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Referendum, ancora un no al quorum. Il punto sui ballottaggi alle 19.30

giugno 22, 2009 di Redazione 

di Attilio IEVOLELLA

Tradizione rispettata. Che piaccia o meno. Il referendum ‘tira’ pochissimo, praticamente nulla, rispetto ad appuntamenti elettorali più ‘colorati’ politicamente. Ultimi esempi, in ordine di tempo, le Europee prima e le Amministrative poi.

REFERENDUM SENZA QUORUM - E la giornata odierna ha semplicemente ribadito questo dato di fatto: i cittadini si sono mossi con maggior convinzione per i ballottaggi (di Comuni e Province), molto minore l’interesse per i tre quesiti referendari. Di conseguenza, come avviene spessissimo, referendum ‘non valido’. Alla chiusura delle urne, quest’oggi, alle 15, l’affluenza si ipotizzava potesse superare di poco il 20 per cento, lontano anni luce dalla fatidica soglia del 50,1 per cento necessario per considerare valido il referendum. Previsione ampiamente rispettata: affluenza attestatasi attorno al 23 per cento. Tradotto in soldoni, è andato a votare – per i referendum, giusto sottolinearlo – solo un italiano su cinque.

Bocciati – per ‘scarso interesse’, potremmo dire -, quindi, i tre quesiti referendari proposti, ovvero i primi due che, se approvati dai cittadini, avrebbero modificato la legge elettorale, prevedendo l’assegnazione del premio di maggioranza, sia alla Camera che al Senato, al partito più forte in assoluto – e non più alla coalizione più forte, come prevede la norma oggi -, e il terzo che, sempre e solo col parere positivo degli elettori, avrebbe bloccato la possibilità per i candidati alla Camera di presentarsi in più circoscrizioni.

Resta la curiosità di guardare il risultato, per quanto poco, anzi nulla, rilevante. Anche perché il dato in sé sembra una sorta di messaggio in codice: per il referendum la scelta è tra il ‘sì’ (o il ‘no’, a seconda della posizione proposta dai promotori) e il ‘non voto’.
In questa occasione, la raccolta di firme e la campagna referendaria era stata finalizzata a un ‘sì’ netto. Difatti, la stragrande maggioranza dei pochi italiani recatisi a votare per i referendum hanno optato per il ‘sì’: quasi l’80 per cento per i primi due quesiti e quasi il 90 per cento per il terzo.

AMMINISTRATIVE - Più attenzione – ma senza picchi clamorosi – per i ballottaggi di Province e Comuni. Giusto per rimanere in tema, rispetto al referendum, la percentuale dei votanti – dati del ministero degli Interni alla mano – si è attestata al 45 per cento per le Provinciali (contro il precedente 69 per cento) e al 61 per cento per le Comunali (contro il precedente 76 per cento).

Ad avere grosso valore, in questo caso, è anche, anzi soprattutto, il dato politico, ovvero l’ulteriore verifica sui rapporti di forza tra maggioranza e opposizione, tra centrodestra e centrosinistra.
I dati, ovviamente, sono ancora parziali. Tuttavia, uno sguardo può essere assai utile, sempre utilizzando l’osservatorio del ministero degli Interni.

Partiamo dalle Province.
Alessandria: con quasi metà sezioni scrutinate, il centrosinistra si tiene attorno al 51,5 per cento, contro il 48,4 per cento del centrodestra.
Arezzo: la situazione pare già delineata. Oltre la metà delle sezioni scrutinate, centrosinistra al 61,7 per cento, centrodestra al 38,2 per cento.
Ascoli Piceno: scrutinato solo un quarto delle sezioni complessive e situazione in equilibrio: centrodestra appena sopra il 50 per cento, centrosinistra appena sotto il 50 per cento.
Belluno: scrutinato oltre un terzo delle sezioni, centrodestra con un buon vantaggio (quasi 55 per cento), centrosinistra fermo al 45 per cento.
Brindisi: quasi metà sezioni scrutinate, centrosinistra al 53,7 per cento.
Cosenza: tantissime sezioni ancora da scrutinare, risultato ancora poco indicativo, il centrosinistra comunque è in vantaggio, con un buon 60 per cento, contro il 40 per cento del centrodestra.
Crotone: scrutinio ancora poco attendibile, centrosinistra quasi al 55 per cento, centrodestra a rincorrere partendo dal 45 per cento.
Fermo: poche sezioni scrutinate, centrosinistra in vantaggio col 51 per cento.
Ferrara: oltre metà sezioni scrutinate, il centrosinistra si erge quasi fino al 60 per cento.
Frosinone: scrutinato un decimo delle sezioni, centrosinistra al 50,1 per cento.
Grosseto: scrutinio a metà dell’opera, centrosinistra oltre il 55 per cento.
Lecce: scrutinato un decimo delle sezioni, centrodestra al 52,5 per cento.
Milano: scrutinato un terzo delle sezioni, grande equilibrio, con il centrodestra in vantaggio con il 50,4 per cento.
Parma: scrutinato, anche in questo caso, un terzo delle sezioni, centrosinistra in vantaggio con un buon 57 per cento.
Prato: risultato ancora da prendere con le molle, però il centrosinistra è in vantaggio con il 54,6 per cento.
Rieti: scrutinato un quarto delle sezioni, centrosinistra al 51 per cento.
Rimini: ancora lungo il cammino dello scrutinio, il centrosinistra è partito di slancio, con il 56,8 per cento.
Rovigo: scrutinati due terzi delle sezioni, centrodestra in vantaggio con il 50,1 per cento.
Savona: completato il giro di boa delle sezioni scrutinate, centrodestra quasi al 58 per cento.
Taranto: scrutinato un quinto delle sezioni, centrodestra al 50,1 per cento.
Torino: scrutinata la metà delle sezioni, centrosinistra in vantaggio col 58 per cento.
Venezia: scrutinata quasi la metà delle sezioni, il centrodestra arriva a sfiorare il 54 per cento.

E ora le Comunali, prendendo in esame i Comuni più rilevanti.
Ancona: scrutinio oramai attendibile, il centrosinistra arriva al 57,1 per cento.
Ascoli Piceno: scrutinato un quinto delle sezioni, centrosinistra al 51,8 per cento.
Avellino: pochissime sezioni scrutinate, centrosinistra al 62,5 per cento.
Bologna: scrutinato oltre un terzo delle sezioni, centrosinistra al 60,7 per cento.
Cremona: scrutinio delle sezioni al giro di boa, centrodestra al 52,6 per cento.
Ferrara: scrutinato un terzo delle sezioni, centrosinistra al 58,3 per cento.
Firenze: scrutinati quasi i due terzi delle sezioni, risultato indicativo, centrosinistra che sfiora il 60 per cento.
Foggia: ancora poco indicativo lo scrutinio,
Forlì-Cesena: superata la metà delle sezioni scrutinate, il centrosinistra al 55,1 per cento.
Padova: anche qui superata la metà delle sezioni scrutinate, centrosinistra che sfiora il 52 per cento.
Potenza: scrutinato un terzo delle sezioni, centrosinistra al 57,7 per cento.
Prato: ancora molto lavoro da fare nello scrutinio, centrosinistra al 52,3 per cento.
Terni: scrutinata quasi la metà delle sezioni, centrosinistra al 54,1 per cento.

Lo scrutinio prosegue. E l’attenzione è puntata sulle realtà più importanti. Resta da seguire, però, anche l’andamento nei Comuni più piccoli.

Attilio Ievolella

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