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La tragedia di Viareggio: 21 ora i morti. E in città comincia il ritorno alla normalità

luglio 3, 2009 di Redazione 

La stazione è stata parzialmente riaperta – stamattina alle 5.54 il primo transito di un treno passeggeri - e nei dintorni ripartono i primi esercizi commerciali. Ancora disagi per una parte degli sfollati: le case non sono completamente sicure e chi può rientrare ha comunque paura. Ci racconta la situazione al quarto giorno dopo il disastro il nostro Marco Fattorini.           

Nella foto, il treno ancora riverso sui binari

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di Marco FATTORINI

Il bollettino nero di Viareggio non era, purtroppo, definitivo. Il bilancio dei morti è infatti salito a 21 dopo che un giovane è deceduto intorno alle 10 di questa mattina all’ospedale di Carrara. Nella notte, inoltre, non ce l’ha fatta neanche un’altra donna ricoverata nella stessa struttura ospedaliera. In più si contano 18 feriti, di cui 5 in gravi condizioni, e due persone disperse: Andrea Falorni e Antonio Farnocchia.
Nel frattempo, come previsto, è stata riaperta gradualmente al pubblico la stazione di Viareggio che, dall’alba di questa mattina, ha visto nuovamente il passaggio e la fermata di treni passeggeri. Il primo è stato il regionale 23375 La Spezia-Pisa che alle 5.54 è approdato alla stazione viareggina. Per ora è stato riaperto alla circolazione uno solo degli 8 binari, consentendo comunque la riattivazione della linea Tirrenica, e non si escludono ritardi e soppressioni in questi primi giorni di progressivo ritorno alla normalità. Tornati al lavoro anche taxi, bus navetta ed alcuni esercizi commerciali nei pressi dell’avamposto ferroviario.
Sul fronte degli abitanti, è ricominciato il parziale rientro nelle case per alcuni di essi, sotto il controllo della Protezione Civile, per altri invece, impossibilitati dalle condizioni degli edifici della zona rossa, c’è l’assistenza dei Vigili del Fuoco che accompagnano i cittadini con carrelli e bauli per riprendere oggetti personali nelle case danneggiate dall’esplosione.
La paura e l’ansia restano, comprensibilmente, negli animi della gente che ora non si sente più tranquilla nel tornare a casa o comunque nel semplice addormentarsi la notte. “Non ho avuto il coraggio di varcare la soglia – dichiara una signora all’Ansa – Ho paura di quello che troverò. E poi non mi fido dell’ascensore. I soccorritori ci hanno detto di stare attenti ad accendere le luci o ad aprire il gas. Non si può essere tranquilli”. Riemergono anche le testimonianze di chi era sveglio e vigile, in quei momenti di panico: “Eravamo davanti alla sede. A un certo momento il cielo si è colorato di rosso, è stata una sensazione terribile, fuori da ogni controllo, e si sono sentiti più boati, i vetri e le case tremavano. Ora dobbiamo essere concreti, oggi organizziamo i turni al Pd per stare aperti il più possibile perché in queste situazioni c’è bisogno di tutti”: queste le parole di Adalgisa Mazza del circolo Darsena Pd Viareggio.

INDAGINI E SVILUPPI. L’amministratore delegato di Ferrovie Mauro Moretti è stato ieri sentito in audizione a Palazzo Madama e ha affermato che “non abbiamo ancora attivato la nostra assicurazione perché non ci sentiamo responsabili”. Il dirigente ha inoltre aggiunto che “esiste un modo concreto per vedere se siamo sicuri o no: sono i premi che paghiamo per le assicurazioni. Se non fossimo sicuri pagheremmo premi molto superiori. Le assicurazioni misurano i rischi e i premi sono commisurati: se i rischi diminuiscono, i premi sono minori. Noi abbiamo premi più bassi rispetto ad altri che sono saliti un po’ negli ultimi anni solo per cause esterne come disastri naturali. Nei premi c’è stato un netto miglioramento negli ultimi anni e vorremmo continuare su questa strada”.
Nel frattempo le indagini proseguono, ancora senza nessun nome nel registro degli indagati, anche se le ipotesi di reato sono pesanti: disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo e incendio colposo.
Il cedimento strutturale del carro è ormai assodato e lo confermano anche le immagini piuttosto eloquenti: si parla di logoramento e ruggine alla base di un progressivo deterioramento delle condizioni dell’asse. Intanto la Gatx, titolare del vagone “incriminato” ha dichiarato che provvederà a sostituire tutti gli assi dei cargo che trasportano GPL.
Il gruppo Ferrovie dello Stato ha invece fatto sapere in una nota ufficiale che “da mercoledì sono stati sospesi i trasporti con carri di proprietà della società Gatx e la relativa circolazione sulla Rete Ferroviaria Italiana”, un provvedimento che “sarà mantenuto in vigore fino a quando non verranno fornite da Gatx informazioni certificate e chiarimenti sulla componentistica dei carri utilizzati per il trasporto merci”.

LE MOSSE GOVERNATIVE. “Il movimento di questi vagoni cisterna lungo il paese può comportare situazioni che possono diventare drammatiche e tragiche, così come è accaduto a Viareggio”: queste le parole pronunciate da Silvio Berlusconi a margine di una conferenza stampa a L’Aquila. Il premier ha anche assicurato che sarà svolta dal Governo un’”indagine approfondita” per chiarire questa drammatica situazione, visto che l’incidente “forse non è solo causato dalla malasorte”. Si pensa al cambiamento delle regole per i movimenti dei vagoni cisterna e, in questa direzione, Bruxelles ha convocato per settembre una conferenza europea sulla sicurezza ferroviaria, a maggior ragione dopo il tragico accadimento di Viareggio. In giornata è attesa la decretazione dello stato d’emergenza da parte del Consiglio dei Ministri che si svolgerà in mattinata.

Marco Fattorini

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