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Ecco cosa si muove a sinistra del Pd. A Chianciano i Radicali ‘chiamano’ Vendola

giugno 29, 2009 di Redazione 

Mentre a Torino si teneva la convention Democratica, in Toscana si riuniva il partito di Bonino e Pannella. All’ordine del giorno l’idea di un nuovo soggetto liberale e riformatore, che vada oltre il cartello elettorale che fu della Rosa nel Pugno. Il 3 luglio a Roma l’assemblea di Sinistra e Libertà che dovrà dare una risposta. Ma i Radicali non escludono nemmeno l’ingresso in un Pd rinnovato. Ce ne parla Antonio Bruno.

Nella foto, Emma Bonino e, sullo schermo, Marco Pannella

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di Antonio BRUNO

Hanno attraversato tutte le trasformazioni della politica italiana, hanno visto la fine e la nascita di partiti e movimenti; sembravano sul punto di scomparire più volte, ma hanno avuto sempre la forza di rigenerarsi. L’assemblea dei Mille, per rilanciare il progetto riformatore in Italia e in Europa, tenutasi a Chianciano è la riprova che loro sono vitali, presenti e più che mai combattivi. Stiamo parlando dei Radicali, un partito e una scuola politica.

I mille di Chianciano sono il segno che una dialettica politica intorno al riformismo laico e liberale non può prescindere dai Radicali, oggi più che mai attori protagonisti di un progetto politico di unità liberal-riformista.

Leader storici come Marco Pannella ed Emma Bonino, nuove generazioni provenienti dal vasto mondo dell’associazionismo radicale, potenziali alleati come i socialisti e verdi, debitori politici che invocano un confronto forse tardivo, e un grande assente: Niki Vendola. Questo è il quadro complessivo dell’incontro di Chianciano.

L’ambizione radicale è pronta a cedere il passo in nome di un percorso politico che veda la partecipazione di tutte le energie liberali presenti nei diversi partiti italiani. Non è la riedizione della Rosa nel Pugno che interessa ai mille di Chianciano, ma un soggetto politico che sappia andare oltre gli apparentamenti in chiave elettorale.

I temi trattati all’assemblea degli autoconvocati, rispecchiano il dna radicale: diritti civili, liberismo economico, libertà digitali, lavoro, welfare, previdenza.

L’assemblea, che si è tenuta a Chianciano i giorni 26-27-28 giugno, ha visto la partecipazione di numerosi esponenti di partiti che non rientrano nell’orbita radicale, ma che vedono nel progetto liberal-riformista un punto di approdo indispensabile per porsi come alternativa e stimolo dialettico al Partito Democratico. L’approccio tenuto dai Radicali è stato quello della valorizzazione degli individualismi, prescindendo dalla logica di appartenenza.

Al di là delle reciproche dichiarazioni di intenti, i potenziali azionisti del nuovo soggetto politico dovranno trovare delle intese su temi come l’economia e la politica estera, rispetto ai quali ci sono forti divergenze di vedute. La linea radicale sulla riforma delle pensioni enunciata da Emma Bonino troverà delle sponde a sinistra del Pd?

Ascoltando alcuni interventi dell’assemblea, si è avuta l’impressione che i Radicali non escludono il loro collocamento all’interno del Partito Democratico, in una forma però diversa dall’attuale presenza in Parlamento tra le fila del Pd. Decisivo al tal proposito sarà l’esito del congresso democratico.

Si può dire quindi che la palla adesso passa agli interlocutori dei Radicali: socialisti, verdi, e altri pezzi del cartello elettorale di Sinistra e Libertà. L’appuntamento è al 3 luglio a Roma, dove dirigenti politici, candidati, personalità ed intellettuali che hanno dato la disponibilità a contribuire al dar forza alla nuova sinistra italiana si esprimeranno sull’opportunità di dar vita alla costituente del partito di Sinistra e libertà. In quella data sapremo se ci sarà il superamento della Rosa nel Pugno con la nascita di una forza politica laica, riformista e liberale.

Antonio Bruno

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