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Esplode nella notte un treno merci a Viareggio. 15 morti, oltre 30 feriti

giugno 30, 2009 di Redazione 

Erano da poco passate le 23 di ieri, quando il convoglio diretto a Pisa, contenente gpl, è deragliato poco prima dell’ingresso nello scalo del comune della provincia di Lucca. Il gas liquido è fuoriuscito e si è incendiato, provocando una fortissima deflagrazione. Tre esplosioni che hanno investito edifici e automobili, causando una strage. Il giornale della politica italiana, come nei giorni del terremoto, vi racconta questo terribile fatto di cronaca, del quale vi aggiorneremo ancora durante la giornata. Il servizio è di Laura Liucci.

Nella foto, le fiamme nella notte

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di Laura LIUCCI

Poco prima della mezzanotte di ieri un treno merci contenente gpl – proveniente da La Spezia e diretto a Pisa – è deragliato entrando nella stazione ferroviaria che attraversa il centro di Viareggio (Lucca). Il gas liquido trasportato, fuoriuscendo e incendiandosi, ha dato origine ad una violentissima deflagrazione. Le tre esplosioni hanno investito numerosi edifici ed automobili, causando una strage. Il bilancio parziale fin’ora è di 15 vittime accertate, più di 30 feriti – di cui la metà versa in gravissime condizioni, tra cui due bambini con gravi ustioni diffuse – e altrettanti dispersi. Circa 1000 persone sono state inoltre evacuate dalle loro abitazioni, e cinque edifici sono parzialmente o totalmente crollati, causando la maggior parte delle vittime. Si scava ora tra le macerie in cerca di eventuali superstiti e si cerca disperatamente di domare l’immenso incendio che continua da ore a raffreddare le speranze dei soccorritori.

Sul luogo dell’incidente si sono riversati in pochissimo tempo Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Croce Rossa e corpi di polizia. «L’incidente si è verificato poco prima della stazione – ha affermato Antonio Gambardella, comandante del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco – quando uno dei vagoni è deragliato si sono susseguite diverse esplosioni e sono state coinvolte alcune palazzine circostanze. Stiamo cercando di domare per impedire che il calore si propaghi agli altri carri e dia luogo ad ulteriori esplosione». Agli occhi dei soccorritori si è offerta una scena «terrificante», come l’ha definita un volontario della Croce Verde, tra i primi ad accorrere sul luogo del disastro poiché la centrale stessa è stata in parte investita dall’esplosione. «Ho sentito un’esplosione e sono uscito in strada insieme ad altri volontari e ci siamo trovati le fiamme di fronte a noi e, purtroppo, un corpo carbonizzato a terra». Il sindaco di Viareggio Luca Lunardini, trovandosi anche lui vicino al luogo dell’esplosione, ha parlato di «scena apocalittica».

Le cause del deragliamento sono ancora incerte. Testimoni sembrano aver parlato di freni già in fiamme all’arrivo del treno. E’ comunque esclusa una qualsiasi collisione con altri convogli. Le Ferrovie dello Stato hanno reso noto che i vagoni del treno interessati sono 5, e nella nota si legge che «la locomotiva è regolarmente sui binari: dei 14 carri che componevano il treno, il primo, presumibilmente quello esploso è riverso sulla massicciata, così come gli altri quattro carri successivi. Degli altri nove, due sono rimasti in posizione verticale, ma fuori dai binari, mentre gli altri sette non hanno subito conseguenze». A provocare il deragliamento sarebbe stato la rottura dell’asse del vagone merci subito successivo alla locomotiva. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli ha interrotto la sua visita ufficiale in Venezuela e ha fatto sapere di aver nominato una commissione d’inchiesta sull’accaduto.

Nel frattempo in una nota i delegati RSU/RLS dell’Assemblea Nazionale dei Ferrovieri hanno fortemente criticato il comportamento tenuto da Ferrovie dello Stato nel sottovalutare, a loro avviso, il problema dei guasti e delle rotture dell’asse dei vagoni, causa di numerosi deragliamenti che però, fin’ora, non avevano mai avuto conseguenze così devastanti. «La rottura di un’asse di un carrello del vagone merci è un incidente tipico che non è stato mai tenuto nella giusta considerazione nonostante l’elevatissimo rischio connesso» si legge nella nota, che prosegue con la costatazione che «il fatto che i carri possano essere di proprietà delle singole aziende produttrici delle merci trasportate e non del gruppo FS non può essere utilizzato come giustificazione» e conclude con un attacco alle politiche di FS accusata di aver «dirottato risorse e tecnologia sul servizio ”luccicante” dell’alta velocità lasciando che il resto del servizio ferroviario, in particolare merci e pendolari, deperisse».

Laura Liucci

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