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***L’intervento***
TUTTI INSIEME. LA MIA SOLA CONDIZIONE PER APPOGGIARE MARINO
di MICHELE CARDULLI

luglio 6, 2009 di Redazione 

Prosegue sul giornale della politica italiana il dibattito pre-congressuale del Partito Democratico. E in particolare quello interno della mozione Marino. Ieri, un intervento sul nostro giornale di Cristiana Alicata ha aperto una frattura in seno allo schieramento che sostiene il terzo uomo per la segreteria Pd. Alicata ha criticato Marino che nella propria prima uscita pubblica aveva annunciato che si sarebbe avvalso in primo luogo del contributo di Goffredo Bettini e Michele Meta. Due nomi “di apparato”, ovvero sia appartenenti e legati ai precedenti partiti, che non piacciono ad una parte della base. Su questo tema, risponde a Cristiana oggi un altro esponente del movimento pro-Marino, Michele Cardulli, giornalista, addetto stampa della Regione Lazio, uomo forte del movimento rinnovamentista romano. Una figura che ha lavorato per anni a fianco degli stessi Meta e Bettini. E che parla a ragion veduta. E dà alcuni consigli ai suoi compagni di avventura. Sentiamo.

Nella foto, Goffredo Bettini

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di MICHELE CARDULLI

Nella giornata di ieri si è aperta qualche crepuzza nel fronte che sostiene Marino. Prima Cristiana Alicata su questo giornale, poi una serie di interventi non proprio distensivi. Oggi lo stesso Civati su Repubblica usa parole che non mi sono piaciute contro Goffredo Bettini.Credo che siano normali incomprensioni in un fronte che di ora in ora sta crescendo sempre più.

E credo anche che sarebbe bene mettersi attorno a un tavolo per definire ruoli, compiti. In maniera meritocratica, come dice Marino. Nel senso che ognuno di noi ha una storia, competenze, capacità. E le deve mettere al servizio del candidato segretario. E credo anche che tutti noi dovremmo avere un po’ di senso del limite.

Ignazio Marino non è il candidato di Michele Meta e Goffredo Bettini. Ignazio Marino non è il candidato dei Piombini. Non è il candidato scelto da Giuseppe Civati.

Ignazio Marino è il candidato a cui centinaia di migliaia di persone guardano con speranza perché può rappresentare un punto di svolta per un partito (perdonate la facile allusione) ridotto in stato comatoso da una classe dirigente che non ha saputo portare avanti l’innovazione insita nella nascita stessa del Pd (i Veltroni, i Franceschini, i Marini, i Rutelli) oppure l’ha addirittura osteggiata (i Bersani, i D’Alema, i Letta).

E credo che se il candidato fosse stato Chiamparino non sarebbe stata la stessa cosa. Non bastava un terzo candidato. Servono il profilo, le capacità, la chiarezza e la determinazione di Marino per rompere gli schemi correntizi che ci soffocano.

Ora si tratta di stabilire se vogliamo che Marino sia un candidato di pura testimonianza oppure se vogliamo vincerla questa partita. Lo dico subito, io voglio vincere anche quando faccio il gioco dell’oca con mio figlio di otto anni, figuriamoci se mi voglio prestare a una battaglia di testimonianza nel congresso del Pd.

E allora proviamo sul serio a vincerla. Stando tutti insieme, senza fare l’analisi del Dna a nessuno, anche perché in quel caso potremmo avere parecchie sorprese. E soprattutto “usando” le persone per le competenze e le capacità che hanno. Sporchiamoci le mani tutti, se facciamo gli snob, quelli che dicono “noi siamo i più bravi, quelli che hanno capito tutto”, gli altri sono, perdonate l’espressione, merda, se facciamo questo allora abbiamo perso. Se diciamo “Io sono laureato, ad attaccare i manifesti non ci vado perché mi sporco con la colla”, abbiamo perso.

Io non ho ambizioni di sorta. Sono un professionista dell’informazione, mi candido come vice attacchino. Nulla più.

Allora qual è il problema? Danno fastidio i nomi di Michele Meta e Goffredo Bettini? Dà fastidio il nome di Massimo Pompili? Danno fastidio anche Giovanni Carapella, Luisa Laurelli, Flavia Leuci?
Magari a qualcuno dà fastidio anche il nome di Michele Cardulli, perché alla fine ci sono quattro persone che leggono le cose che scrive?

Ci sono “pezzi” importanti di partito che in queste ore si stanno schierando con Marino. Sono quelli che in passato, a Roma e nel Lazio, hanno preso un partito in stato comatoso dopo che avevamo perso anche la Provincia contro Moffa (pensate un po’). Era il periodo in cui alla Regione c’erano i lanzichenecchi di Storace. Era il periodo in cui Veltroni, allora sindaco di Roma, rischiava di morire schiacciato con un governo nazionale che non dava una lira alla sua Capitale.

Per motivi professionali, ero responsabile dell’ufficio stampa dei Ds alla Regione, ho lavorato con tutti loro. Soprattutto con Meta, ma anche con Pompili, con Zingaretti, con Bettini, con Piero Latino, con Esterino Montino.

Uomini rappresentati del potere più bieco? Finiamola con questo qualunquismo di sinistra. Governare è anche gestione del potere. Il problema è che la gestione del potere non sia fine a se stessa.

E allora con questi uomini, con la guida attenta ma sempre rispettosa di Bettini, con un gruppo dirigente dei Ds autonomo, solidale e intelligente, abbiamo vinto prima al Comune di Frosinone, poi abbiamo strappato la Provincia alla Destra, poi abbiamo confermato Veltroni a Roma, poi abbiamo cacciato l’armata invincibile di Storace dalla Regione Lazio.

Questi sono i fatti. Come sono fatti che quel gruppo dirigente ha promosso la formazione e ha riempito le federazioni del partito di giovani dirigenti. Zingaretti, Buschini, Mazzoli, Foschi, Ciarla (va beh mica possono sempre azzeccarla). L’elenco potrebbe continuare per pagine e pagine. A quei giovani ha detto: serve una nuova generazione per continuare a crescere, noi vi lasciamo in mano il partito.

Bettini ha avuto in questi due anni un ruolo importante del partito. Spesso ha fatto cose giuste, altre volte ha sbagliato. Era giusta o sbagliata l’intuizione delle primarie per eleggere il leader del Pd? Era giusta o sbagliata la lotta contro i capobastone? Era giusto o sbagliato fare il congresso un anno fa e non aspettare che si scatenassero i cacicchi locali?
Era giusto o sbagliato che Bettini si prendesse per intero la colpa della sconfitta romana, proteggendo Veltroni?
Non vogliamo che dia il suo contributo al programma di Marino? Perché? Perché è troppo bravo rispetto a noi?

Potevamo sostenere la candidatura di Mario Adinolfi.

Michele Meta, come tutti noi, ha pregi e difetti. Il difetto peggiore che gli conosco, avendo praticamente vissuto con lui per sei anni, è che se gli parli prima di mezzogiorno sono parole al vento. E’ in piedi ma dorme ancora. Il che da un lato potrebbe essere anche utile se si hanno cambiali da fargli sottoscrivere.
E’ un ottimo organizzatore. Uno di quelli che la “macchina” ce l’ha nel sangue. Uno di quelli che ti sveglia di notte se ha un dubbio.
Non vogliamo che sia lui a coordinare il comitato Marino? Perché è bravo a fare questo tipo di lavoro?
Abbiamo paura di non riuscire a reggere il loro passo e che quindi si prendano troppo spazio?

Finiamola con i giochetti, con il tentativo di delegittimare qualcuno. Perché ci facciamo solo del male.

Io non ho paura. Io credo, lo ribadisco, che dobbiamo mettere in campo una sfida per vincere e non per fare testimonianza. Per vincerla c’è bisogno di tutti. Nel rispetto delle nostre storie diverse. E se c’è un problema evitiamo di metterlo in piazza. Ci si siede attorno a un tavolo e si discute.

Se non ce la facciamo… vi meritate la Binetti…

MICHELE CARDULLI

Commenti

2 Responses to “***L’intervento***
TUTTI INSIEME. LA MIA SOLA CONDIZIONE PER APPOGGIARE MARINO
di MICHELE CARDULLI

  1. iovino franco on luglio 6th, 2009 20.07

    SONO CONVINTO DELLE COSE DETTE DA CARDULLUI NON FACCIAMOCI DANNI DA SOLI VI ASSICURO CHE MOLTI CHE GIA AVEVANO DECISO DA CHE PARTE STARE TRA BERSANI E FRANCESCHINI DOPO LA DECISIONE DI IGNAZIO SI SONO FERMATI A RIFLETTERE E VI ASSICURO LA LITIGIOSITA DEI NOSTRI DIRIGENTI E UNA MOTIVAZIONE CHE PUO FARLI ALLONTANARE QUINDI A CIVATI RIVOLGO UN APPELLO IL MOMENTO E TROPPO DELICATO NON POSSIAMO PERMETTERCI ERRORI

  2. giamburrasca on luglio 9th, 2009 02.08

    siamo già ubriachi con tutto sto benedetto MARINO se ci beccano ci tolgono tutti i punti ( mi sembra che ne abbiamo persi abbastanza) ora credo sia meglio ripartire dal attuale segretario e piu voglia di collaborare che di pavoneggiare.

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