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Mauro ritira la candidatura a capo Europarlamento: ‘Non spacco Ppe’

luglio 6, 2009 di Redazione 

Il candidato dell’Italia per lo scranno più alto dell’assemblea di Strasburgo lascia il campo al polacco Busek, sul quale convergevano il suo Paese e gli stati dell’est, ma anche Francia e Germania. Domani ci sarebbe stato il voto interno al gruppo, che, in caso di conferma della disponibilità di Mauro, si sarebbe diviso. “Dobbiamo essere uniti (invece) per la fase costitutiva della legislatura”, è la spiegazione del gesto di responsabilità data dallo stesso eurodeputato Pdl. Che rafforza così paradossalmente il grande consenso trasversale intorno al proprio nome. Il giornale della politica italiana vi racconta, con Marco Fattorini, com’è andata e le prime reazioni.

Nella foto, l’onorevole Mario Mauro

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di Marco FATTORINI

Brutte notizie da Bruxelles per l’Italia. Mario Mauro, attuale vicepresidente del Parlamento Europeo e candidato italiano alla presidenza dell’assemblea nella nuova legislatura, ha annunciato di aver ritirato la propria candidatura, su richiesta di Joseph Daul, presidente del gruppo PPE all’europarlamento.
La corsa di Mauro, appoggiata e proposta da Berlusconi, si è dunque fermata pochissime ore prima del voto interno al gruppo per sancire il candidato unico. Le ragioni? Quelle dell’unità e della coesione nel Partito Popolare Europeo, attualmente il gruppo più folto al parlamento, che, in mancanza di un accordo sul candidato, avrebbe assistito ad una grave spaccatura.
La scelta del candidato presidente è ricaduta su Jerzy Buzek, ex primo ministro polacco, appoggiato dal suo paese e dagli stati dell’est, ma anche da Francia e Germania.

IL CONTESTO. A pochi giorni dal voto parlamentare, previsto per il 14 luglio, la decisione assunta all’interno del PPE è motivo di rammarico per l’Italia, protagonista fondatrice dell’Europa oltre che vero serbatoio di voti e deputati alle ultime elezioni dove, oltre alla vittoria del Pdl, si è registrata, più in generale, una percentuale di votanti ben più alta rispetto al resto dei paesi d’Europa. Mario Mauro è stato riconfermato a Strasburgo con 160mila preferenze della circoscrizione Nord-ovest e, con l’appoggio del Pdl e di Berlusconi, puntava a sedere sullo scranno più alto dell’europarlamento, carica che un italiano non ricopre dal lontano 1979. Sembra però che saremo ancora destinati ad aspettare, vista l’ultima svolta politica che ha spianato la strada al polacco Buzek.
Da parte sua, il presidente del PPE all’europarlamento Joseph Daul ha ringraziato Berlusconi e il Pdl: “Saluto il segnale positivo dato dal Pdl italiano che permetterà al nostro Gruppo, la forza più influente del Parlamento Europeo, di designare in un clima di grande serenità il nostro candidato alla presidenza del Parlamento Europeo”. “Voglio altresì salutare calorosamente – ha aggiunto Daul – il mio collega e amico Mario Mauro del quale ho sempre ammirato il coraggio e l’attaccamento ai principi e agli ideali etici umanisti e pro-europei che condivido pienamente. Lo ringrazio di aver accettato di ritirare la sua candidatura nello spirito di compromesso e di solidarietà europea”.

COMMENTI E REAZIONI. Il diretto interessato, Mario Mauro, ha commentato in una nota la decisione maturata nelle ultime ore: “Proprio perché ritengo che sia importante che i cittadini non perdano fiducia ulteriormente nel progetto europeo, intendo favorire con un gesto di responsabilità la definizione da parte del Gruppo PPE della candidatura popolare al ruolo di Presidente del Parlamento europeo. Costringere al voto il Gruppo martedì 7 luglio significherebbe produrre un’inutile e disdicevole spaccatura che avrebbe come conseguenza per la nostra famiglia politica arrivare divisi alla fase costitutiva della legislatura: quella in cui bisogna indicare con chiarezza gli obiettivi politici nell’interesse dei cittadini europei. D’intesa con i vertici del mio partito e del Gruppo PPE abbiamo deciso di ritirare la mia candidatura”.
L’attuale vicepresidente del Parlamento Europeo ha altresì aggiunto che “se il desiderio di soddisfare l’ambizione personale prendesse il sopravvento sullo spirito di servizio dimenticherei le ragioni del mio lavoro e di una fede che mi ha sempre educato alle ragioni degli altri. Lasciare il passo alla candidatura del caro collega Buzek è quindi un modo per contribuire responsabilmente al ruolo che i Popolari europei devono avere perché la politica e il progetto europeo, in particolare, vengano percepiti come tensione al bene comune e amore al destino dei nostri popoli”.
Da Gianni Pittella, eurodeputato Pd, giungono parole di sostegno per Mauro: “Al collega e all’amico Mario Mauro che ha ritirato la sua candidatura per la presidenza del parlamento europeo, va la conferma della mia stima per il lavoro svolto in questi anni, che ha consentito, unitamente all’azione di Luigi Cocilovo e di Luisa Morgantini, di avere una autorevole ed efficace rappresentanza tra i vicepresidenti del Pe. Gli argomenti che motivano il suo ritiro da un lato dimostrano lo stile e la sobrietà dell’uomo, dall’altro chiariscono in modo inequivocabile che l’ostacolo alla elezione di un presidente italiano del Parlamento Europeo non è mai stato il Pd”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il nuovo arrivato David Sassoli che esprime “stima al collega Mario Mauro per la decisione di ritirare la propria candidatura alla presidenza dell’Europarlamento” con la precisazione che “tale rinuncia però evidenzia come, non solo il Partito democratico non abbia mai rappresentato un ostacolo all’elezione di un presidente italiano del Parlamento europeo, ma come già avevo sottolineato il problema era tutto interno alla sua parte politica. Questa vicenda dimostra ancora una volta l’isolamento del Pdl di Berlusconi nel contesto europeo”.

IL PRESIDENTE NAPOLITANO. Appresa la notizia del ritiro della candidatura il capo dello Stato Giorgio Napolitano ha preso carta e penna e ha scritto a Mario Mauro: “Nel momento in cui viene resa pubblica la decisione con la quale ella prende atto dell’orientamento del gruppo popolare a designare l’on. Buzek per il ruolo di Presidente del Parlamento europeo, e annuncia di ritirare responsabilmente la sua candidatura desidero rinnovarle l’apprezzamento già da me espresso per il contributo dato nel corso degli anni all’attività del Parlamento europeo, anche e in particolare nella qualità di vicepresidente. Sono convinto che l’Italia avrebbe avuto tutti i titoli per aspirare a veder eletto un proprio rappresentante alla guida dell’Assemblea di Strasburgo e che lei avrebbe egualmente potuto vantare la qualità del suo impegno europeistico e del suo rapporto di collaborazione con tutte le componenti della realtà pluralistica costituita dai deputati europei eletti dall’Italia”.

Marco Fattorini

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