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L’opinione. La mignottocrazia non può abbattere Berlusconi Guzzanti

giugno 25, 2009 di Redazione 

Intervento dell’ex vicedirettore del “Giornale” e deputato del Partito liberale italiano su “Panorama” e il Politico.it. Interessante riflessione di Guzzanti che scrive che le vicende del presidente del Consiglio sono anche pubbliche  «appartenendo alla più pubblica delle persone» e sul piano dell’immagine costituiscono un fatto grave. Ma «l’idea di poter abbattere un leader democraticamente eletto e appena riconfermato con qualsiasi forma di “spallata”, è un’idea a mio parere golpista». E tuttavia «non credo neanche ai complotti». Da non perdere. Sentiamo.

Nella foto, Paolo Guzzanti

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di PAOLO GUZZANTI

Credo che i lettori sappiano della mia rottura politica con Silvio Berlusconi che mi ha portato fuori del Pdl e ad emigrare nel Pli. Il mio posto alla Camera è su in alto, nel gruppo misto e voto spesso (ma non sempre) con l’opposizione o voto astensione. Dunque politicamente sono oggi un avversario del presidente del Consiglio e come tutti gli avversari politici di un governo, non posso che augurarmi una sua sconfitta politica. Queste le mie credenziali. Ciò chiarito, voglio dire nella maniera più chiara e forte che non vorrei mai che Berlusconi (il quale peraltro resta fortissimo) cadesse per questioni che rientrano in quel genere di opacità gravi che io stesso ho battezzato con la parola “mignottocrazia” molto prima che le vicende Noemi e D’Addaro comparissero all’orizzonte. La questione privata esiste, è seria e, dal punto di vista dell’immagine, grave. Ma politicamente è insignificante. L’idea di poter abbattere un leader democraticamente eletto e appena riconfermato con qualsiasi forma di “spallata”, è un’idea a mio parere golpista. In democrazia le leadership si combattono e si battono politicamente: in Parlamento e nei seggi elettorali. Non voglio affrontare qui le questioni personali del premier che sono sì, private, ma appartenendo alla più pubblica delle persone – il capo del governo – sono anche implacabilmente pubbliche. E non credo neanche ai complotti: penso che chi agisce con una illimitata idea di sé rischi prima o poi di andare a sbattere contro un palo. Ma tutto ciò ha a che fare con l’immagine, che è molto più del banale gossip. E’ anche costume delle democrazie combattere in politica guerre di logoramento basate sull’immagine: è un gioco duro, ma lecito. Quello che non è lecito è far credere che dalle questioni di immagine si possa passare a colpi di mano politici non sostenuti dal Parlamento e dall’elettorato. Ed è quanto sta facendo un giornalismo del tutto sordo ai principi liberali che pretende di sostituirsi all’uno e all’altro, avendo per di più una fedina morale non sporca, ma lurida.

PAOLO GUZZANTI

Commenti

One Response to “L’opinione. La mignottocrazia non può abbattere Berlusconi Guzzanti

  1. piolottosa on luglio 2nd, 2009 19.19

    segnalo un video che fotografa spòendidamente la situazione:
    http://www.youtube.com/watch?v=oeXzJF7wVYM

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