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***L’opinione delle grandi firme***
OBAMA-IRAN, RESTA VALIDA LA LINEA DEL NEGOZIATO
di GAD LERNER

giugno 17, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana alimenta il confronto ai massimi livelli con i contributi dei suoi straordinari editorialisti, con gli interventi in prima persona dei massimi protagonisti della nostra politica e ascoltando – con grande efficacia, come avvenuto lunedì con Ivan Scalfarotto: l’intervista firmata dal nostro direttore ha avuto uno straordinario successo – le maggiori voci del mondo politico italiano. Ieri Paolo Guzzanti ha parlato su queste pagine dell’opzione militare a disposizione degli Stati Uniti nei confronti di Iran e Corea del Nord; oggi “risponde”, indirettamente, il conduttore de “L’Infedele” che riafferma, alla luce della grande manifestazione democratica di una parte della società civile iraniana, la necessità di procedere sulla strada del dialogo. Sentiamo.

Nella foto, Gad Lerner

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di GAD LERNER

Era temerario illudersi che franasse il consenso di Ahmadinejad, fondato su una miscela potentissima tra integralismo religioso, nazionalismo, militarismo e populismo, come se non bastasse sorretto dall’apparato poliziesco del regime.
Per questo commuove e suscita ammirazione la rivolta di una parte consistente della società civile iraniana, come sempre le donne e i giovani in prima fila, dopo l’esito delle elezioni, forzate probabilmente da brogli anche se i rapporti di forza erano scontati. Giunge la conferma di un Iran dinamico e tutt’altro che monolitico. Compatto contro i tentativi occidentali di umiliarne la potenza millenaria, ma percorso da spinte forti alla libertà e alla democrazia. Lo stesso Ahmadinejad d’ora in poi non potrà che tenerne conto. Guai se traessimo dalla sua vittoria elettorale la conseguenza di uno scontro inevitabile tra Washington e Teheran. La situazione mediorientale si è rimessa in movimento e la linea del negoziato globale proposta da Barack Obama resta più che mai valida. E’ anche la maniera più efficace di sostenere l’opposizione che oggi viene repressa con brutalità ma che dimostra l’esistenza di un “altro Iran”.

GAD LERNER

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