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L’incontro di ieri tra Berlusconi e Obama “Collaborerò con lui come con Bush”

giugno 16, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana apre raccontandovi del faccia a faccia tra il presidente del Consiglio e il presidente Usa avvenuto ieri sera alla Casa Bianca. Il premier assicura che il rapporto sarà lo stesso. Obama dal canto suo: “Berlusconi grande amico. Italia alleato cruciale”. Tre detenuti di Guantanamo verranno trasferiti da noi. Ma nel nostro Paese già si alza, a riguardo, una voce critica: è quella del ministro Maroni, della quale vi rendiamo conto. Il servizio, di Marco Fattorini.

Nella foto, stretta di mano tra il presidente del Consiglio e Barack Obama ieri alla Casa Bianca

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di Marco FATTORINI

Di incontri ufficiali tra Silvio Berlusconi e Barack Obama ce ne sono stati diversi, in occasione di meeting e vertici internazionali (Londra, Strasburgo, Praga) in cui i due leader si sono scambiati saluti e gentilezze, non senza qualche battuta o presunta gaffe di troppo che ha riempito le pagine dei giornali di mezza Europa.
La tabella di marcia per questa trasferta oltreoceano ha previsto il faccia a faccia Obama-Berlusconi, una successiva conferenza stampa e la visita, da parte del Cavaliere, al Congresso per salutare la speaker Nancy Pelosi.

L’occasione dell’incontro alla Casa Bianca è, però, molto prestigiosa e di ampie potenzialità. Il prestigio deriva dal fatto che Berlusconi è il secondo premier europeo, dopo Gordon Brown, a far visita in quel di Washington al neo presidente americano. Il colloquio ha, inoltre, offerto ampie potenzialità perché un incontro a due è senz’altro più centrale e mirato di qualsiasi altro evento istituzionale e dunque a quattr’occhi è molto più agevole poter avere un colloquio ampio, variegato e soprattutto scevro di fraintendimenti o incertezze.
Occasione colta al volo dal premier italiano che, nonostante il critico avvertimento proveniente dal sito della Bbc in cui si chiedeva a Berlusconi di non fare gaffe, ha colloquiato con Obama per più di un’ora e mezza.

Al saluto di “great to see you, my friend”, il presidente degli Stati Uniti d’America ha accolto il suo collega nella West Wing della Casa Bianca. Come previsto, si è parlato del G8, appuntamento imminente ma soprattutto caro all’Italia proprio perché la sua location sarà quella dell’Aquila, nel cuore dell’Abruzzo terremotato. L’auspicio, in merito al futuro consesso degli 8 leader mondiali, è stato quello che si arrivi ad un accordo sul Doha Round, nodo riguardante i negoziati sul commercio mondiale, su cui non si è ancora giunti ad una soluzione.
Berlusconi ha poi espresso la disponibilità dell’Italia a ricevere in consegna tre detenuti provenienti dal discusso carcere di Guantanamo che sarà chiuso nel gennaio 2010. Anche se proprio dall’Italia sono arrivate titubanze in merito espresse dal ministro Roberto Maroni che, a margine di un’intervista radiofonica, ha dichiarato: “Non siamo tanto d’accordo sul prendersi in carico i detenuti di Guantánamo…penso che i Paesi Schengen debbano accogliere solo quelli che possono essere giuridicamente detenuti in carcere. Sono invece contrario ad accoglierli senza questa possibilità, altrimenti queste persone sbarcano a Fiumicino o a Malpensa e poi possono girare liberamente per il Paese”.

Durante il summit alla Casa Bianca si è parlato anche dei grandi temi internazionali, dei rapporti con la Russia, della situazione in Iran, delle prossime elezioni in Afghanistan per le quali l’Italia ha assicurato l’invio di altri 500 militari. Dal canto suo, Barack Obama ha speso molte parole di apprezzamento per l’Italia, da lui considerata un “alleato cruciale”, ma anche per il presidente Silvio Berlusconi: “oltre al fatto che a me il premier Berlusconi piace personalmente – ha detto Obama – anche i nostri popoli si amano e hanno profondi legami e profonda comunità di valori”.
Un’alleanza forte e costante nel tempo che il premier italiano ha voluto sottolineare mediante la sua stessa presenza in terra americana: “sono qui a collaborare con il Presidente Obama, così come è successo in precedenza con i presidenti Clinton e Bush”. Da parte di Berlusconi c’è stata la massima apertura alla collaborazione e al nuovo corso Obama: ”Apre il cuore – ha aggiunto – vedere che le sorti della più’ grande democrazia del mondo sono assolutamente in buone mani”. Entusiasmo e cordialità che sembrano aver dominato un vertice internazionale dal bilancio positivo che sembra aver ancor più rinsaldato l’asse Roma-Washington.

Marco Fattorini

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