermato Josè Barroso, presidente della Commissione dell’Unione Europea, chiedendo «progressi significativi» su tale tema da parte dei leader presenti a L’Aquila.

Attilio Ievolella

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