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***I contributi della politica***
DECRETO-ABRUZZO, RESPINTI TUTTI GLI EMENDAMENTI
di ANDREA SARUBBI

giugno 17, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana è tra i pochi, in queste ore, a raccontarvi cosa sta avvenendo alla Camera intorno al dl sulla ricostruzione post-terremoto. Dopo il pezzo di ieri, il deputato del Partito Democratico ci porta nel confronto parlamentare odierno in cui tutte le proposte dell’opposizione sono state respinte. Sentiamo.

Nella foto, Andrea Sarubbi. Il blog personale all’indirizzo http://andreasarubbi.wordpress.com

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di ANDREA SARUBBI*

Ci siamo andati vicini per tutto il giorno: meno 15 voti, meno 12, ad un certo punto – dopo la pausa di mezz’ora a metà mattinata, e per ben due volte – addirittura meno 3. Alla fine, però, dei nostri emendamenti al decreto per l’Abruzzo non ne è passato nessuno, neppure quelli che correggevano gli errori evidenti presenti nel testo: l’ordine di scuderia era di respingerli tutti, indipendentemente dal merito, perché altrimenti il decreto avrebbe ricominciato la navetta con il Senato e l’opposizione avrebbe fatto bella figura proprio a ridosso dei ballottaggi. Anche l’informazione è già sotto anestetico: ieri il Tg1 delle 13.30 ci ha dato un assaggio della cura Minzolini, non riferendo neppure della protesta davanti al Parlamento per concentrarsi invece sulla ricostruzione della Casa dello studente finanziata dalla Regione Lombardia; oggi Il Tempo titolava addirittura “Accordo in Aula”, come se maggioranza ed opposizione avessero trovato un’intesa, mentre qui a Montecitorio si battagliava duramente, punto su punto, perché gli aspetti che non ci convincono – spiegavo ieri, parlando del problema dei non residenti – sono parecchi. Se dovessi raccontarvi in dettaglio quello che il muro di gomma della maggioranza ci ha respinto, mi servirebbero un paio di giorni: mi limito quindi a segnalarvi qualche emendamento, perché possiate farvi un’idea della battaglia (purtroppo vana) che il Pd sta portando avanti da parecchie settimane, prima al Senato ed ora alla Camera. Chiedevamo, ad esempio, che venissero sospesi i contratti di affitto in tutto il periodo della ricostruzione, per poi riprendere al momento del ritorno a casa dei locatari: bocciato. Chiedevamo che le ordinanze venissero fatte d’intesa con la Regione Abruzzo e la Provincia dell’Aquila: bocciato. Chiedevamo, per chi fosse disponibile ad anticipare i soldi e previa perizia giurata, la possibilità di rientrare nei capannoni o nei negozi, per riavviare le attività produttive: bocciato. Apro parentesi: il dentista che aveva uno studio nel centro storico dell’Aquila non ricomincia in una tenda, ma si trasferisce a Pescara con i figli, li iscrive lì a scuola e non torna più a casa. A proposito di scuola, chiedevamo la sospensione dell’accorpamento delle classi e del taglio degli insegnanti, l’erogazione di 110 milioni di euro per rifare gli edifici, l’aumento dei fondi per pagare i mancati introiti delle tasse nel Conservatorio e nell’Accademia di belle arti: bocciato. Per quanto riguarda i vigili del fuoco impegnati sul campo, chiedevamo un aumento del loro numero, a partire dall’assunzione dei precari, ed uno stanziamento di risorse per la manutenzione dei mezzi, una maggiorazione delle indennità notturne e festive: bocciato. Chiedevamo, infine, di equiparare i morti e gli invalidi del sisma, come già fatto nei precedenti terremoti, alle vittime ed agli invalidi sul lavoro: bocciato. Ecco, questa è la verità: fatela sapere in giro, mi raccomando, perché se aspettate di sentire la notizia al Tg1 delle 20 state freschi.

ANDREA SARUBBI*

*Deputato del Partito Democratico

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