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Countdown per il G8 de L’Aquila. Ecco la situazione a poche ore da inizio vertice

luglio 6, 2009 di Redazione 

Sul piano interno, è il vertice del ritorno in Italia dei grandi a otto anni di distanza dal tragico appun- tamento di Genova. E’ il G8 dell’Abruzzo devastato dal terremoto, che contava sull’appuntamento per non far spegnere i riflettori su di sè e sulle proprie necessità. E poi il senso. E’ il vertice che affronterà la peggiore crisi economica dai tempi del ’29, ed ha quindi una rilevanza strategica per l’intero pianeta. Ed è un vertice che mai come in questo caso coinvolgerà il mondo intero anche al di là degli otto paesi più industrializzati, come spiegò il presidente del Consiglio. Ma è anche, a metà tra i due piani, il G8 del caso che tocca il nostro capo del Governo che potrebbe esplodere proprio durante le riunioni dei grandi, provocando scosse alla stessa tenuta del nostro esecutivo ma anche un serio danno di immagine per il nostro Paese a livello planetario, nel momento in cui l’intero globo avrà gli occhi puntati sulla presidenza italiana. Il giornale della politica italiana anticipa i grandi quotidiani e comincia a raccontarvi, a due giorni dall’inizio dei lavori, il G8 de L’Aquila. Sentiamo.

Nella foto, la caserma della Guardia di Finanza di Coppito che ospiterà i grandi

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di Attilio IEVOLELLA

Il countdown è oramai agli sgoccioli. E a L’Aquila si stanno ultimano i preparativi, in materia di organizzazione e di sicurezza, per ospitare il summit del ‘G8′ – dall’8 al 10 luglio, come ampiamente annunciato – sotto la presidenza dell’Italia.
Resta, però, un’incognita, difficilmente gestibile: il terremoto. Che nell’ultima settimana si è rifatto sentire con insistenza. Le ultime scosse hanno creato allarme nella popolazione, innanzitutto, che è anche scesa in strada per una fiaccolata di protesta, chiedendo risposte concrete e giustizia. E, inevitabilmente, costituiscono una variabile ulteriore da tenere presente nella ‘tre giorni’ del summit.

I TEMI SUL TAVOLO - Come facilmente intuibile, la crisi economica influenzerà l’intero confronto tra i rappresentanti degli otto Paesi più industrializzati al mondo – da qui la sigla ‘G8′-, e lo testimonia il programma del vertice, che, tra l’altro, comprende riunioni su ‘Economia mondiale, Politiche per lo sviluppo dei Paesi poveri, Fonti future della crescita economica globale, Impatto della crisi sull’Africa’. Da segnalare, poi, la previsione di un pranzo di lavoro su ‘Temi politici internazionali’: logico pensare anche uno spazio riservato alla ‘questione Iran’, oltre che al pericolo di una proliferazione degli armamenti nucleari, alla situazione in Medio Oriente, alla lotta al terrorismo, alla situazione in Corea del Nord.
Ampliando l’orizzonte, ed entrando nei dettagli, è possibile anche tracciare le linee guida principali del vertice di L’Aquila: crisi economica, innanzitutto, e poi commercio internazionale, Paesi poveri e Africa, questione climatica globale, sicurezza alimentare, accesso all’acqua, salute.
Per portare avanti un confronto così ampio, però, il vertice dovrebbe essere ‘allargato’, ossia non limitato agli otto Paesi più industrializzati – ovvero Francia, Stati Uniti e Russia, rappresentati dai rispettivi Capi di Stato, e Regno Unito, Germania, Giappone, Italia e Canada, rappresentati dai rispettivi Capi di Governo -: difatti, sono stati invitati Egitto, Australia, Corea del Sud, Indonesia, Danimarca, Angola, Algeria, Nigeria, Senegal, Unione Africana, Nepad (New partnership for Africa’s Development), Paesi Bassi, Spagna, Turchia, Organizzazione delle Nazioni Unite, Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, Organizzazione Mondiale del Commercio, Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, Agenzia Internazionale dell’Energia, Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura, Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo, Programma Alimentare Mondiale e Organizzazione Internazionale del Lavoro.

LA SEDE - Ad accogliere il summit – originariamente previsto a La Maddalena, in Sardegna – sarà la scuola della Guardia di Finanza a L’Aquila. Ad accompagnarlo, nella ‘tre giorni’ di riunioni, sarà una corposa organizzazione. Basti pensare che sono almeno quindicimila gli operatori delle diverse forze di polizia, integrati da almeno duemila e cinquecento uomini dell’esercito, pronti ad essere impegnati per la sicurezza del summit.
A questo proposito, l’impianto difensivo messo in piedi per questa occasione è stato monitorato quest’oggi dal Capo della Polizia, il prefetto Antonio Manganelli, recatosi appositamente a L’Aquila: «Ci presentiamo all’appuntamento con un numero adeguato di uomini e mezzi, e con una capacità professionale opportunamente formata», ha commentato. Anche se bisogna registrare anche una polemica: l’associazione dei funzionari di polizia, attraverso il segretario nazionale Enzo Marco Letizia, ha chiesto di dotare di microcamere gli agenti impegnati a L’Aquila, ma la richiesta è stata respinta. E Letizia ha parlato di poliziotti «obbligati a lavorare a mani nude».

L’ATTESA IN ITALIA - L’attenzione del mondo sarà puntata su L’Aquila. E forti sono anche le attese in Italia, condite anche dalla polemica politica.
Tecnica la presa di posizione di Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria: «È importante che prevalga in modo serio la volontà di combattere il protezionismo. E mi aspetto un accordo sulle nuove regole della finanza». E sulla stessa falsariga anche il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, chiarendo che reddito e occupazione troveranno spazio a L’Aquila.
Critiche forti, invece, arrivano da Luigi De Magistris (Italia dei Valori), il quale respinge l’ipotesi di una tregua alle polemiche italiane, lanciata dal presidente della Repubblica, in occasione del ‘G8′: «Quando lo stato di diritto viene mortificato, quando la democrazia viene attaccata, non ci vuole il silenzio, non sono accettabili dosi di bromuro istituzionale», ha attaccato. Mentre Pierluigi Bersani (Partito Democratico) ha parlato di «Governo poco credibile» su temi come clima e lotta alla povertà.
Da segnalare anche la presa di posizione, netta, del cardinale Martino, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace: «Da quasi trent’anni ho sperimentato la tragica distanza che separa la dichiarazione d’intenti dei governi occidentali dai concreti interventi a favore dei Paesi poveri». Parole che sottintendono un forte scetticismo anche per questo appuntamento…

…E NEL MONDO - Cosa si farà in concreto a L’Aquila? Difficile dare una risposta, come testimoniato anche dalle parole del cardinale Martino. Le prospettive sono tante, ampliate anche dall’ultima notizia, quella relativa ad un piano ad hoc, in cinque punti, per il rilancio della crescita globale che il premier britannico Gordon Brown sembra intenzionato a presentare a L’Aquila.
Certo è che nel mondo, come detto, l’attesa è alta. Lo confermano le parole di Josè Barroso, presidente della Commissione dell’Unione Europea, che chiede «responsabilità e solidarietà» ai membri del vertice di L’Aquila e sottolinea che «l’impatto sociale della crisi durerà più a lungo e per questo servono misure volte a contrastare la disoccupazione che sta aumentando». E, allo stesso tempo, il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, in una lettera, ha chiesto di «mantenere gli impegni sull’Africa».

Attilio Ievolella

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