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Diario politico. G8, critiche all’Italia Salvini, canti razzisti in video: dimissioni

luglio 8, 2009 di Redazione 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Gabriele Canarini. Scoppia il caso del nostro Paese alla vigilia del vertice de L’Aquila. Il quotidiano inglese “The Guardian” accusa l’Italia di non avere saputo predisporre un’agenda adeguata tanto che sarebbero dovuti intervenire gli Stati Uniti per organizzare i colloqui preliminari degli “sherpa”, e che per questo molti Paesi europei spingerebbero per l’esclusione dall’organismo. Frattini: “Si confondono”. Ve ne abbiamo anticipato oggi, vi raccontiamo nel dettaglio questa storia. L’altro caso del giorno riguarda l’eurodeputato leghista, che si fa riprendere mentre canta una canzone fortemente offensiva e dai toni razzisti nei confronti dei napoletani: reazione sdegnata di tutta la politica italiana, fino alla rinuncia alla carica di parlamentare italiano che però Salvini spiega con la necessità di scegliere tra i due incarichi. Infine vi aggiorniamo sui ddl intercettazioni e sicurezza. Il racconto.           

Nella foto, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

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di Gabriele CANARINI

Come abbiamo già evidenziato con l’articolo di questo pomeriggio, sale la tensione lungo le vie di Roma in vista dell’apertura del G8 domani all’Aquila. In particolare, gli scontri di maggior entità sono avvenuti nel quartiere popolare Testaccio, dove le forze dell’ordine hanno fermato 36 persone, fra cui 9 stranieri, confermando poi il fermo e l’arresto per 10 di queste: dovranno rispondere degli incendi a pneumatici e cassonetti, del possesso di oggetti «atti ad offendere», oltre che del reato di blocco stradale. Un’altra protesta, questa volta del tutto pacifica, si è svolta invece a Piazza del Popolo, organizzata dalla Coalizione italiana contro la povertà. I manifestanti hanno esposto e poi lanciato in cielo diverse piscine gonfiabili di oltre due metri che raffiguravano i vari rappresentanti del G8. Fra le immagini, una ritraeva il premier Berlusconi “sotto torchio”, un’altra era la foto-caricatura del gruppo dei Grandi riuniti insieme. Scopo della manifestazione era quello, come dichiarato dai trenta attivisti presenti, di ricordare ai capi di governo che «la guerra più importante da combattere e da vincere è quella contro la povertà». Proprio questo è uno dei temi su cui è stato attaccato Berlusconi dall’editoriale del “Guardian” di Julian Borger, il corrispondente diplomatico del quotidiano inglese. Borger, infatti, nel suo articolo sottolinea come il Cavaliere sia stato «aspramente criticato per aver devoluto solo il 3% degli aiuti per lo sviluppo promessi quattro anni fa, e per aver pianificato tagli, per oltre il 50%, ai finanziamenti per gli aiuti ai Paesi stranieri». Ma, come già anticipato da Ievolella nel suo articolo, il giornalista del “Guardian” ha puntato l’indice soprattutto sulle falle presenti nel sistema organizzativo italiano per il G8. Borger, in particolare, asserisce che la fase organizzativa sarebbe stata presa in mano, già da tempo, dagli Stati Uniti, che si sono occupati di fare le cosiddette “sherpa calls”, ossia un giro di conferenze telefoniche effettuate dagli “sherpa”, come si chiamano in gergo gli alti funzionari che pianificano i temi e le iniziative del G8, per «iniettare all’ultimo momento qualche significato» nell’incontro dell’Aquila. Un alto esponente della delegazione di un paese del G8, come ci viene designato nel suo articolo da Borger, ha mostrato tutto il suo sconcerto in merito: «Che sia un altro paese a organizzare le telefonate degli sherpa è un fatto senza precedenti. Gli italiani sono stati semplicemente terribili. Non c’è stata organizzazione e non c’è stata pianificazione». A queste critiche ha risposto direttamente il Ministro degli Esteri Frattini, che ha definito una «buffonata» la vicenda delle “sherpa calls”: «Che topica il “Guardian”! Scambia l’Italia per l’Uk. Dice che gli Usa hanno preso in mano l’organizzazione del G8 dirigendo una conference call e non si accorge che si trattava invece del G20… Un caso di friendly fire. Se fossero così onesti dal riconoscerlo…». L’attacco di Borger però non si ferma qui, ma prosegue asserendo che vi sarebbero diverse voci all’interno delle diplomazie europee che spingono affinché l’Italia sia estromessa in futuro dal novero dei Paesi partecipanti, e venga quindi sostituita dalla Spagna, «che ha un reddito pro capite più alto e versa una percentuale del Pil più alta in aiuti al Terzo Mondo». Gli Usa, invece, secondo Borger, giudicano il G8 «troppo eurocentrico» e preferirebbero, perciò, che i singoli Paesi europei confluissero in una singola delegazione europea. Quest’opzione, però, troverebbe non pochi ostacoli, dato che «nessun Paese europeo è disposto a rinunciare al proprio posto al tavolo dei Grandi». All’ipotesi che l’Italia sia estromessa dal G8, ha risposto duramente sempre lo stesso Frattini: «Spero che esca il “Guardian” dai grandi giornali del mondo». Ma il “Guardian”, oggi, non è stato l’unico quotidiano straniero ad attaccare il premier. Anche il “Financial Times”, che già altre volte è entrato in diretta polemica con il Cavaliere, in un editoriale non firmato, quindi espressione della direzione del giornale, ha fortemente criticato l’operato del capo del governo: «Da settimane le notizie sulla vita privata del 72enne leader italiano sono stato un totale imbarazzo, ma la sua reputazione è calata per ragioni che vanno al di là dei recenti titoli di giornale». Il quotidiano finanziario ha poi spiegato come Berlusconi sia sempre stato ritenuto dai principali leader mondiali una figura controversa e imprevedibile, e come ora le cose, per lui, siano anche peggiorate rispetto ai precedenti governi, quando Bush «aveva bisogno di corteggiarlo», perché era in conflitto con i capi di governo tedesco e francese, Schroeder e Chirac, «ma oggi è tutto cambiato, Francia e Germania hanno leader fortemente pro-americani, sicché Obama non ha bisogno di essere tollerante verso Berlusconi come il suo predecessore». Il giornale cita le questioni che hanno irritato gli Usa e gli altri membri del G8: l’inadempienza dell’Italia sugli aiuti all’Africa, lo scarso interesse del premier italiano sull’impegno per combattere il cambiamento climatico, la sua ambizione di mediare sull’Iran e sulla Russia. Proprio in merito alla questione della scarsità di fondi devoluti dall’Italia in favore dei Paesi poveri, in un altro articolo pubblicato sul “Financial Times” di oggi, uno dei columnist più autorevoli del quotidiano britannico, Quentin Peel, ha infatti rivelato che l’ex segretario generale dell’Onu Kofi Annan avrebbe inviato «una dura lettera personale» a Berlusconi, rimproverandolo per non avere rispettato gli accordi presi in precedenza sugli aiuti per il Terzo Mondo. E proprio per rispondere a queste dure critiche, nella conferenza stampa di presentazione del G8 Berlusconi ha annunciato che dal summit verranno stanziati tra i 10 e i 15 miliardi di dollari per aiutare chi soffre la fame nel mondo. In merito, invece, alle rivelazioni del “Guardian” sulle “sherpa calls”, il premier ha ribadito le parole di Frattini: «Hanno confuso l’organizzazione per il G20 con quella per il G8. Il “Guardian” ha preso una grande cantonata. Una grande cantonata per un piccolo giornale». A queste parole ha controreplicato la direzione del “Guardian” con una nota: «Confermiamo quanto scritto nell’articolo di oggi del nostro corrispondente diplomatico Julian Borger e respingiamo sentitamente qualsiasi affermazione che l’articolo in questione sia infondato».

Salvini. Frattanto è scoppiata la bufera attorno ad un video pubblicato dal sito di “Repubblica”, in cui si vede il neo-europarlamentare della Lega Matteo Salvini, alla festa della Lega di Pontida, che intona, assieme ad alcuni amici, un coro razzista contro i napoletani. Sono scattate immediate le proteste verso l’esponente del Carroccio. Il vicepresidente dell’Italia dei Valori alla Camera, Fabio Evangelisti, ha subito chiesto le dimissioni di Salvini: «La canzonaccia razzista di Matteo Salvini non può essere liquidata come semplice folklore e per questo non può passare impunita. Non è la prima volta che il parlamentare leghista rende pubblica la sua vena razzista. Non solo Salvini deve chiedere scusa ai napoletani, ma è bene che la Lega prenda le distanze e chieda le sue dimissioni». Anche la deputata del Pd Pina Picierno sottolinea la recidività del leghista: «Sono scandalizzata dalla volgarità delle sue parole. Per questo motivo e per denunciare la gravità di un tale atteggiamento che tradisce una preoccupante deriva razzista di alcuni esponenti della maggioranza, presenterò un’interpellanza parlamentare sulla condotta dell’on. Salvini, che non è nuovo ad uscite di questa natura». Ma le critiche e le prese di distanza non sono giunte solo dall’opposizione. Senza chiederne le dimissioni, ha però chiesto a Salvini di scusarsi anche il Ministro della Difesa La Russa: «Sono sicuro che stava scherzando. Basterebbe chiedere scusa. Certo, è una storia che fa girare le scatole». E anche altri esponenti della maggioranza, come l’esponente del Pdl Nunzia Di Girolamo, hanno rabbiosamente mostrato la propria disapprovazione: «Voterò contro tutti i provvedimenti della Lega in Parlamento se il leghista non chiede scusa». Di tutt’altro tenore, invece, le parole del leader di Salvini, Umberto Bossi, che lo ha così difeso, minimizzando, a suo modo, quanto accaduto: «Sono tutte stronzate… Dovrebbero chiedergli le dimissioni perché canta male». Lo stesso Salvini, infine, ha così spiegato la vicenda: «Qui la politica non c’entra nulla, non c’entra nulla il razzismo, e chi si stupisce o si scandalizza vuol dire che sono almeno 30 anni che non mette piede in uno stadio…». La tesi di Salvini, infatti, è che, nel frangente immortalato dal video, egli si stava divertendo con degli amici a cantare dei cori da stadio, anche se, è bene ricordarlo, nel video si vede chiaramente che il primo a intonare il coro razzista incriminato è proprio lo stesso Salvini: «La politica è questo governo che ha ripulito Napoli da rifiuti e schifezze dopo anni di degrado. Il video in cui canto invece è un’altra cosa, è una festa tra amici che nulla c’entra con la politica, nel corso della quale si sono cantate canzoni da stadio. Quella messa in rete è la canzone sfottò che si canta ai tifosi del Napoli e poi ne abbiamo cantata subito dopo una contro il Verona. Ci si sfotte tra tifoserie e io ero appunto con tifosi bergamaschi che facevano coretti da stadio, e non in una sede politica». Nonostante tutto ciò, in serata sono infine arrivate le dimissioni di Salvini dalla carica di deputato. Nell’arco di venti minuti, però, è arrivata, da parte di ambienti vicini alla Lega, la smentita che vi sia un rapporto diretto fra queste polemiche e le dimissioni. Infatti la scelta di Salvini sarebbe stata dettata solo dal fatto che oggi era l’ultimo giorno possibile per scegliere se restare a Bruxelles o fare il deputato in Italia, e il membro del Carrocio ha optato per la prima soluzione.

Ddl Intercettazioni. Oggi, inoltre, in Parlamento si è presa una decisione che già da qualche giorno era nell’aria, e che aveva già lasciato intuire il Presidente del Senato Schifani, allorché nei giorni scorsi, aveva invitato il governo a non accelerare i tempi sulla discussione in Senato del ddl sulle intercettazioni, lasciando che la discussione potesse avvenire coi tempi e le modalità necessarie. Ed infatti oggi si è deciso di rimandare la discussione sul ddl al prossimo autunno. La decisione, come ha spiegato il presidente della commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli, è stata sollecitata dallo stesso Ministro della Giustizia Alfano: «Il ministro della Giustizia mi ha comunicato che il governo non ritiene così urgente il ddl intercettazioni da doverlo approvare entro il mese di luglio. Ho anche sentito il presidente del Senato, Schifani, che mi ha confermato di non ritenere di calendarizzare il provvedimento prima dell’estate». Berselli ha dato la propria approvazione a questa decisione: «La commissione Giustizia esaminerà con la dovuta attenzione e con il necessario approfondimento il ddl intercettazioni, e di questo sono soddisfatto perché io avevo detto sin dall’inizio che questo non era un provvedimento da poter approvare a scatola chiusa». Il presidente della commissione Giustizia ha spiegato che tra le “fonti autorevoli” che egli intende sentire prima di aprire i lavori del Senato c’è il procuratore capo antimafia, Piero Grasso: «Io trovo che il capo della Procura antimafia abbia assolutamente ragione quando dice che si dovrebbe evitare di ostacolare le indagini che potrebbero portare all’accertamento di reati di mafia. Pertanto, visto che considero il suo contributo estremamente importante e portatore di novità, proporrò di ascoltarlo in commissione». Berselli, però, ha subito chiarito che questo rinvio è ben lungi dall’essere un tentativo di insabbiamento della legge sulle intercettazioni: «Il nostro obiettivo non è tirare per le lunghe con il ddl intercettazioni per non approvarlo, ma solo quello di migliorarlo. Il tema delle intercettazioni insomma è sentito e reale; che la soluzione sia il testo approvato dalla Camera o un altro è un’altra questione, ma senz’altro è un tema che va affrontato».

Ddl sicurezza. Non si spegne, poi, neanche oggi l’ecco delle dichiarazioni di domenica scorsa del sottosegretario al Welfare Carlo Giovanardi, che ha proposto, come condizione imprescindibile affinché il ddl sulla sicurezza appena varato sia efficace, di regolarizzare subito le circa 550 mila badanti e colf irregolari che lavorano oggi nelle case italiane. Già ieri Calderoli aveva duramente criticato la proposta di Giovanardi, spiegando che non verrà fatta alcuna sanatoria, consentendo così, secondo quanto ha sostenuto il Ministro per la Semplificazione legislativa, a tante persone che fanno tutt’altro lavoro rispetto alle badanti, come ad esempio le prostitute, e che sono al momento irregolari, di mettersi in regola per tempo aggirando la nuova legge. A Calderoli aveva replicato lo stesso Giovanardi, asserendo che la sua proposta era tutt’altra cosa da una sanatoria, ma solo una misura a favore della facilitazione alla regolarizzazione di un alto numero di persone che già da tempo lavorano regolarmente in Italia, non delinquono, e che con la nuova legge si ritroverebbero a dover abbandonare il nostro Paese, mettendo in crisi l’economia e la stabilità domestica di non poche famiglie italiane. Oggi, è ritornato con forza sull’argomento, in una conferenza stampa al Viminale, l’esponente della Lega di maggior peso all’interno del governo, il Ministro dell’Interno Maroni, il quale ha ripreso il tema delle sanatorie usato da Calderoli: «Già oggi, se un clandestino svolge un lavoro in nero può essere espulso. Io sono contro le sanatorie perché non potrebbero essere fatte solo per chi fa un determinato lavoro. Inoltre è fortemente sconsigliato dal patto dell’Unione europea firmato nel 2008 dai capi di Stato. Mi sento comunque di escludere sanatorie anche generalizzate ed escludo che anche Berlusconi voglia farle perché anche lui ha firmato il patto». Più conciliante, soprattutto sul tema strettamente legato alla situazione legislativa delle badanti, è invece il Ministro della Difesa La Russa: «Le badanti sono quelle che hanno già in corso un rapporto, anche se in nero, e che sono utili per anziani e persone portatrici di handicap. Per le colf, invece, non c’è urgenza. Vedremo cosa fare, ma per loro non credo che sia possibile una regolarizzazione… D’altronde, contro di loro, di certo nessuno si metterà a fare la caccia». E il Ministro degli Esteri Frattini, invece, ha voluto precisare e rassicurare sul fatto che nessuna badante, con la nuova legge, andrà in galera: «Non è necessaria alcuna sanatoria perché la legge penale non è retroattiva. Il problema è per chi lavoro in nero, ma nessuna badante andrà mai in galera». Favorevole ad una soluzione che consenta di «gestire la transizione», si è mostrato, poi, il titolare del Ministero di cui Giovanardi è sottosegretario, Maurizio Sacconi: «Bisogna regolarizzare solo in modo rigoroso e selettivo, tenendo ben strette le maglie, in modo da non favorire abusi e vanificare le norme contro la clandestinità». Un ulteriore soluzione, che prevede un provvedimento sulla regolarizzazione del flusso degli immigrati, è stata, infine, proposta dal capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri: «Per le badanti e le colf si potrebbero utilizzare i decreti sui flussi, previsti dalla legge Fini-Bossi. Sono i decreti con i quali ogni anno il governo stabilisce quanti extracomunitari possono entrare nel nostro Paese in base a previsioni sul mercato del lavoro. Prima di farne entrare altri, potremmo vedere se il meccanismo dei flussi può essere applicato a persone che già vivono in Italia e hanno fatto domanda per regolarizzare il loro status».

Gabriele Canarini

Commenti

One Response to “Diario politico. G8, critiche all’Italia Salvini, canti razzisti in video: dimissioni”

  1. francesco on luglio 8th, 2009 23.35

    una cosa e’ un tifoso che canta allo stadio altra e’ un europarlamentare che ci rappresenta.. mi dispiace per la russa che vuol minimizzare la cosa..io che sono un elettore del centrodestra mi sento indignato ..la cosa non deve finire a “tarallucci e vino”se non vengono presi seri provvedimenti tutto il centrodestra perdera’ una bella percentuale di voti a napoli

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