Top

Diario politico. Contestati Berlusconi e Matteoli a Viareggio. ‘Stato d’emergenza’

giugno 30, 2009 di Redazione 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Carmine Finelli. Diario dedicato oggi in larga parte alle conseguenze dell’esplosione del carro-cisterna carico di Gpl avvenuta nella tarda serata di ieri nella stazione del comune toscano, di cui vi abbiamo raccontato stamattina. 14 le vittime accertate alla fine di una lunga giornata di scavi e verifiche. Vi rendiamo conto delle reazioni della politica italiana. Oltre a questo c’è l’annuncio di Chiamparino che rinuncia a candidarsi alla segreteria Pd. Bersani presenta squadra e contenuti. Il racconto.

Nella foto, il presidente del Consiglio e Guido Bertolaso capo della Protezione civile

-

di Carmine FINELLI

Una giornata tragica quella di oggi. E’ di quattordici vittime e 30 feriti il bilancio dell’esplosione del treno che trasportava gpl esploso ieri, poco prima della mezzanotte a Viareggio (Lucca). Un disastro di immane portata che probabilmente poteva essere evitato. Secondo una nota di “Ferrovie dello Stato il disastro sarebbe stato causato dal cedimento di un carrello di uno dei primi carri della cisterna”. “Dalle prime evidenze i macchinisti non hanno fatto errori” ha dichiarato Mauro Moretti amministratore delegato di Fs. Moretti ha inoltre confermato che “sempre dalle prime evidenze c’è stato un cedimento strutturale nel primo carro: si è spezzato l’asse”. I carri, di proprietà di una ditta viennese, rispondono a norme di trasporto delineate dall’Unione Europee, per cui anche in presenza di un vuoto normativo, o di una legge troppo elastica non sembra esserci una responsabilità delle autorità italiane. Moretti ha sottolineato che dei controlli su quell’asse fanno sempre parte “quelle revisioni che sono obbligatorie per le società”. “Dal controllo delle scadenze apposte sui vagoni – ha poi concluso l’Ad delle Ferrovie – sembra che la revisione sia stata effettuata regolarmente”.
Il presidente del Consiglio è arrivato nel primo pomeriggio sul luogo del disastro. In una conferenza stampa Berlusconi ha fatto il punto della situazione. “Sono stato al telefono finora con Bertolaso – aveva detto Berlusconi in mattinata, da Napoli – abbiamo già provveduto a trasferire i feriti più gravi negli ospedali e poi subito andrò a Viareggio a prendere in mano la situazione”. Al suo arrivo nella cittadina toscana il premier è stato duramente criticato da un gruppo di cittadini che ha più volte scandito le parole “buffone”, “vergogna”, “vai a casa”. Intanto Silvio Berlusconi annuncia che nel prossimo Consiglio dei ministri “dichiareremo lo stato d’emergenza”. Sul luogo presente anche il ministro delle infrastrutture Altero Matteoli, il quale è stato oggetto al pari del premier di duri attacchi. Dal ministro dell’Interno Roberto Maroni, anche lui presente sul luogo del disastro, è arrivato un elogio per i “soccorritori, e la collaborazione tra vigili del fuoco e volontari. I lavori continueranno finché non sarà completata la messa in sicurezza: credo che in giornata si comincerà il travaso del gpl. La zona è completamente in sicurezza, e costantemente controllata per evitare conseguenze” ha detto Maroni.
Un sentito cordoglio è giunto anche dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e da papa Benedetto XVI. Il primo ha espresso il suo personale cordoglio in una telefonata privata al sindaco di Viareggio, Luca Lunardini. Il papa invece ha preferito esprimere vicinanza alla popolazione viareggina ed ai familiari delle vittime attraverso una nota ufficiale. “Appresa la notizia – si leggeva una nota del Vaticano – il sommo pontefice esprime profonda partecipazione al dolore che colpisce l’intera città e mentre assicura fervide preghiere di suffragio per quanti sono tragicamente morti invoca dal signore la pronta guarigione per i feriti”. Il cardinale Angelo Bagnasco, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, interviene sulla vicenda: “La Chiesa è vicina, i vescovi e le comunità cristiane assicurano la preghiera per i morti i feriti e le loro famiglie. Auspico che simili episodi non si ripetano, ma in questo momento occorre stringersi gli uni gli altri”.
Sul fronte parlamentare l’opposizione preme perché venga fatta piena luce sull’accaduto. Il capogruppo alla Camera dell’Italia dei Valori annuncia che i parlamentari dell’Idv “chiederanno l’immediata convocazione dei vertici delle Ferrovie, per un’audizione in commissione Trasporti alla Camera. Su questo disastro dovrà essere fatta piena luce”. Il vice presidente della Camera Maurizio Lupi si dice convinto che “ora bisogna evitare inutili polemiche in attesa di accertare cause e responsabilità. E’ necessario fare ogni possibile sforzo per migliorare la sicurezza dei cittadini e l’efficienza del servizio ferroviario sulla strada intrapresa in questi anni”. Secondo Rosy Bindi “è assolutamente doveroso dare il massimo sostegno alle persone coinvolte nella tragedia. Ma occorre anche individuare con rapidità le cause e accertare le responsabilità dirette e indirette”.
Sull’incidente interviene anche il segretario della CGIL Guglielmo Epifani. “È una tragedia enorme. I primi riscontri darebbero ragione ai tanti allarmi lanciati in questi mesi dai sindacati su cui l’azienda aveva reagito tagliando, perchè nelle ferrovie c’è un uso di materiali troppo vecchio, ma aspettiamo di capire bene le cause”.

Partito Democratico. Sergio Chiamparino ha sciolto la riserva sulla sua possibile candidatura al congresso. “Come fin dall’inizio avevo temuto, sono stati sufficienti due giorni di ritorno all’attività amministrativa piena come sindaco per rendermi conto che una campagna elettorale fatta come necessario sarebbe incompatibile con l’impegno quotidiano che richiede una città come Torino, senza contare la presidenza dell’Anci a cui sono stato chiamato in modo unanime da tutta l’Associazione” ha dichiarato Chiamparino. La decisione è maturata dopo una attenta riflessione: “Ho riflettuto a lungo sulla proposta di candidarmi alla segreteria del Partito Democratico – aggiunge – che mi è stata fatta da parecchi amici e dirigenti, che stimo e che ringrazio non solo per il rispetto dovuto a queste persone, ma anche perché mi pare vi sia effettivamente un problema di insufficienza nello schema congressuale che si va delineando”.
Nel frattempo Pierluigi Bersani, principale favorito per la segreteria del partito, ha inaugurato oggi il suo comitato di segretaria in un “mezzanino” nella vecchia sede dell’Ulivo a piazza Santi Apostoli. Bersani quindi lancia la sfida: “La mia candidatura non è contro nessuno. Vorrei un congresso con candidati che facciano lo sforzo di dire dalla a alla zeta come la pensano, la loro proposta politica, l’idea di partito e del Paese”. Il congresso deve essere “vero e creare un partito da combattimento”. La prima necessità del Pd secondo Bersani è quella “di capirci e di uscire dal congresso con idee chiare e comprensibili che ci consentano di andare avanti. Un congresso che si occupa dell’Italia, in cui noi ci attrezziamo per aiutare questo Paese. Perchè davanti a noi non abbiamo 50milioni di politologi, ma cittadini che aspettano risposte” ha ricordato Bersani.

Cassazione. Mentre a Santi Apostoli fervono i preparativi per il Congresso, c’è una coda imprevista al conteggio del voto delle Europee. La discrepanza di voti tra i dati del ministero dell’Interno e quelli della Cassazione, denunciati dal candidato Roberto Gualtieri, è stata verificata. La Suprema Corte dunque ammette l’errore, attraverso un comunicato: “L’Ufficio elettorale Nazionale – si dice nel comunicato – precisa di aver proceduto, secondo quanto previsto dalla legge elettorale per il Parlamento Europeo, al conteggio dei voti sulla base dei dati che sono stati allo stesso comunicati dal competente Ufficio Elettorale Circoscrizionale presso la Corte di Appello di Roma. A seguito di accertamenti immediatamente disposti, è risultato che si è verificato un errore di comunicazione di dati tra l’Ufficio Elettorale Provinciale presso il Tribunale di Siena e l’Ufficio Elettorale Circoscrizionale presso la Corte di Appello di Roma. Le conseguenti rettifiche sono già in corso e sulla base delle medesime l’Ufficio Elettorale Nazionale procederà con urgenza alla conseguente rettifica dei dati riportati nel verbale approvato”. Tale errore ha cancellato l’esclusione di Gualtieri dalla lista degli eletti (al suo posto sarebbe subentrato il ligure Franco Bonanini, primo dei non eletti nel Nord-ovest); Gualtieri rientra così a pieno titolo tra gli eurodeputati del Pd.

Carmine Finelli

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom