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L’intervento. Il lavoro al centro del congresso di Marianna Madia

giugno 25, 2009 di Redazione 

Tra breve usciremo con la penultima puntata della inchiesta sui “piombini”, in vista della “Woodstock democratica” (come la definisce il suo principale organizzatore, Pippo Civati) di sabato al Lingotto: e sarà un’intervista a Sandro Gozi, parlamentare ed altro esponente della componente. Ma proprio al pre-congresso di sabato vogliamo fornire un contributo importante da parte di una delle persone che guardano con interesse al movimento. La deputata del Partito Democratico propone questa riflessione sul tema del lavoro, affrontato in una chiave che, in qualche modo, supera il punto di vista (di una parte) dei “piombini”. E, per questo, il pezzo rappresenta un documento di interesse che il giornale della politica italiana consegna alla discussione del Lingotto.

Nella foto, Marianna Madia

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di MARIANNA MADIA*

I temi del lavoro domineranno sempre di più l’agenda politica dei prossimi anni. Anche se la crisi passasse, come ci auguriamo, questo mercato del lavoro italiano non regge più.

E’ paradossale quello che è successo la settimana scorsa al momento della diffusione dei dati Istat sulla forza lavoro (- 200.000 posti persi in un anno). Il rilascio dei dati è avvenuto in forma ridotta. Questo a causa dell’agitazione di oltre 300 rilevatori precari che stanno per essere buttati fuori e il cui contratto non può essere rinnovato.

Il precariato assale persino chi deve ricostruire le dinamiche del paese e raccontarne l’evoluzione.

Non so come andrà il congresso PD e chi vincerà tra Franceschini e Bersani sinora unici candidati ufficiali. Ma se lavoro e precariato sono centrali nell’agenda politica nazionale tanto più devono esserlo all’interno del congresso del PD.

Il nostro partito deve dire chiaramente che vuole fare per porre fine al drammatico “dualismo del mercato del lavoro”.

Per riconquistare la fiducia delle persone non dobbiamo parlare soltanto dell’obiettivo in maniera generica ma spiegare come vogliamo arrivarci. Si gioca la credibilità del nostro partito.

I candidati a segretario devono oggi prendere posizione e dire pubblicamente quale idea abbiano in testa per garantire un futuro ai lavoratori italiani. Se vogliamo un congresso non solo “vero” ma “diverso” da una lotta di potere e da una conta di voti abbiamo bisogno di scelte da parte dei candidati.

Sulla riforma del mercato del lavoro, ad esempio, non si può più semplicemente dire che bisogna andare verso il modello “Ichino-Boeri”.

Ichino da una parte e Boeri-Garibaldi dall’altra propongono ricette diverse e alternative per risolvere il dualismo. Ci sono anche altre proposte come quella del coordinamento dei parlamentari PD contro la precarietà. Quale sceglieranno i candidati a segretario?

Penso di dare la mia fiducia al candidato che darà una risposta chiara e condivisibile su questo tema, sul quale si può giocare la sorte di un’intera legislatura.

La riforma del mercato del lavoro dovrà essere infatti in cima al nostro programma per le prossime elezioni politiche e questa proposta deve nascere in autunno al congresso.

Insieme all’estensione delle tutele sociali per i lavoratori flessibili, occorre un reddito minimo di ultima istanza (siamo tra i pochissimi paesi europei a non averlo). Questi elementi dovranno segnare il nostro essere alternativi alla destra. Dobbiamo farlo e comunicarlo. Semplicemente, con poche parole.

MARIANNA MADIA*

*Deputata del Partito Democratico

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